L’attuale livello di spread tra btp e bund decennali è “transitorio” ed “entro dicembre” il differenziale “o si restringerà verso quota 170 punti base” oppure “schizzerà verso 400”. È quanto ha scritto in una nota ai clienti Bank of America – Merrill Lynch, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Oggi lo spread tra Btp e Bund ha chiuso a 278,8 punti.

A decidere la direzione dello spread, spiega Bofa, sarà la legge di bilancio: in caso di moderato ampliamento del deficit lo spread calerà mentre se il parlamento dovesse approvare una manovra sgradita ai mercati decollerà, con gli investitori che si posizioneranno in vista di un probabile downgrade dell’Italia da parte delle agenzie di rating.

Per Bofa Merrill Lynch è improbabile che il nostro Paese perda l’investment grade, per il quale servirebbe un declassamento multiplo e che avrebbe conseguenze gravissime per l’Italia, il cui debito sarebbe scaricato da tutti i fondi che hanno restrizioni a possedere titoli ‘spazzatura’. “Ma ci aspettiamo tuttavia un serio ‘repricing’ da parte del mercato già al primo downgrade in quanto gli investitori riterranno questo scenario sempre più probabile”, ha scritto l’analista Erjon Satko.

Intanto, in un’intervista al Corriere della sera, il vicepremier Luigi Di Maio ha detto: “Non vedo il rischio concreto che questo governo sia attaccato. È più una speranza delle opposizioni”, ma “se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo, sappia che non siamo ricattabili”. Di Maio ha poi assicurato “rispetto degli equilibri di bilancio. Però l’Ue ci lasci fare le riforme”.

Nella giornata di domenica, in un’intervista a Libero, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti si era detto più pessimista: “L’attacco io me lo aspetto, i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono. Abbiamo visto cos’è accaduto a fine agosto nel ’92 e sette anni fa con Berlusconi. L’Italia è un grande Paese e ha le risorse per reggere, anche grazie al suo grande risparmio privato. Quello che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all’estero e quindi la gestione dei nostri titoli non è domestica”.

Dopo le parole del leghista Giancarlo Giorgetti, anche un esponente di spicco del Movimento 5 Stelle è intervenuto sul tema, ovvero Stefano Buffagni: “Le speculazioni? Siamo sempre soggetti a questo rischio – ha affermato -, ma siamo pronti a fronteggiare qualsiasi problema ponendo l’interesse del Paese al primo posto”.

Senza dimenticare che con la conclusione del programma di acquisto dei titoli di Stato degli Stati membri da parte della Banca Centrale Europea, il Governo italiano dovrà garantire il rinnovo di 236 miliardi entro l’anno e 187 miliardi nel 2019. La garanzia di acquito da parte dalla BCE a bassi tassi d’interesse lascerà il passo al mercato. L’impennata dello spread è scontato visto il volume di bond pubblici da collocare. In ogni Stato sovrano, oltre alla collocazione sul mercato del debito pubblico, quale forma di risparmio garantito per famiglie e imprese, la propria Banca centrale, provvede ad acquistare i titoli, emettendo moneta e garantire la liquidità necessaria, con l’obiettivo di mantenere stabile il sistema finanziario.

 

Da Huffingtonpost.it (qui)

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