Dalla riunione a Bruxelles, riferisce il portavoce del ministro dell’Interno tedesco, non arriveranno “decisioni concrete”.

Il governo non cambia strategia sul caso Diciotti. Mentre 150 migranti attendono sulla nave, attraccata a Catania da quattro giorni, di sapere quale sarà il loro futuro, l’Italia aspetta una risposta dagli altri stati dell’Unione europea. Ieri, 23 agosto, la Germania si era dichiarata disponibile ad accogliere una parte delle persone a bordo, ma a una condizione: anche altri Paesi avrebbero dovuto fare lo stesso. E oggi un portavoce di Angela Merkel torna sulla questione: “I Paesi colpiti dal fenomeno migratorio, e l’Italia è fra questi, non possono essere lasciati soli. Tutti gli Stati devono collaborare e si deve arrivare a una soluzione comune”.

Seehofer: “Da Bruxelles oggi non arriverà nessun risultato concreto”

Di soluzioni in vista, però, pare non ce ne siano. Almeno a breve termine. A Bruxelles è in corso una riunione informale dei consiglieri per gli Affari europei dei leader di 12 Paesi: Italia, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Lussemburgo, Olanda, Belgio, Malta, Grecia, e Irlanda. Si tratta, però, di un incontro che non porterà a esiti rilevanti: lo ha affermato il portavoce del ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer. Annegret Korff ha definito la riunione “informale”, utile solo a “uno scambio”. Non sarebbero, quindi, in vista “risultati concreti”. L’emergenza della nave Diciotti, ha aggiunto il portavoce “non ha nulla a che vedere con le trattative in corso” fra Roma e Berlino.

Kurz sull’eventuale stop dell’Italia ai contributi per l’Ue: “Do poco peso alle minacce, non sopravvaluterei una cosa del genere”

Dopo la Germania anche l’Austria interviene sulla questione. Lo fa in riferimento alle dichiarazioni di Luigi Di Maio sull’eventuale rifiuto da parte dell’Italia di pagare i contributi dovuti all’Ue nel caso in cui gli Stati membri non dovessero arrivare a una soluzione: “Do poco conto alle minacce, e specialmente a minacce del genere”, ha detto il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Sull’interruzione dei versamenti all’Ue ha chiosato: “Ma non sopravvaluterei una cosa del genere, non credo ci si arriverà”.

Commissione Ue: “Minacce non aiutano, per risolvere le cose bisogna lavorare insieme”

Per le istituzioni europee dichiarazioni come quelle di Di Maio e Salvini non contribuiscono a risolvere il problema: “Le minacce non sono d’aiuto e non porteranno a avvicinarsi a una soluzione – ha detto il portavoce della Commissione, Alexander Winterstein – il solo modo per risolvere le cose in Europa è lavorare insieme in modo costruttiva e di buona volontà. Ed è quello che la Commissione cerca di fare da tempo”. Sull’eventuale rifiuto di pagare i contributi, paventato da Di Maio, il portavoce afferma: “C’è un chiaro obbligo legale che gli Stati membri hanno sempre rispettato”.

Di Maio: “Siamo disposti a contribuire solo se c’è aiuto reciproco”

Nel corso di un intervento alla trasmissione televisiva Agorà Luigi Di Maio ha ribadito la sua posizione: “Se l’Europa non è in grado di redistribuire 150 persone che arrivano in Italia significa che ha un serio problema rispetto ai principi per cui è stata fondata. Noi vogliamo contribuire ma solo se c’è volontà di aiuto reciproca, altrimenti quei 20 miliardi li investiamo diversamente. Non è possibile che la Commissione europea sulla vicenda tace da una settimana”. Sulle esternazioni del presidente della Camera, che aveva affermato che ai migranti doveva essere data la possibilità di sbarcare subito dalla nave ha detto: “Fico ha il diritto di esprimere la sua opinione, ma il governo è compatto”.

Moavero: “Abbiamo fatto la nostra parte, dall’Ue ci saremmo aspettati più sostegno”

Anche il ministro degli Esteri torna a sollecitare un intervento dell’Ue: “Per anni l’Italia ha salvato migliaia di vite umane” e “gli altri Stati europei lo hanno ampiamente riconosciuto, in più occasioni. Noi chiediamo che alle belle parole seguano fatti e atti concreti, di reale solidarietà. La nave Diciotti ha salvato quasi duecento persone. Ci saremmo aspettati un’effettiva e più rapida collaborazione degli altri Stati Ue per arrivare, il prima possibile, alla soluzione migliore”, ha affermato in un’intervista a Sussidiario.net. “In questi ultimi tre mesi – ha aggiunto – abbiamo sempre chiesto ad altri partner Ue di condividere l’accoglienza di chi è stato salvato in mare e ci siamo resi disponibili a fare altrettanto se un’analoga richiesta proveniva dai partner. Si è instaurata una positiva e innovativa prassi di aiuto reciproco”.

Salvini: “Dobbiamo poter mandare i migranti indietro. Trattati e convenzioni si possono modificare”

Non cambia idea Matteo Salvini che, sulle pagine del Corriere della Sera, oltre ad attaccare l’Ue, rilancia la necessità di rivedere gli accordi internazionali sui respingimenti: “La maggior parte dei Paesi pretende lo stop all’immigrazione. A metà settembre ci sarà la riunione dei ministri dell’Interno europei, e lì lo si vedrà. Io, nei prossimi giorni, incontrerò Viktor Orban a Milano”. E con il primo ministro ungherese, prosegue, “Ci sarà parecchio di cui parlare. Si dice che in base ai trattati, alle convenzioni, a Ginevra, noi non possiamo riportare gli immigrati indietro. Bene. Ma trattati e convenzioni si possono modificare”. Aveva detto che dalla Diciotti non sarebbe sceso nessuno e, per il momento, ha mantenuto la promessa, consentendo solo ai minori di sbarcare. Ma come si può risolvere la situazione? “Con un bell’aereo che arriva da una delle capitali europee all’aeroporto di Catania. Gli europei dimostreranno il loro cuore grande caricando tutti gli aspiranti profughi. Noi la nostra parte l’abbiamo fatta con i giovani”. E sulla riunione che ci sarà a Bruxelles dice: “L’Europa deve sapere che il governo italiano è irritato (…). Stiamo entrando nella discussione sul bilancio, in cui le decisioni richiedono unanimità. Per noi, l’unanimità Bruxelles non la vedrà neanche col binocolo. E non siamo gli unici”.

Fonte: HuffingtonPost.it (qui)

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