I bresciani di città hanno 720 euro in meno a disposizione rispetto al 2008. Effetto della crisi lunga, in termini percentuali la differenza tra i redditi dichiarati nel 2017 (anno fiscale 2016) e quelli del 2009 (relativi al 2008) è del 2,76% in meno, un calo superiore alla media nazionale nei Comuni capoluogo. A rilevarlo è l’analisi fatta da Il Sole 24 Ore del lunedì elaborando i dati del Dipartimento delle Finanze relativi ai Comuni capoluogo. Brescia, in un quadro generale di per sé abbastanza grigio, non ne viene fuori bene. Il reddito medio è di 26.158 euro, superiore di circa un migliaio di euro rispetto alla media nazionale (25.170) ma più o meno a metà strada se il confronto viene fatto con le città del Nord.

Più negativo è il dato sulla direzione di marcia dei redditi. In dieci anni la crisi ha colpito duro, falcidiando posti di lavoro e redditi. Questo è avvenuto anche a Brescia, al punto che il reddito medio (ripulito dall’inflazione) è calato di poco meno di tre punti percentuali, di 720 euro in meno appunto in termini assoluti. Il calo percentuale è ben superiore rispetto quello registrato a livello nazionale (-1,92%) e ancor più rispetto a tante città del Nord. la vicina Bergamo, dove il reddito medio è superiore ai 30mila euro, il calo è stato dell’1,77%. A Milano, regina d’Italia, il reddito medio è di 34mila euro e il calo è stato dell’1,47%. A Verona, con un reddito di circa 25mila euro, il segno di marcia è stato invece positivo (+1,13%).

A livello nazionale i capoluoghi dove si sono registrati aumenti sono stati in realtà pochi, meno di una ventina, e nella gran parte dei casi con percentuali di crescita da prefisso telefonico. Spiccano però i segnali che arrivano da Trieste (+2,15%), Belluno (+2,06%) e Lucca (+1,58%). I crolli maggiori arrivano invece dal Sud Italia, da Isernia (-9,39%) a Crotone (-7,97%) e Agrigento (-7,09%). Il dato sul numero di contribuenti ogni 100 abitanti racconta invece indirettamente il tasso di partecipazione al lavoro e anche in questo caso per Brescia le note non sono liete. In città il numero di contribuenti ogni 100 abitanti sono 69,6, più della media nazionale (66,6) ma meno di numerosi altri Comuni capoluogo del Nord Italia: 71,7 a Milano, 73 a Modena, 70,4 a Bergamo solo per citarne alcuni e con il caso limite di Ferrara (77,1), uno dei pochi Capoluoghi ad avere anche il segno positivo nei redditi rispetto agli anni pre crisi.

Il 2017 ha segnato sicuramente una inversione più marcata rispetto alla crisi, con risultati importanti sul piano occupazionale. I numeri delle prossime dichiarazioni dei redditi potrebbero quindi dare qualche motivo di soddisfazione in più, ma resta che la lunga crisi degli ultimi dieci anni sta ancora facendo sentire i suoi effetti.

Fonte: brescia.corriere.it Articolo di T. Bendinelli (qui)

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