La regola del 3% di deficit sul Pil “fu una scelta casuale, senza nessun ragionamento scientifico”, “dovevamo fare in fretta” ed “e’ venuto fuori in un’ora”. Lo dice Guy Abeille, meglio conosciuto come ‘Monsieur 3%’, l’uomo che rivendica la paternita’ del limite imposto nel patto di stabilita’, che lavorava al ministero delle Finanze di Parigi.

In un’intervista a Repubblica afferma che la regola nacque dalla volonta’ di Francois Mitterrand, eletto all’Eliseo, di “fermare la deriva” del deficit lasciato da Valery Giscard d’Estaing. “Avevamo pensato in termini assoluti di stabilire come soglia massima 100 miliardi di franchi. Ma era un limite inattendibile data l’alta fluttuazione dei cambi e le possibili svalutazioni. Quindi decidemmo di dare il valore relativo rispetto al Prodotto interno lordo che all’epoca era di 3.300 miliardi. Da qui il fatidico 3%”.

La regola, spiega, aveva funzionato bene negli anni ottanta ed “e’ stato Jean-Claude Trichet, allora direttore generale del ministero del Tesoro, a proporre questa norma durante i negoziati per il Trattato di Maastricht. Per paradosso, la Germania ha adottato la norma del 3% di deficit sul Pil fino a farne uno dei punti centrali del Patto di Stabilita’. Trovo divertente che questa regola nata quasi per caso e oggi imposta dai tedeschi sia nata proprio in Francia”. “Immaginavo – conclude – che ci sarebbero stati degli studi piu’ approfonditi, in particolare quando il parametro e’ stato esteso all’Europa. E invece il 3% rimane ancora oggi intoccabile, come una Trinita’”

Le reazioni non si sono fatte attendere.

“Oggi, grazie a un’intervista rilasciata dal matematico Abeille, scopriamo che la regola del 3% del rapporto deficit-pil e’ stata una sua invenzione casuale ideata negli anni ’80 su richiesta di Mitterand. Coniata di sana pianta, e’ diventata la tavola dei comandamenti di Maastricht alla quale tutti i governi si sono ‘appecoronati’. La scienza continua a fare i suoi danni se non e’ supportata da senso critico e in Italia nessuno l’ha avuto”.

E’ quanto afferma in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.

“Desta sconcerto sapere che non ci sia nulla di certo in termini di politica economica e finanche di regole matematiche. Siamo nelle mani di apprendisti stregoni e di ‘avvelenatori di pozzi’ perche’ sappiamo tutti il peso avuto sul corpo vivo dell’Italia e dell’Europa ovvero su famiglie, imprese, Comuni – prosegue -. Sulla questione e’ pronta un’interrogazione al ministro Padoan cui comunque chiediamo di riferire in aula su questa paradossale notizia”.

Fonte: ilnord.it (qui)

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