Il messaggio del presidente della Repubblica al Forum Ambrosetti di Cernobbio è dedicato all’Unione europea e alle elezioni 2019. «Occorre che l’Ue predisponga regole per affrontare in modo adeguato la questione migratoria»

Una illusione quella del Presidente Mattarella. Gli Stati stanno attraversando tensioni politiche dovute al rigetto dei popoli all’establishment come reazione alle politiche di austerity e dell’immigrazione incontrollata predicata dai partiti socialisti e socialdemocratici.

Un messaggio sull’Europa, in vista di elezioni che — ormai è sempre più evidente — potrebbero segnare un cambiamento epocale, con l’avanzata di partiti euroscettici (raccolti anche intorno alla fondazione The Movement di Steve Bannon, che da ieri annovera tra i suoi membri anche Matteo Salvini). Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha inviato al Forum Ambrosetti di Cernobbio, in corso sul lago di Como. Nel telegramma, il capo dello Stato fa riferimento ad «antistoriche spinte dissociative», da contrastare con l’antidoto di «una casa comune, solida e ben gestita», raccolta intorno a «valori fondamentali» da riaffermare: perché sono quei valori ad aver ispirato le «libere scelte» che hanno «portato all’Unione europea libertà, stato di diritto, democrazia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità umana». È questa — afferma Mattarella — «la prospettiva in cui è saldamente collocata l’Italia».

Dichiarazioni di un Presidente che valuta giuste le istanze di abbandono della sovranità nazionale a beneficio di un contesto europeo più forte e solido, pur senza avere un mandato costituzionale in questo senso. E di contro “antistoriche” ogni rivendicazione sovranista di difesa della carta costituzionale, in particolare neo suoi principi fondamentali.

Il nodo politico del messaggio

Ecco il punto politico del messaggio di Mattarella, che richiama le recenti tensioni aperte dal nostro esecutivo con Bruxelles, fondate sulla recriminazione di pesanti disparità nel bilancio tra denaro versato e denaro ricevuto dall’Italia. Una polemica che evidentemente il Quirinale non ha né gradito né condiviso, mirando più alto. Infatti, spiega il presidente, «per ben custodire il futuro dei nostri popoli è indispensabile riaffermare i valori fondamentali alla base delle libere scelte che hanno portato all’Unione europea: libertà, stato di diritto, democrazia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità umana». Vale a dire i «principi» sui quali è lievitata «la civiltà occidentale in una società in cui inclusione, tolleranza e giustizia sono stati gli obiettivi perseguiti in tutti questi decenni». Altro che muri, fili spinati, divisioni. È questa, insiste, vincolando la linea del governo, «la prospettiva in cui è saldamente collocata l’Italia».

Avere provato sulla pelle degli italiani l’austerity tradotta con la svalutazione del lavoro, nella disoccupazione, o nella chiusura delle micro e piccole imprese, dei piccoli professionisti, degli artigiani e delle partite iva, è certamente diverosa una contabilità dare/avere con l’Europa. Un sistema capitalista che non garantisce più prosperità ed una Europa che vorrebbe diventare unita più per le incapacità delle classi dirigenti degli Stati. Partiti popolari e socialisti attratti da un Governo europeo sempre più lontano dai popoli e sempre più stretto alla caviglia della grande finanza speculativa. E oggi è il tempo dei “conti”, non quelli della contabilità, quelli dei benefici garantiti dall’Ue da raffrontare con quelli di una libertà di azione che solo sovranità e Costituzione sono in grado di garantire.

La coscienza della posta in gioco

Lo sappiamo tutti, ormai: in questa fase «la posta in gioco è molto elevata». Perciò, come sostiene il presidente, «un’Europa all’altezza delle sfide che i popoli hanno dinanzi è la soluzione adeguata per evitare ai singoli Paesi di scivolare nell’irrilevanza e per consentire loro, invece, di partecipare autorevolmente alla stesura di nuove e più appropriate regole internazionali».

Fonte: corriere.it (qui)

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