Le importanti novità, annunciate dal Sindaco Fraccaro nel suo post su Facebook del 12 settembre scorso (qui), sono arrivate.

Ma in cosa consistono queste novità?

L’Assessore Morandi si convince. Pista “Da coprire. Da proteggere. Per prendersi cura”. Finalmente, meglio tardi che mai verrebbe da dire.

La copertura permanente della delicata pista in legno siberiano del Velodromo comunale è in corso. Esattamente dopo 9 settimane dal sequestro dell’impianto, cioè dopo 45 giorni di cui ben 19 giorni con precipitazioni più o meno intense, l’Amministrazione lumaca si è messa in moto.

Questa la situazione al Velodromo in un video pubblicato sul profilo FB del consigliere comunale Davide Tiraboschi (qui), girato il giorno prima del sequestro testimonia la situazione in cui versava la struttura. Dalla data del sequestro (16/07/2018) ad oggi si sono verificati ben 9 giorni con precipitazioni, di cui ben 6 di intensità significativa (fonte: www.ate43-meteo.it)

E’ doveroso ricordare che il tema delle infiltrazioni è noto da diversi anni, e che tale situazione gestibile con soluzioni temporanee, negli ultimi tre anni si è sempre più aggravato sino ad obbligare la magistratura alla chiusura dell’impianto.

Una lentezza nella soluzione dei problemi che non può essere accettabile per gli standard della maggior parte degli enti locali dell’Italia settentrionale. Oggi l’Assessore Morandi, attraverso i social media, in un post che ritrae i lavoro di copertura con teli particolari la pista del Velodromo, scrive: “Da coprire. Da proteggere. Per prendersi cura.”, come se avesse assunto la funzione di assessore comunale solo oggi.

Poche parole le sue, ma intrise di ipocrisia e manifesta irresponsabilità causata anche dalla insufficiente attenzione rivolta alla struttura sportiva. Tanto che dalla sua nomina ad Assessore, avvenuta il 24/05/2016, la signora Morandi, che non era avulsa dal dibattito politico sul tema in quanto già consigliere, in poco più di due anni è riuscita nella fallimentare impresa di rendere inagibile la struttura. Ivi compresa la corresponsabilità con il Sindaco circa il dimenticato rinnovo del prescritto certificato quinquennale antincendio scaduto il 30 aprile di quest’anno, tanto che le procedure per addivenire all’autorizzazione furono avviate tardivamente e la struttura rimase “fuori legge” dal 1 maggio al 16 luglio giorno del sequestro, mentre si svolgevano regolarmente le attività sportive.

Ecco perchè all’osservatore esterno le parole dell’Assessore Morandi, nel suo post, ora, suonano beffarde. E ci suggeriscono due semplici domande:

Perché la Giunta non ha agito subito visto che avrebbe potuto entro la fine di luglio mettere in sicurezza e protezione la pista in legno siberiano?

Perché solo ora si sono convinti che la pista è da proteggere? Non era da proteggere anche nel 2015? Perché, invece, almeno dalla sua nomina ad Assessore, il 24 maggio 2016, alcuna azione utile per proteggere la struttura è stata messa in campo?

Solo rispondendo a queste due semplici quesiti l’Assessore potrà meglio comprendere cosa significhi “Per prendersi cura”.

Il Velodromo quasi muore di asfissia, per le posizioni politiche autolesioniste e ideologhiche dell’attuale amministrazione e ora un membro autorevole del Governo della città si lancia in un impegno “quasi materno” della struttura. Ma a noi paiono invece parole pronunciate da un’amministrazione più “matrigna”  che “madre” protettiva, che prima ignora la struttura e poi, quando tutti ne hanno svelato l’intento malevolo, la cui personalità cambia e si traveste da falsa madre amorevole.

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