L’epidemia di polmonite approda in Parlamento. I tanti dubbi attorno all’origine degli oltre 550 casi registrati da inizio mese sono finiti dentro un’interrogazione della Lega Nord rivolta al ministro della Salute Giulia Grillo. Un’interrogazione scritta dalla deputata leghista Eva Lorenzoni e che porta anche la firma di altri parlamentari del Carroccio, Paolo Formentini, Simona Bordonali, Giuseppe Donina e Andrea Dara.

Una richiesta che mette nero su bianco i tanti dubbi emersi in queste tre settimane sull’origine dell’infezione polmonare e che sprona Roma a «supportare Regione Lombardia con ulteriori risorse e le verifiche del caso».

Ma la vicenda non ha solo risvolti politici. Anche il Codacons si è infatti mosso per sollecitare i soggetti colpiti dall’epidemia «a far valere i propri diritti nel procedimento penale». La Procura, si sa, ha infatti aperto un fascicolo contro ignoti per epidemia colposa ed è in attesa dei risultati delle autopsie disposte sugli ultime due morti sospette. Di certo c’è che l’epidemia rallenta ma non si ferma.

L’Istituto Superiore di Sanità ha definito quello bresciano un caso mai visto al mondo, non tanto per la gravità del fenomeno, ma per il numero di malati e l’ampia estensione territoriale. «L’Assessorato regionale al Welfare – continua Lorenzoni – si è mosso celermente, mobilitando immediatamente l’Ats il cui lavoro d’indagine prosegue senza sosta per rintracciare le cause precise di questa epidemia. La pista principale – proseguen – resta infatti la legionella, ma ad oggi ancora non si escludono concause».

Nel frattempo il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ambiente e la tutela dei diritti dei consumatori, ha deciso di muoversi. L’azione collettiva è rivolta in primis ai casi di legionella, ad oggi 48 quelli accertati su oltre 550 casi di polmonite. «Ma tutti i malati di polmonite sono casi sospetti che potrebbero aver contratto la malattia dal batterio – spiega il referente del Codacons di Brescia Nicola Castiglioni -. Ecco perché ci rivolgiamo a tutti coloro che si sono ammalati in queste tre settimane».

L’Associazione, «per tutelare tutti i residenti nella Provincia di Brescia che sono stati contagiati dal batterio», mette a disposizione la nomina di persona offesa da inviare alla Procura della Repubblica di Brescia. «È il primo atto che permette di segnalare la propria posizione agli inquirenti – spiega una nota -. In caso di rinvio a giudizio tutti gli aderenti all’iniziativa del Codacons saranno ricontattati per effettuare la costituzione di parte civile allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni subiti».

Intanto…

I numeri dei contagi da legionella sono fermi da due giorni. Questo emerge dai report  sull’emergenza sanitaria che si è sviluppata da inizio settembre nella Bassa Bresciana Orientale.

I casi di polmonite sono fin qui 500, 45 quelli di legionella, una morta accertata per legionella, mentre le quattro autopsie disposte su pazienti deceduti nelle scorse settimane sono risultate negative al batterio. La curva dell’emergenza è in ribasso, anche se ancora ad oggi non è chiara la natura dell’epidemia. Restano nel mirino le torri di raffreddamento di alcune aziende bresciane, ma al momento le presunte responsabilità non sono state accertate.

Al 27 settembre non risultano nuovi casi di positività alla legionella. Nel dettaglio, il numero di nuovi accessi al Pronto soccorso sono 13 (di cui 1 di ATS Valpadana), 5 ricoveri (di cui 1 di ATS Valpadana) e 106 degenti.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui) e (qui).

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