Intervista di Affaritaliani.it a Stefano Fassina, deputato di Liberi e Uguali, sul Def approvato dal governo Conte.

Da uomo di sinistra, che cosa pensa del Def approvato dal governo Lega-M5S con il deficit/Pil al 2,4% per tre anni?
“Sono stati fissati obiettivi necessari e coraggiosi. E, proprio perché coraggiosi, anche pericolosi in quanto colpiscono interessi che, ovviamente, reagiscono rispetto a una politica di bilancio che, finalmente, pone le condizioni per tornare ad affrontare le priorità economiche e sociali. Poi vedremo nella Legge di Bilancio come il governo utilizzerà questo spazio di extra-deficit”.

Quali sono questi interessi che reagiscono e in che modo lo fanno?
“Come reagiscono è semplice, con la vendita dei nostri titoli di Stato. E parlo di tutti coloro che vogliono mantenere lo status quo ovvero il pesante sfruttamento del lavoro e un modello che favorisce le grandi imprese che esportano e la grande finanza. Questi poteri hanno i propri capisaldi in Germania. E, come è successo con Syriza in Grecia, verso chi compie atti di insubordinazione c’è una reazione forte”.

La bocciatura Ue della manovra è abbastanza scontata…
“Non lo so, ma è l’aspetto meno preoccupante. Il punto è che cosa farà la Bce in interazione con Berlino. Sono fenomeni politici e non economici, scelte politiche che la Banca Centrale Europea prende in stretta relazione con il governo tedesco. Devo dire però che l’attenzione manifestata da Manfred Weber, capogruppo del Ppe all’Europarlamento e candidato della Merkel alla Commissione, verso i sovranisti – rispetto ai quali si è posto come pontiere – mi porta a dire che non necessariamente ci sarà una rigidità dalle parti di Berlino. Quelli fissati nel Def sono obiettivi necessari e coraggiosi, quindi pericolosi, perché è una partita tutta politica. Bisogna vedere cosa faranno anche i governi di quei Paesi extra-europei che sono stati visitati in queste settimane da Tria, Savona e Conte con i loro fondi sovrani e le loro banche centrali. Ripeto, è una partita tutta politica che inevitabilmente che si apre. Tuttavia, finalmente la politica ritrova il primato sull’economia”.

Quindi Cina, Russia e Usa potrebbero comprare Btp al posto della Bce quando finirà il QE?
“Non è un’ipotesi da escludere. Si apre un gioco politico dove ci sono attori e interessi diversi nei confronti dell’Italia che interagiranno”.

Obiettivi coraggiosi ma pericolosi ha detto, perché?
“Potrebbe esserci lo scenario greco che però penso non convenga a nessuno visto il peso finanziario dell’Italia, decisamente superiore a quello della Grecia. Vi sarà un’attenzione anche perché il governo ha fissato un obiettivo distante dall’autolesionismo del fiscal compact, ma con il 2,4% aumenterà la crescita e tutto ciò avrà effetti compensativi sul debito pubblico. Non stiamo parlando di un obiettivo di deficit fuori dal mondo, ma certamente di una rottura e di una forzatura rispetto al fiscal compact. Un’azione necessaria, poi vedremo che uso ne farà il governo. Un conto sono investimenti pubblici che si moltiplicano, altro operazioni di carattere elettorale. Ma oggi ci sono le condizioni per fare investimenti pubblici, ieri con l’1,6% o anche con il 2 non c’erano”.

Qual è il provvimanteo che la convince maggiormente? Il reddito di cittadinanza?
“Il reddito di cittadinanza vedremo come verrà fatto. Se sarà un reddito di inclusione e punterà al potenziamento della promozione del lavoro, bene; se invece sarà solo assistenzialismo puro non funzionerà perché sarebbe uno strumento di passivizzazione e di manenimento della marginalità sociale. Il modello deve essere il Rei (reddito di inclusione, ndr) potenziato significativamente. L’altro provvedimento importante e positivo è l’allargamento del forfettone fiscale per le partite Iva ovvero l’innalzamento della soglia di fatturato alla quale si applica l’aliquota del 15%”.

Strano che un uomo di sinistra come lei dica queste cose di un governo dove dentro c’è un partito, la Lega, che per molti suoi colleghi è razzista e fascista. No?
“A parte che non ritengo che siamo di fronte ad un governo fascista, penso che prendano misure sbagliate rispetto a problemi veri. Dopodiché, come dissi quando fu bloccata la nomina di Savona, è necessario cambiare rotta e a farlo è un governo che per alcuni aspetti non condivido anche se tutto ciò avrebbe dovuto farlo la sinistra ma non lo ha fatto perché pesantemente sfiduciata da parte di quelle categorie sociali che avrebbe dovuto rappresentare e che invece ora si affidano a chi sta al governo. Se chi governa attua provvedimenti nella giusta direzione, tali misure vanno sostenute perché fanno gli interessi di coloro che proprio la sinistra dovrebbe rappresentare. Purtroppo la larga parte degli eredi della sinistra storica ha definitamente deciso di difendere gli interessi dei più forti”.

Alle elezioni europee del 2019 potrà nascere un sovranismo di sinistra?
“E’ già nato. Mélenchon in Francia, con una piattaforma che da noi a sinistra definiscono per ottusità populista e sovranista, ha preso oltre il 20% alle Presidenziali. E c’è una parte della Linke, quella della Wagenknecht, che ha lanciato un movimento che sta ottenendo un consenso molto ampio proprio sulla stessa linea di Mélenchon”.

Una linea che non è certo quella di Renzi…
“Assolutamente no. Lo spazio c’è, ma oggi è occupato, con tante contraddizioni, dal M5S. Uno spazio che va riconquistato. Con alcuni compagni e con alcune compagne e con tanti intellutuali l’8 settembre scorso abbiamo lanciato l’associazione ‘Patria e Costituzione’ che ha scandalizzato la sinistra del ‘main stream’, sia radicale che riformista, perché afferma il primato della nostra Costituzione sui trattati europei”.

Una convergenza al Parlamento europeo tra sovranisti di destra e di sinistra?
“Un’alleanza è impraticabile perché ci sono questioni di fondo che sono inconciliabili. C’è un’evidente distanza ma c’è anche un’alternativa radicale all’europeismo liberista di Macron, del Pd e dell’Spd”.

Fonte: affaritaliani.it (qui) Articolo di A. Maggi del 28 settembre 2018.

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