Non è più solo complottismo salviniano. Un quotidiano illustre come il Wall Street Journal e persino l’ex presidente del Consiglio Mario Monti lo confermano.

Per anni sono state bollate come complottismo populistico, smentite da chi le considerava solo maligni sospetti di Matteo Salvini e dei suoi, screditate come ipotesi di fantapolitica. Solo oggi vengono fuori le prove, le ammissioni dei diretti interessati, le clamorose conferme. C’è davvero la mano di George Soros, il controverso speculatore e magnate ungherese, e della sua Open Society dietro alle ingerenze poco giustificabili nella politica internazionale, compresa quella italiana.

Il finanziamento alle proteste Usa
La prima notizia arriva da un giornale al di sopra di ogni sospetto, una testata illustre del mondo finanziario come il Wall Street Journal. Un articolo scritto dalla giornalista indiana Asra Quratulain Nomani conferma ciò che il presidente americano Donald Trump aveva sempre sostenuto: che Soros avesse pagato i manifestanti che avevano preso d’assalto il Campidoglio per protestare contro la nomina del suo candidato Brett Kavanaugh a giudice della Corte Suprema. «I detrattori di Trump lo hanno accusato di proporre teorie cospirative e persino di antisemitismo contro Soros, un benefattore miliardario per le cause liberali – scrive il Wall Street Journal – Eppure lui aveva ragione. Le proteste al Campidoglio di sabato sono state organizzate da gruppi di cui il signor Soros è un importante mecenate». La giornalista racconta che, dagli striscioni alle magliette, dagli slogan agli hashtag di Twitter, tutto l’armamentario dei militanti faceva «parte di una rete ben orchestrata e ben finanziata che ha prenotato autobus, camere d’albergo e chiese per tale agitazione». Come volevasi dimostrare.

Quella telefonata a Monti
La seconda notizia è ancora più pazzesca, perché riguarda proprio il nostro Paese. È nientemeno che Mario Monti a confessare di essere stato contattato al telefono da Soros, ai microfoni di Otto e mezzo di Lilli Gruber: «Soros mi chiamò poco dopo che ero diventato presidente del Consiglio. Era preoccupatissimo che l’Italia potesse cadere finanziariamente e mi suggerì di chiedere aiuto all’Europa e al Fondo monetario – ha rivelato – ma noi volevamo evitare di essere commissariati dalla troika e non seguimmo quel consiglio. Ma Soros era molto preoccupato per la situazione italiana». I dubbi, in merito, non sono pochi. A che titolo l’affarista dava consigli non richiesti al neo presidente del Consiglio dopo la caduta di Berlusconi? E per ottenere quale risultato? Di fronte a queste ammissioni, diventa difficile dare torto a Salvini quando ipotizza che dietro la salita dello spread ci sia proprio la speculazione finanziaria di Soros o di altri finanzieri del genere. Del resto, Enrico Mentana, qualche settimana fa, aveva rinfrescato la memoria alla sinistra sui social: «Almeno nel nostro Paese, Soros può purtroppo essere citato come speculatore senza bisogno di virgolette, per l’ attacco alla lira del settembre 1992 che ci costrinse alla più dura manovra economica della nostra storia e fruttò allo stesso Soros un guadagno astronomico per aver scommesso contro l’Italia». E oggi, quali piani ha in mente George Soros?

Fonte: diariodelweb.it Articolo di F. Corgnati (qui)

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