La SAVE che gestisce gli scali dirotta gli investimenti su Venezia.

Tante promesse di investimento ma situazione allo stallo per i due aeroporti che supportano il territorio del Garda cioe il Catullo di Verona e il d’Annunzio di Montichiari.

La Save, società che dal 2014 cogestisce i due scali insieme alla Catullo s.p.a, costretta a pagare 22 milioni di euro per i servizi ENAV su Montichiari, decide di prendersi tutto e di aumentare il proprio capitale surrettizio a monte di un investimento di soli 60 milioni di euro e senza una vera strategia di sviluppo futuro.

La suddetta decisione permetterà lo sviluppo continuo dello scalo di Venezia, con un investimento di 570 milioni di euro in 3 anni,  lasciando completamente al palo Verona e soprattutto Montichiari.

Serve una vera gara pubblica che assicuri trasparenza, legalità e un progetto futuro.

«Questo dimostra come  il non essere andati in gara per la scelta del partner industriale con sottoscrizione di un piano investimenti, stia costando caro ai soci Veronesi della Catullo SpA» ha dichiarato Dario Balotta, presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazione Infrastrutture e Trasporti). «Il Ministro dei Trasporti deve normalizzare questa situazione. La strada maestra per uscire dal “cul de sac” dove si trovano il Catullo e Montichiari è quella di una gara pubblica per l’aumento di capitale e per l’affidamento della connessione. Solo così potranno venire allo scoperto importanti investitori che sono alla finestra a patto però che si faccia una vera gara che assicuri trasparenza e legalità».

Intanto sul fronte del traffico commerciale ora a preoccupare è anche il crollo del settore cargo su cui lo scalo puntava. Lo riporta Bresciaoggi citando la relazione mensile del portale “Assaeroporti” che in agosto ha indicato oltre il 28% di calo di trasporto merci per poco più di 1.700 tonnellate. Risibile il numero dei passeggeri, solo 337 sempre ad agosto, con un calo dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Il crollo delle merci è legato anche ai voli settimanali da Hong Kong e Baku che non vengono più effettuati. E tutto questo incide sui pochi passeggeri, visto che calano anche quelli, tra imprenditori e volti noti, che sceglievano Montichiari per poi spostarsi sul lago di Garda. In sospeso sullo scalo bresciano c’è un piano di investimenti da 30 milioni di euro da parte della società Catullo per il rifacimento della pista, il prolungamento di quella verso Montichiari e la costruzione di una zona per i magazzini. Ma tutto resta ancora sulla carta.

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