Il voto nelle due Province autonome fa cadere in mano al Carroccio anche l’ultima roccaforte del Centrosinistra nel Nord-Est. Al Pd rimane solo il Piemonte: Salvini riesce a completare il progetto di egemonia e contemporaneamente a vincere la prima prova elettorale da quando è al governo.

L’onda verde invade anche l’ultimo pezzo di Nord-Est. Dopo il tradizionale dominio del Veneto e il trionfo più recente in Friuli Venezia Giulia, la Lega ora conquista – con grandi numeri – anche il Trentino Alto Adige. A Trento, dove lo scrutinio è ancora in corso, si avvicina a quota 30 per cento, spingendo il suo candidato (il sottosegretario alla Sanità Maurizio Fugatti) verso la presidenza della Provincia. A Bolzano i risultati definitivi fotografano il calo dell’Svp e soprattutto la rottura dell’alleanza col Pd (crollato al 3,8): l’asse ora si sposterà verso un patto col Carroccio.

Caduta la Regione delle due Province autonome, ultima roccaforte del Centrosinistra, l’unica chiazza rossa nell’Italia settentrionale resta il Piemonte amministrato da Sergio Chiamparino, dove però si andrà alle urne il prossimo anno. La Lega, praticamente assente cinque anni fa, ora piazza quattro consiglieri a Bolzano e va verso la conquista della maggioranza assoluta con la coalizione di centrodestra a Trento. Significa avere il controllo del consiglio regionale, formato dalla somma dei due provinciali, e strappare al Partito democratico la relazione privilegiata con la Südtiroler Volkspartei – che il 4 marzo mandò Maria Elena Boschi in Parlamento – e con le due ricche Province autonome.

Lo stesso Matteo Salvini aveva puntato forte sul progetto di conquista del Nord-Est, con una lunga campagna elettoralefatta di vari tour in Trentino come in Alto Adige, dove ha partecipato anche a feste popolari in lingua tedesca. Il risultato delle urne restituisce, in una Regione dalle molte specificità, la conferma della Lega come  primo partito al Nord. Il Carroccio trionfa inoltre in quella che è di fatto la prima vera prova elettorale da quando è al governo, mentre il M5s deve ancora masticare amaro in un’area dove non riesce a fare breccia nell’elettorato. Il grande sconfitto però rimane il Partito democratico che, assente con i suoi big a Bolzano e diviso in Trentino, non ha neanche provato a resistere nella sua unica roccaforte tra le Alpi.

Elezioni Trentino in corso – Lo spoglio, ancora in corso, delle schede nei seggi della provincia di Trento, già certifica il boom di Salvini. Quando siamo a metà delle sezioni scrutinate, la coalizione di centrodestra guidata dal leghista Fugatti consolida il superamento della soglia del 40% (è sopra il 45 per cento) necessaria per avere il premio di maggioranza e governare in Trentino. Merito soprattutto dei voti al Carroccio, che rimane intorno al 25% e doppia i voti del Pd (13%). Come prevedibile, il centrosinistra autonomista diviso si spartisce l’elettorato: il governatore uscente Ugo Rossi viene confermato solo dal 12% dei trentini, il renziano Giorgio Tonini è invece consolidato intorno al 25%, soprattutto grazie all’exploit della lista Futura 2018 – che riunisce Verdi e la sinistra della società civile – e arriva quasi al 7 cento. Il M5s non sfonda neanche a Trento: il candidato Filippo Degasperi è dato adesso al 7 per cento.

Fonte: ilfattoquotidiano.it (qui)

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