NEW YORK – Il Pil degli Stati Uniti nel terzo trimestre dell’anno è cresciuto del 3,5 per cento. Meno dello stupefacente 4,2% del secondo trimestre, dopo la fiammata per la riforma fiscale e i tagli delle tasse alle società. Il dato più debole era previsto da tutti gli analisti. La buona notizia è che questo 3,5% è migliore delle attese del consensus al 3,3 per cento. L’economia americana dunque è ancora in una fase di forte espansione, secondo i dati ufficiali del Dipartimento al Commercio appena diffusi. Un risultato che a undici giorni dalle elezioni di mid term rafforza le speranze repubblicane e del presidente Trump, che può rivendicare i risultati delle sue politiche di detassazione su crescita e occupazione.

Il risultato del terzo trimestre, soprattutto, è in linea con la tendenza di un Pil che a fine anno supererà il 3%: il dato migliore per l’economia Usa dal 2005. «L’economia americana cresce ancora in modo significativo», ha commentato Michael Strain dell’American Enterprise Institute, rilevando peraltro che l’espansione economica di questi mesi negli Stati Uniti non ha precedenti dagli anni della recessione della crisi subprime nel 2009. Nel trimestre luglio-settembre hanno ancora pesato positivamente gli effetti delle politiche governative sull’aumento della spesa, l’onda lunga della diminuzione della tassazione corporate, oltreché il forte andamento della spesa al consumo, che pesa per circa il 70% sull’economia, cresciuta nel periodo, inaspettatamente, del 4%, ai massimi dal 2014. La spesa pubblica, in generale, è cresciuta del 3,3%, ai massimi dal 2016, contribuendo all’aumento del Pil per lo 0,56%. Il trimestre ha beneficiato anche del periodo degli inventari di magazzino che hanno visto un’espansione delle scorte aziendali, le quali, in generale, sono state incrementate per rispondere al forte aumento della domanda.

La bilancia commerciale mostra invece nel periodo un allargamento del deficit, con un calo dell’export del 3,5% a fronte dell’aumento dell’import del 9,1 per cento. Peggiore andamento da 33 anni a questa parte. Argomento che rafforza le politiche protezionistiche dell’attuale amministrazione.

Fonte: ilsole24ore.com (qui)

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