Il premier incassa l’appoggio del Cremlino: la nostra economia è forte, non gli ho chiesto nessun aiuto. Il leader russo: prenderemo di mira i Paesi che ospitano i missili Usa.

Al Cremlino raccontano che lo zar fosse ansioso di conoscere questo professore che una maggioranza politica da sempre amica e simpatizzante con Mosca ha messo alla guida del governo. Vladimir Putin conosce le questioni aperte che tormentano il suo ospite. Ed è pronto a dare una mano, come può. Non chiude alla prospettiva di un aiuto del fondo sovrano russo che potrebbe comprare titoli di Stato italiani appesantiti dai tassi di interesse molto alti.

E garantisce a Giuseppe Conte che manderà «un esponente di alto livello» a Palermo, il 12 e il 13 novembre per la conferenza sulla Libia. Non fa il nome, ma sarà Dimitri Medvedev. Il primo ministro, eterno secondo di Putin, che nell’incontro a due con il premier racconta come entrambi condividano una carriera da professore di diritto civile, è un buon ingaggio per l’Italia. In attesa di sapere chi invece invierà Trump, c’è qualcuno che fa notare che a questo punto, non potendo ottenere Putin, sarebbe stato meglio, per rilevanza e peso politico, il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. Ma tant’è: Medvedev avrà il compito di convincere il generale Haftar a uscire dal giogo dei francesi e a sedersi al tavolo dei negoziati con il governo di Tripoli sostenuto dall’Italia.

Fonte: lastampa.it (qui)

 

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