Tutto pronto oggi la politica si eleggerà i nuovi presidenti e rispettivi Consigli in 18 Province di Lombardia, Piemonte e Liguria.

I Comuni delle tre Regioni coinvolti nella tornata elettorale saranno in tutto 2.294.

In Lombardia si voterà per il rinnovo dei presidenti di Provincia a Brescia, Como e Lecco, mentre a Bergamo, Sondrio e Varese si eleggono anche i consiglieri provinciali. A Cremona, Lodi, Mantova e Pavia si voterà solo per i Consigli.

Gli elettori, sindaci e consiglieri comunali chiamati a votare in rappresentanza dei 5 milioni 931 mila cittadini dei loro 1.338 Comuni, saranno in tutto 15.940. In questa regione, quindi, oltre ai sei presidenti si voterà per eleggere anche 88 consiglieri provinciali.

A Brescia per prendere il posto di Pier Luigi Mottinelli sono in lizza Samuele Alghisiper il centrosinistra e Giorgio Bontempi per il centrodestra. Due candidati anche a Bergamo, Varese e Como, mentre a Lecco e Sondrio il candidato è unico, rispettivamente Claudio Usuelli , sindaco di Nibionno, per Lecco, e Elio Moretti, primo cittadino di Teglio, per Sondrio. I quattro candidati rappresentano comuni tra i 3.000 e 5.000 abitanti, due amministrano comuni tra i 5.000 e i 10.000 abitanti e due tra i 10 mila e i 30 mila.

Diverso il quadro in Piemonte, dove si voterà per il rinnovo del presidente di Provincia e del rispettivo Consiglio a Cuneo e a Biella, mentre Novara e Verbano Cusio Ossola saranno impegnate nell’elezione del solo presidente. Ad Alessandria, Asti e Vercelli si voterà invece per il solo consiglio Provinciale. Saranno poi 9.998 i Sindaci e i consiglieri comunali chiamati al voto in rappresentanza di 2 milioni e 115mila cittadini degli 887 comuni coinvolti. Oltre ai 4 Presidenti, dunque, si voterà per eleggere anche 54 consiglieri provinciali. Quanto ai Presidenti, a Cuneo il candidato unico è il Sindaco del Comune Capoluogo Federico Borgna; a Novara il candidato unico è il Sindaco di Trecate, comune di oltre 20 mila abitanti; a Biella è Gianluca Foglia Barbisin, Sindaco di Coggiola (meno di tremila abitanti).Quanto a Verbano Cusio Ossola, i due Sindaci amministrano l’uno un comune con meno di mille abitanti, e l’altro con meno di cinquemila abitanti.

In Liguria l’unica delle tre Province alle urne è Savona, che voterà per il solo rinnovo del presidente. Il candidato unico è Pierangelo Olivieri, sindaco di Calizzano (1.471 abitanti), che sarà votato da 842 tra primi cittadini e consiglieri Comunali in rappresentanza dei 279 mila abitanti dei 69 Comuni della Provincia.

La tanto discussa abolizione delle Province è dunque sempre più lontana. Nel 2014 la riforma Delrio le aveva trasformate in enti di secondo livello per i quali non è prevista l’elezione diretta. Tra i loro compiti sono rimasti l’edilizia scolastica, la gestione delle strade provinciali, l’ambiente e i trasporti. Il referendum del 4 dicembre 2016, in cui ha vinto il fronte del no, prevedeva la cancellazione delle Province dalla Costituzione, demandando però a leggi successive la loro cancellazione o la ridefinizione delle competenze. Una cosa è certa: negli anni scorsi i tagli a questi enti sono stati particolarmente pesanti – circa due miliardi tra il 2015 e il 2016 – tanto che più volte anche da Brescia sono partiti appelli al Governo per rivedere i finanziamenti. Senza contare che sulle loro attività c’è una certa confusione: in Lombardia, ad esempio, i Centri per l’impiego sono rimasti in capo alle Province, con relativi prolemi organizzativi e di personale.

Da sottolineare come il rinnovo delle amministrazioni provinciali non rappresenta l’occasione per il giudizio sull’operato degli amministratori uscenti, ma piuttosto la corsa per l’occupazione del potere da parte delle classi dirigenti dei partiti. E’ auspicabile il ritorno al voto diretto dei cittadini per consentire alle province di ritornare ad essere strumenti operativi di area vasta in grado di coordinare politiche che i comuni non sono in grado di affrontare e servizi che le regioni troppo lontane dai cittadini sono in grado di garantire. Le nuove province dovranno essere enti con competenze chiare e dotate di risorse certe solo così i dirigenti di partito potranno lascere il posto alla rappresentanza diretta dei cittadini, riducendo il ruolo dei partiti e incrementando quello dei cittadini e delle comunità.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)

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