Ogni anno, sono circa 400.000 i bambini nati negli Stati Uniti da immigrati clandestini. Questo costituisce all’incirca il 10% del totale delle nascite. Il governo considera questi bambini come cittadini americani, con gli stessi identici diritti dei figli di cittadini americani. Lo stesso vale per i bambini nati da turisti e altri stranieri che sono presenti negli Stati Uniti in uno status immigratorio legale ma temporaneo.

Poiché il turismo su larga scala e l’immigrazione clandestina di massa sono fenomeni relativamente recenti, non è chiaro per quanto tempo il governo americano abbia seguito questo principio dello ius soli, ovvero di “diritto alla cittadinanza per nascita”, senza tener conto della durata o legalità della presenza della madre o il padre.

Ius Sanguinis e Ius Soli

I paesi generalmente adottano uno dei due sistemi per concedere la cittadinanza ai bambini: ius sanguinis o ius soli. La maggior parte dei paesi pratica lo ius sanguinis, noto anche come cittadinanza per discendenza, o cittadinanza per “diritto di sangue”. Secondo questo sistema, un bambino acquisisce la cittadinanza dei genitori alla nascita. Alcuni paesi determinano la cittadinanza del bambino in base alla cittadinanza del padre, mentre altri secondo quella della madre.

I paesi che adottano lo ius sanguinis non concedono automaticamente la cittadinanza a un bambino nato all’interno dei loro confini se quel bambino è nato da genitori stranieri. Questo vale sia per gli immigrati legali sia quelli clandestini. Il bambino mantiene la cittadinanza straniera del genitore.

Un limitato numero di paesi adotta lo ius soli, o cittadinanza per “diritto di suolo”. Secondo questo sistema, un bambino acquisisce automaticamente la cittadinanza del paese in cui ha luogo la nascita. Questa cittadinanza è generalmente concessa senza condizioni, e la cittadinanza e lo status d’immigrazione dei genitori sono irrilevanti.

Alcuni eminenti giuristi e professori universitari, tra cui il giudice della Corte d’appello federale Richard Posner, si sono chiesti se il quattordicesimo emendamento della costituzione americana debba essere interpretato a favore di una politica di cittadinanza così permissiva.

I sostenitori del mantenimento dello ius soli sostengono che il significato letterale della clausola di cittadinanza del quattordicesimo emendamento preveda il diritto automatico alla cittadinanza per nascita sul suolo americano per tutti i bambini, inclusi sia quelli nati da stranieri illegali e temporanei. Tuttavia, diversi giuristi che hanno approfondito la storia del quattordicesimo emendamento, hanno concluso che la frase “soggetto alla giurisdizione” non ha un chiaro significato, e che l’attuale applicazione dello ius soli è ingiustificato.

Solo 30 dei 194 paesi del mondo garantiscono la cittadinanza automatica ai bambini nati da stranieri clandestini. Delle economie avanzate, il Canada e gli Stati Uniti sono gli unici paesi che concedono la cittadinanza automatica ai bambini nati da immigrati clandestini. Nessun paese europeo garantisce la cittadinanza automatica ai bambini di stranieri clandestini. La tendenza globale è quella della dissociazione dal concetto dello dello ius soli, e non la sua adozione, come vorrebbero farci credere alcuni politici italiani.

Negli ultimi anni, la tendenza internazionale è stata quella di abolire lo is soli. Tra i paesi che lo hanno abolito ci sono il, Regno Unito (1983), Australia (1986), India (1987), Malta (1989), Irlanda (2004), la Nuova Zelanda (2006), e la Repubblica Dominicana (2010).

I motivi per cui questi paesi hanno abolito lo ius soli erano essenzialmente l’aumento dell’immigrazione clandestina. Il turismo di cittadinanza è stato uno dei motivi per cui l’Irlanda ha abolito lo ius soli nel 2004. Se gli Stati Uniti non dovessero più concedere la cittadinanza americana ai figli d’immigrati clandestini, non farebbero altro che seguire la tendenza internazionale.

ius soli
Mappa dei paesi che adottano lo ius soli

 

La verità è che il quattordicesimo emendamento della costituzione americana non era stato promulgato al fine di favorire l’immigrazione clandestina, o per conferire diritti a bambini nati da immigrati clandestini.

I due benefici di cittadinanza che hanno attirato la maggiore attenzione nel dibattito su una possibile abolizione dello ius soli negli Stati Uniti sono:

  • L’assistenza governativa e altri benefici a cui una famiglia di immigrati clandestini non avrebbe altrimenti accesso;
  • Il diritto del bambino, al raggiungimento della maggiore età, di fare ottenere il permesso di soggiorno ai suoi genitori, i fratelli nati all’estero, e un eventuale coniuge nato all’estero. Questi potranno, a loro volta, sponsorizzare i propri genitori e fratelli nati all’estero, che a loro volta potranno sponsorizzare i propri coniugi stranieri (e così via), generando una catena migratoria virtualmente inesauribile.

Questi benefici hanno contribuito alla crescita di un’industria del “turismo delle nascite”.

Il giudice della Corte federale d’appello Richard Posner ha dichiarato in una recente sentenza che la politica di concessione della cittadinanza per nascita ai figli d’immigrati illegali e temporanei dovrebbe essere cambiata, e che gli Stati Uniti non dovrebbero incoraggiare gli stranieri a venire negli Stati Uniti solo per consentire ai loro figli di acquisire la cittadinanza americana.

Il Dipartimento di Stato americano non è autorizzato a negare il visto da turista a una donna solo perché incinta. Di conseguenza, lo ius soli consente di trasformare un’apparente visita di piacere in un aumento dell’immigrazione e concessione di cittadinanza che non erano necessariamente contemplate o accolte dai cittadini americani. Un recente sondaggio ha rilevato che solo il 33% degli americani appoggia la pratica di concedere la cittadinanza automatica ai bambini nati da immigrati clandestini.

Quale legge giustifica la concessione automatica della cittadinanza americana per nascita? Deve essere concessa ai figli d’immigrati clandestini secondo la costituzione? La risposta sembrerebbe essere “no”. Nessun articolo o emendamento della Costituzione americana affronta specificamente come devono essere trattati i figli degli immigrati in merito alla cittadinanza.

Il quattordicesimo emendamento conferisce la cittadinanza attraverso “naturalizzazione” o per nascita, a persone “soggette alla giurisdizione” degli Stati Uniti, mentre non c’è alcuna indicazione su quando uno straniero debba essere considerato soggetto alla giurisdizione degli Stati Uniti.

La clausola di cittadinanza del quattordicesimo emendamento

Secondo il primo paragrafo del quattordicesimo emendamento della Costituzione americana, noto anche come Clausola di cittadinanza:

“Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione, sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono”.

Questa clausola contiene due requisiti per ottenere la cittadinanza americana per nascita:

  1. La nascita deve essere avvenuta negli Stati Uniti; e
  2. La persona nata deve essere soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti.

I sostenitori della concessione della cittadinanza automatica ai bambini di immigrati clandestini si concentrano sul primo requisito, sostenendo che la nascita sul suolo statunitense, da sola, garantisce la cittadinanza americana. Secondo questa teoria, “soggetto alla giurisdizione” significa semplicemente essere suscettibili all’autorità di polizia (cioè essere obbligati a seguire le leggi e pagare multe per eventuali violazioni).

Tuttavia, una tale interpretazione crea una ridondanza nel quattordicesimo emendamento, poiché tutte le persone nate negli Stati Uniti sono soggette alle leggi americane. Accettando la premessa che “soggetto alla giurisdizione” significa, semplicemente, essere “soggetto al potere di polizia” trasforma una parte cruciale e attentamente scritta della Clausola di cittadinanza in una mera ridondanza.

L’indagine, quindi, si concentra sull’intento di chi ha scritto la clausola, e se un bambino nato negli Stati Uniti da un immigrato clandestino è una persona che è “soggetta alla giurisdizione” degli Stati Uniti, e di conseguenza un cittadino del paese.

Nessuno dubita che lo scopo principale del quattordicesimo emendamento fosse di garantire che gli schiavi liberati fossero riconosciuti come cittadini americani. Quindi, molti sostengono che i bambini di immigrati clandestini dovrebbero avere stesso privilegio.

Ma quando fu emanato il quattordicesimo emendamento, il processo d’immigrazione era estremamente semplice, e solo in pochissimi non avevano modo di ottenere il permesso di soggiorno. Inoltre, dati i costi e i rischi di un viaggio intercontinentale, i turisti e gli altri visitatori temporanei erano veramente pochi.

In sostanza, non c’è alcuna prova diretta che il Congresso americano abbia mai voluto conferire la cittadinanza ai figli di visitatori temporanei o illegali. Il trend internazionale è quello di abolire lo ius soli, e non di introdurlo.

Fonte: simonebertollini.com (qui)

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