La Grecia doveva essere l’esempio del successo del programma di “aiuti” dell’Unione Europea per salvare un Paese dalla bancarotta con l’austerità sociale. I risultati sono stati devastanti e perfino l’ex capo dell’Eurogruppo Dijsselbloem ha ammesso lo scorso settembre che il programma è fallito, per via delle condizioni troppo dure imposte.

Un centro di studi non-profit, “Dianeosis”, ha pubblicato un rapporto che dimostra che il reddito disponibile medio delle famiglie greche è crollato del 42%, ovvero di € 513,00, tra il 2009 e il 2014. I lavoratori salariati hanno perso il 38,6% del reddito, gli autonomi il 40,3% e i pensionati il 32,5%. I più colpiti sono i giovani tra i 18 e i 29 anni, con un crollo del reddito del 44,8%. I laureati hanno perso il 45,1% del reddito medio, il che spiega per quale motivo molti greci istruiti lascino il Paese e cerchino impiego altrove.

Stando a una dichiarazione della Federazione Ellenica dei Lavoratori degli Ospedali Pubblici, v’è stato un aumento del 30% della domanda di cure, mentre il 60% delle attrezzature mediche deve essere sostituito e gli specifici fondi non sono aumentati.

Gli effetti dell’austerità sulla popolazione in termini di sicu- rezza alimentare sono stati studiati dal Transnational Institute (TNI) di Amsterdam, che ha pubblicato un rapporto dal titolo La democrazia non è in vendita: la battaglia per la sicurezza alimentare nell’era dell’austerità in Grecia. Il rapporto rivela che nel 2017 nelle aree rurali quasi il 38,9% degli abitanti era a rischio di povertà, mentre la disoccupazione è salita dal 7% del 2008 al 25% del 2013 e il reddito pro capitale è crollato del 23,5% negli anni della crisi (2008-2013). Il numero di famiglie con bambini che non possono permettersi un pasto a base di proteine tutti i giorni è raddoppiato, passando dal 4.7% del 2009 all’8.9% del 2014.

Il rapporto accusa: “Le misure di austerità non solo hanno aumentato la povertà e l’insicurezza alimentare, ma hanno con- solidato un regime di business agro-alimentare che perpetua disuguaglianze nell’accesso al cibo”. Infatti le riforme strutturali hanno favorito i grossi distributori di cibo e i commercianti, a scapito dei piccoli produttori. Questo ha contribuito a far au- mentare i prezzi dei generi alimentari più velocemente che nel resto dell’Eurozona, nonostante il crollo del costo del lavoro.

Olivier de Schutter, ex rapporteur speciale dell’ONU sul diritto al cibo (2008-2014) e membro della Commissione dell’ONU sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, ha dichiarato al quotidia- no greco Kathimerini che l’Unione Europea potrebbe essere in violazione del diritto al cibo dei greci. In questo caso, le vittime potrebbero portare l’UE in tribunale. L’Articolo 340 del Tratta- to sul Funzionamento dell’UE “dichiara molto chiaramente che il danno causato dagli errori delle istituzioni europee dovrebbe essere risarcito. So che alcuni stanno pensando di usarlo e mi è stato chiesto di dare consigli su questa possibilità” ha detto.

Fonte: http://www.eir.de – Anno 27 n. 48, 29 Novembre 2018 edizione italiana

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