Avevamo sollevato la questione circa un mese fa (qui), con un appello al Ministro Toninelli, sulla gestione improduttiva dell’Aeroporto D’Annunzio di Montichiari, intanto la politica locale, provinciale e regionale continua a disinteressarsi dello scalo monteclarense. Mentre a Roma la partita degli aeroporti deve ancora arrivare sul tavolo del Governo. Ma la questione è come disarticolare e riportare nella buona gestione il puzzle di concessioni quarantennali assegnate senza gara, come per le autostrade, frutto di accordi politici (dove tutti i partitici hanno partecipato), come in definitiva tagliare l’interconnessione patologica tra società pubbliche e private la cui regola è sempre la stessa privatizzare gli utili e socializzare le perdite. Grazie agli “imprenditori” privati che di giorno predicano il liberismo in economia e di notte cercano ed ottengono concessioni quarantennali governative senza gara. Poi ci scandalizziamo dei politici in consigli di amministrazione di società di gestione in profondo perenne rosso. Politici che non si trovano a braccetto con le lobbi di potere che prima li finanziavano. Politici al guinzaglio che hanno sempre guadagnato, mentre le società di gestione sono in perdita.

Fine anno turbolento agli Aeroporti del Garda, dove ai numeri positivi del Catullo, che registra un movimento di 3,5 milioni di passeggeri in decisa crescita, fa da contraltare la pesante perdita per 7 milioni di euro delle attività riferite allo scalo bresciano di Montichiari. Intenzioni di rilancio cui gli azionisti veronesi avevano puntato sin dal 2014 con l’ingresso nella compagine della società veneziana Savee ancora oggi messo in discussione da Anca (Autorità nazionale anticorruzione) per la modalità di acquisizione delle quote dal Comune di Villafranca, avvenuta senza gara pubblica.

Save, che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso, detiene il 41,271% della Catullo, mentre Aerogest il 47, 015%. Il restante pacchetto è suddiviso tra una costellazione di 24 Enti, tra cui molti Comuni e con la partecipazione più alta in possesso della Provincia Autonoma di Bolzano con il 3.584%.

I conti in rosso di Montichiari, in assenza di un piano strategico di sviluppo, rappresentano una zavorra che i soci pubblici e privati fanno intendere di non volere sostenere oltre. Le ipotesi di collaborazione a ovest risultano al momento congelate.

Pochi giorni fa, a metà dicembre, l’avv.Roberto Bruni, Presidente di SACBO, società di gestione dell’Aeroporto di Milano Bergamo, aveva ribadito che un’eventuale ipotesi di collaborazione societaria e operativa potrà essere legata solo alla ridiscussione della concessione di Montichiari, che è in capo alla Catullo, ovvero alla creazione di una Newco.

Fonte: messaggero.it (qui)

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