Il decreto Tutela risparmio prevede la possibilità per Carige “di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità” e “viene prevista la possibilità di accedere – attraverso una richiesta specifica – a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale”. Conte e Di Maio: “Le norme approvate sono in favore di risparmiatori e correntisti”. Forza Italia: “In linea con governi precedenti”.

L’ennesimo provvedimento successivo, una pezza dovuta per tutelare famiglie e imprese, risparmiatori e correntisti, che in caso di risoluzione dell’istituto bancario genovese si vedrebbero aggrediti i propri fondi, sopra la soglia dei 100.000 euro. Ancora una volta è necessario sollecitare anche in Italia il ritorno della separazione bancaria. Obbligare le banche a svolgere le funzioni commerciali, ovvero quelle tradizionali quali la raccolta degli impeghi e l’erogazione dei finanziamenti a famiglie e imprese, rispetto alle funzioni speculative tipiche delle banche d’affari. Tale distinzione consentirebbe di garantire la tutela del solo risparmio depositato presso le banche commerciali. In tal caso il risparmio versato nelle banche speculative, proprio per l’alto rischio degli investimenti, non sarebbe tutelato. Oggi le banche che si trovano in difficoltà sono prevalentemente colpite da crediti non esigibili di grandi dimensioni erogati a clienti legati alla governance degli istituti o grandi imprese, concessi travalicando le maglie ristrette che invece vengono applicate alla famiglie o alle piccole e medie imprese. Oppure da operazioni speculative non andate a buon fine che hanno incrementato il depauperamenteo del capitale finchè gli azionisti di controllo, non essendo più in grado di immettere nuova liquidità, optano per lasciare che l’istituto di credito venga commissariato e si avvii la procedura di amministrazione straordinaria prima e di risoluzione nei casi più gravi. Il tutto con notevole dispendio di risorse pubbliche. Nel caso della Banca Carige non si stente parlare di indagini. La magistratura non sempre ancora intervenuta. Attendiamo di sapere chi ha ucciso l’ennesima banca.

Il governo si muove per risolvere la questione di Banca Carige. E con un decreto approvato durante un Consiglio dei ministriconvocato appositamente e durato appena dieci minuti, l’esecutivo Conte ha stabilito di fornire una garanzia stataleper i bond emessi dall’istituto bancario, commissariato dalla Banca centrale europea dopo il mancato aumento di capitale da parte dell’azionista di maggioranza lo scorso 22 dicembre. Il decreto Tutela risparmio prevede la possibilità per Carige “di accedere a forme di sostegno pubblico della liquidità che consistono nella concessione da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze della garanzia dello Stato su passività di nuova emissione ovvero su finanziamenti erogati discrezionalmente dalla Banca d’Italia“. Le misure, comunica Palazzo Chigi, sono state prese “in stretto raccordo con le Istituzioni Comunitarie” e “tali garanzie saranno concesse nel pieno rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato“.

Non solo, perché il decreto prevede anche la possibilità di un vero e proprio intervento pubblico. In considerazione degli esiti del recente esercizio di stress cui la banca è stata sottoposta, spiega ancora Palazzo Chigi, “viene prevista la possibilità per Carige di accedere – attraverso una richiesta specifica – a una ricapitalizzazione pubblica a scopo precauzionale, volta a preservare il rispetto di tutti gli indici di patrimonializzazioneanche in scenari ipotetici di particolare severità e altamente improbabili (cosiddetti scenari avversi dello stress test)”. Un’ipotesi ritenuta “residuale” da fonti finanziarie, ma comunque ‘predisposta’ dall’esecutivo. E che porta Forza Italia a parlare di un provvedimento “del tutto simile a quelli dei governi precedenti“.

“Ci riserviamo di esaminare e valutare compiutamente il decreto legge assunto, come sempre senza alcuna interlocuzione con il Parlamento, dal Consiglio dei ministri per il sostanziale salvataggio di Carige”, spiega la capogruppo al Senato di Fi, Anna Maria Bernini. “Notiamo, non senza sorpresa, che il cosiddetto governo del Cambiamento a trazione grillina, che finora ha rappresentato le banche alla stregua di autentici nemici del popolo – attacca Forza Italia – assume provvedimenti in loro favore del tutto simili a quelli dei governi precedenti. È sempre più latitante quel cambiamento su cui il M5s ha chiesto ed ottenuto consensi: l’ennesimo specchietto per le allodole di un governo che continua a tradire se stesso e i suoi elettori”.

Per il premier Giuseppe Conte, il governo grazie all’approvato del decreto “interviene a offrire le più ampie garanzie di tutela dei diritti e degli interessi dei risparmiatori della banca Carige, in modo da consentire all’amministrazione straordinaria di recente insediata di perseguire in piena sicurezza il processo di consolidamento patrimoniale e di rilancio delle attività dell’impresa bancaria”. Mentre il vicepremier pentastellato, Luigi Di Maio, parla di una norma che “tutela i risparmi dei cittadini che hanno scelto la banca Carige”. “Le banche italiane – aggiunge – pagano il prezzo di un sistema di vigilanza della Bce che va dotato di strumenti rafforzati di controllo e di intervento. Saremo sempre dalla parte dei risparmiatori e dei correntisti, sempre”.

In mattinata i commissari nominati dalla Bce per gestire la banca genovese avevano incontrato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Sul tavolo c’è la gestione di una grossa fetta di crediti deteriorati (attualmente ammontano a 2,8 miliardi di euro) grazie a un intervento di Sga, la partecipata del Tesoro già intervenuta come ‘bad bank’ del Banco di Napoli. Il commissario Raffaele Lener, in un’intervista ad Affari e Finanzadi lunedì mattina, aveva spiegato che l’opzione è ritenuta valida da Tria e Matteo Salvini mentre troverebbe l’opposizione di Luigi Di Maio. Si tratterebbe, secondo Lener, di una “soluzione non onerosa e vantaggiosa per tutti“. A dicembre, Carige non aveva effettuato l’aumento di capitale da 400 milioni di euro e il salvataggio è stato effettuato con un prestito del fondo interbancario.

Il decreto Carige approvato dal Consiglio dei ministri, si legge ancora nel comunicato diffuso dopo l’approvazione, è “in linea di continuità con il provvedimento di amministrazione straordinaria recentemente adottato dalla Bce” e mira a consentire ai commissari “iniziative utili per preservare la stabilità e la coerenza del governo della società, completare il rafforzamento patrimoniale già avviato con l’intervento del Fondo Interbancario dei Depositi, proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati e perseguire un’operazione di aggregazione che consenta il rilancio della banca, a beneficio della clientela”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it (qui)

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