Diritti fondamentali, Libertà di informazione, Politica

Assange difende la libertà ed è perseguitato. Grillo (2016): “Nessuno tocchi il soldato Julian Assange”. Perchè il M5S oggi tace?

Del caso Assange, in Italia, si parla poco, e male. Eppure la sua vicenda mette in gioco una delle questioni politiche più importanti di questi anni: quella della libertà di informazione, e dei suoi limiti. Assange, come noto, è stato tra i promotori di WikiLeaks, ha reso di pubblico dominio documenti di interesse pubblico, ma etichettati dai governi come confidenziali e segreti (è il caso, del 2010, dei documenti diplomatici statunitensi).

Arrestato in Inghilterra nel 2012 è stato costretto a chiedere asilo politico presso l’ambasciata ecuadoriana a Londra, per evitare il rischio di estradizione negli Stati Uniti. Assange è stato illegalmente trattenuto dal governo britannico senza una specifica accusa, gli sono state negati l’accesso alle cure mediche, all’aria aperta, alla luce del sole. Nel dicembre 2015, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha riferito che Assange era stato «arbitrariamente privato della sua libertà», chiedendo il suo rilascio – cosa che l’Inghilterra si è ben guardata dal fare. La qualità della sua permanenza in ambasciata, del resto, è notevolmente peggiorata con l’entrata in carica del nuovo presidente ecuadoriano Lenín Moreno, il quale ha privato Assange dell’accesso a Internet, impedendogli di avere visitatori e di comunicare con la stampa. Julian Assange è costretto a vivere senza poter comunicare con il mondo esterno. Non vede i suoi figli da 8 anni. Questo è ciò che un uomo sta scontando in nome della libertà di informazione. Ma nessun giornalista italiano sembra averlo capito.

Solo Paolo Barnard si è recato davanti all’ambasciata dell’Ecuador a Londra dal 27 dicembre al 6 gennaio a manifestare per la libertà del giornalismo di usufruire dei whistleblowers senza rischiare la pena di morte o la galera a vita. Inutile dire che nessun giornale italiano ha sinora riportato la notizia. Con lui, il giornalista americano Angel Fox ha rivolto un appello al Movimento 5 Stelle affinché dia asilo in Italia ad Assange.

Come è noto Gianroberto Casaleggio aveva in diverse occasioni preso le difese di Assange e Grillo si era collegato con lui in occasione dell’incontro di Palermo di “Italia 5 stelle”. Nel novembre 2013 una delegazione del MoVimento guidata da Alessandro Di Battista lo aveva persino incontrato a Londra, nella sede dell’ambasciata dell’Ecuador, esprimendogli tutta la solidarietà per la sua battaglia. “Nessuno tocchi il soldato Julian Assange” si leggeva ancora nel blog di Grillo il 5 marzo del 2016.

Ora però che le sue condizioni si sono aggravate e che il M5s potrebbe fare qualcosa di concreto nei suoi confronti nessuno più ne parla. Ma al di là della incoerenza del M5s è uno scandalo che tutti i media italiani – televisioni e giornali – mantengano un assoluto silenzio su un caso che coinvolge direttamente la libertà di informazione: forse che a quest’ultima, in fondo, non tengano affatto, a dispetto dei tanti proclami contro il governo?

Forse è proprio dal governo italiano, che, speriamo, potrà essere fatta la prima mossa. Il Movimento 5 Stelle è nato proprio rivendicando quella trasparenza nell’informazione, quella libertà che l’esempio di Assange rappresenta nella sua più alta espressione. Lui sta pagando di persona, sta dimostrando cosa significhi opporsi davvero a quei “poteri” che il M5S voleva mandare definitivamente a casa. Che cosa aspetta, allora, a cominciare la battaglia in difesa di Assange? Julian Assange è un perseguitato politico. Se c’è un caso in cui dovrebbe essere valida la richiesta di asilo è proprio questo.

Fonte: blog di Paolo Becchi (qui)

Diritti fondamentali, Politica

Grillo incontra l’ex presidente Uruguay José Mujica: “Filosofo della politica, hai messo al centro la persona”

L’incontro a Milano: “Questo è un Paese di vecchi dentro. Visioni del mondo di due giorni, visioni dell’energia di due giorni”, ha detto il fondatore del M5s che ha definito ‘Pepe’ “un pensatore straordinario”.

Da tempo le nostre strade si incrociavano ed oggi siamo riusciti a conoscerci”. Così Beppe Grillo ha salutato sul suo blog l’ex presidente dell’Uruguay José ‘Pepe’ Mujica che ha incontrato a Milano nel corso di “Barber shop. Un’idea in testa”. Durante il loro faccia a faccia, il fondatore del Movimento 5 stelle lo ha definito “un pensatore straordinario“, “un filosofo della politica”. “Tu hai messo al centro la persona“, ha detto Grillo a Mujica che solo poche settimana fa ha annunciato le sue dimissioni da senatore “ma non dalla mia battaglia per le idee”.

“Questo è un Paese di vecchi dentro. Visioni del mondo di due giorni, visioni dell’energia di due giorni”, ha detto Grillo all’ex presidente dell’Uruguay. “Oggi abbiamo 8 milioni di poveri che hanno tre lavori, quindi il lavoro non garantisce che uno emerga dalla povertà. E’ triste, non c’è tempo per stare con la propria famiglia. I raccoglitori agricoli dell’antichità lavoravano 4 ore e poi parlavano”, ha aggiunto nel corso del suo intervento. “I nomadi Kalahari lavorano due ore, e vivono, e il resto del tempo lo passano facendo festa”, gli fa eco Mujica. “Noi abbiamo perso l’intelligenza della povertà. Oggi compri falsi, vitello per manzo, plastica per pelle, consumiamo per vendere, vendiamo per produrre e produciamo per lavorare. Un bambino ha 200 giochi in casa, ma gioca con dieci. Siamo la società del parossismo“, ha aggiunto ancora il fondatore del M5S.

Poi Grillo ha parlato a Mujica del “suo” Movimento, “nato dagli spettacoli che facevo, parlavo di economia, politica, tecnologia. Un comico e un manager dell’Olivetti (Gianroberto Casaleggio, ndr) hanno creato questa cosa inaspettata, una bomba, nata senza soldi. E l’utopia si è realizzata, nessuno lo pensava. E siamo arrivati al governo mettendoci il rapporto con questa Lega che…teniamo in equilibrio, con un accordo con dei programmi precisi”.  “Io sono per il reddito universale – ha continuato Grillo – il diritto dell’uomo ad avere un reddito, per me e per il M5S è un punto fondamentale. E’ rovesciare il mercato del lavoro e mettere la persona al centro e dare gli strumenti alla persona di diventare Leonardo Da Vinci, Shakespeare, D’Annunzio“.

Fonte: ilfattoquitidiano.it (qui)