Investimenti, Territorio bresciano

Toninelli: «Corda molle, tram, aeroporto e Tav le priorità bresciane»

Di seguito la recente intervista, dell’ottimo giornalista Gorlani del Corriere Brescia, al Ministro delle Infrastrutture Toninelli. Avevamo già sollecitato sul tema dell’Aeroporto di Montichiari e sulla situazione di palese disimpegno del gestore verso gli obblighi di attuazione e sviluppo dello scalo monteclarense.

Il ministro: «Resta altissima la mia attenzione sulla situazione delle ferrovie lombarde. Lo scorso novembre ho incontrato personalmente Rfi, la Regione e Trenord per definire il piano degli interventi e degli investimenti da oggi ai prossimi due anni».

A che punto è l’analisi costi-benefici della linea Tav Brescia-Verona? È possibile che si opti per il quadruplicamento della linea storica anziché il nuovo tracciato? A quanto ammontano le eventuali penali per la rinuncia all’opera?
«L’analisi costi-benefici sul Tav Brescia-Verona arriverà a breve. Come per le altre grandi opere sottoposte a questa procedura verrà poi valutata anche l’analisi giuridica e si procederà quindi ad una decisione politica sulla realizzazione o meno. Come è stato per il Terzo Valico e come sarà a strettissimo giro per il Tav Torino-Lione. A quel punto potrò rispondere puntualmente sia sulla questione penali sia sull’eventualità di un progetto alternativo».

Nodo autostrada di Valtrompia: l’ex ad di Anas, Gianni Vittorio Armani, aveva promesso l’avvio dei lavori entro agosto 2019. L’opera è voluta dalla Lega, dai sindaci del territorio, dagli industriali. I 5 Stelle sono contrari e siedono anche nel comitato «No autostrada, sì metrobus» che chiede il prolungamento del metrò fino a Concesio. Qual è la scelta del ministero? 
«Su quest’opera si stanno valutando soluzioni che siano efficienti e al tempo stesso non impattanti, nella certezza che le opere vadano fatte se servono a chi le usa, non a chi le costruisce». 

Nell’ottica di un potenziamento della mobilità sostenibile il Comune di Brescia ha inoltrato al suo Ministero la richiesta di 200 milioni di contributi per realizzare tre linee di tram di superficie nelle zone della città non coperte dal metrò. Secondo Lei un progetto valido e finanziabile?
«Il bando per la presentazione delle istanze di finanziamento per interventi di mobilità sostenibile da parte dei Comuni si è chiuso il 31 dicembre scorso. Gli uffici preposti del Mit stanno ora valutando tutte le richieste arrivate e verrà dunque stilata una graduatoria per il riparto dei 2,4 miliardi di euro disponibili per questi interventi. Anche il Comune di Brescia sarà dunque all’interno di questa graduatoria, in base ai requisiti richiesti dal bando, e disponibili sul sito del Mit». 

La gestione veneta dell’aeroporto di Montichiari è fallimentare: lo scalo conta 8 mila passeggeri l’anno (quelli che Orio al Serio fa in sei ore) ed è crollato il traffico di merci. Intende mettere a gara europea la concessione, come aveva indicato il Tar nel 2014? Per il nuovo piano nazionale aeroporti, quello Bresciano è uno scalo strategico? Se non lo è, perché non chiuderlo?
«Nell’ambito degli Stati generali del trasporto aereo, che verranno svolti a breve, saranno valutate le azioni necessarie per una revisione generale del piano degli aeroporti. In tale contesto sarà opportunamente valutata la questione relativa all’aeroporto di Brescia Montichiari».

Da anni si attende la conclusione della Corda Molle, la bretella autostradale che collega Ospitaletto a Montichiari. Il tratto tra Azzano Mella e Ospitaletto (13 km), ad una sola corsia per senso di marcia, è molto pericoloso. Ha contezza della tempistica? Autovie Padane ha presentato il progetto esecutivo?
«Gli uffici del Ministero mi hanno comunicato che allo stato attuale la concessionaria sta predisponendo la nuova progettazione. Continueremo a monitorare la situazione». 

Dal 2010 Orzivecchi attende il completamento della tangenziale: sotto il suo sedime sono state smaltite scorie di acciaieria e per la bonifica e il completamento dei lavori servono 10 milioni, che la Provincia fatica a reperire. Potrebbero arrivare risorse extra dal ministero?
«Il Ministero non è direttamente competente per la tangenzialina di Orzivecchi. Approfondiremo comunque se, nelle more delle risorse disponibili a bilancio, sia possibile o meno un intervento del genere». 

Sarà certamente a conoscenza delle fortissime criticità delle linee ferroviarie locali: la Brescia-Parma è ancora a binario unico e con locomotori diesel. È ancora valido il progetto della riqualificazione di questa linea?
«Resta altissima la mia attenzione sulla situazione delle ferrovie lombarde. Lo scorso novembre ho incontrato personalmente Rfi, la Regione e Trenord per definire il piano degli interventi e degli investimenti da oggi ai prossimi due anni, così da trovare una soluzione efficace e definitiva ai problemi che affliggono da anni il trasporto ferroviario in Lombardia. C’è già un incremento di mezzi e di personale. Certamente non basta, ma l’impegno inizia a produrre i primi frutti».

Questione smog: perché non abbassare il limite massimo di velocità (a 110 km orari) nel tratto cittadino dell’autostrada A4 nei giorni di eccessivo inquinamento, come proposto dal Comune di Brescia? Provvedimenti simili sono stati adottati in Canton Ticino ma anche a Bolzano. Non è possibile un impegno del ministero in tal senso superando la contrarietà dei concessionari autostradali?
«Su questo l’Italia dovrebbe mettersi al passo con altri Paesi esteri dove esistono regole che obbligano gli automobilisti a rallentare in autostrada nei giorni in cui le emissioni sforano i valori stabiliti. Ma se vogliamo avere cura del pianeta, serve più di tutto una riconversione verso l’elettrico dei veicoli su gomma. E gli incentivi inseriti nella Legge di Bilancio che prevedono bonus, fino a 6 mila euro, per l’acquisto di auto elettriche e ibride, vanno esattamente in questa direzione».

Fonte: corriere.it edizione Brescia (qui) Articolo di P. Gorlani

Economia, Investimenti, Montichiari, Territorio bresciano

D’Annunzio Aeroporto fantasma, Balotta (Onlit) “La strada maestra è quella di una gara pubblica”.

Onlit contro l’operazione della società che controlla lo scalo di Venezia, e che presto potrebbe controllare in toto anche Verona e Brescia.

“Tante promesse di investimenti per il Catullo rimaste al palo, con lo scalo di Brescia sempre più fantasma e i voli che si concentrano nell’ipercongestionato scalo di Bergamo e in quello di Venezia lasciando sempre più sguarnito il territorio del Garda”. Critiche pesante al sistema aeroportuale del Nord Italia da parte di Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio Nazionale Liberalizzazione Infrastrutture e Trasporti.

“Save è ora costretta a pagare i 22 milioni di euro per servizi ENAV su Montichiari, e decide così di prendersi tutto con un aumento di capitale surrettizio, legato ad un investimento di soli 60 milioni per un intervento di maquillage e non strutturale, privo di una strategia di sviluppo per Verona.  L’investimento è minimale spalmato in 4 anni, lunghi se paragonato ai 435 milioni per investimenti stanziati dalla SACBO di Bergamo che delocalizzando l’area cargo a nord della pista fa capire che non trasferirà in futuro un solo kg di merce a Montichiari”.

Secondo Balotta, “con il mini-investimento sul Catullo, SAVE vuole controllare e neutralizzare il concorrente più pericoloso per continuare indisturbato lo sviluppo dello scalo di Venezia, con un piano investimenti considerevoli con più di 575 milioni entro il 2021. Numeri ben diversi da quelli previsti su Verona. Questo dimostra come non essere andati in gara per la scelta del partner industriale con sottoscrizione di un piano investimenti, stia costando caro ai soci Veronesi della Catullo SpA”.

Il Ministro dei Trasporti normalizzi questa situazione. “L’ipotesi di fare un aumento di capitale con la sola SAVE a farlo ed i soci pubblici a diluire la propria partecipazione, lasciandola in maggioranza solleva pesanti perplessità. La strada maestra per uscitre dal “cul de sac” dove sono il Catullo e Montichiari è quella di una gara pubblica l’aumento di capitale e  per l’affidamento della connessione, sia ANAC che Antitrust si sono chiaramente espressi, cogliendo l’esposto presentato da ONLIT”.

Fonte: quibrescia.it (qui)

Economia, Europa, Investimenti

Ponte Morandi, Moscovici: “Ue a fianco dell’Italia, ma niente deroghe alle regole”. E smentisce The Independet che bollò come una “sciocchezza” l’attribuzione di responsabilità all’Ue.

«Valuteremo la legge di bilancio – commenta il commissario per gli Affari economici-, non si possono aumentare deficit e debito pubblico» ha aggiunto Moscovici.

Come non ricordare il lungo editoriale in cui il quotidiano l’Independent ha attaccato il Governo Conte in merito alle responsabilità attribuite anche all’Unione Europea per i vincoli di bilancio imposti all’Italia anche nella spesa per gli investimenti destinati alle infrastrutture.

Inizia così l’editoriale del giornale del Regno Unito.

“Matteo Salvini, vice primo ministro, ministro dell’Interno e leader del partito della Lega Nord, non ha perso tempo a incolpare la detestata Unione europea per le morti (di Genova, ndr)”. L’editoriale poi oltre a riprendere impropriamente anche il tema dell’immigrazione e le solite accuse di xenofobia e razzismo insiste nella difesa dell’Unione europea definendo gli esponenti del Governo giallo verde una “…  gang di populisti che attualmente sta cercando di governare l’Italia ha tentato di sfruttare il tragico crollo del ponte di Genova per fini politici”.

Ma proprio per voce del Commissario Moscovici arriva la conferma che l’Italia è limitata nelle politiche di bilancio alle regole comunitarie ed ogni politica è si possibile, ma nei limiti finanziari consentiti. Continuerà a farlo anche stavolta, anche dopo la tragedia di Genova, ma senza deroghe né eccezioni. Vuol dire che il grande piano infrastrutturale annunciato dalle fila del governo dopo il crollo del ponte Morandi, potrà essere bocciato da Bruxelles se aumenterà ulteriormente deficit e debito pubblico. «Valuteremo la legge di bilancio», commenta il commissario per gli Affari economici, Pierre Moscovici, il quale ricorda che «ci sono regole che devono essere rispettate da tutti». Si tratta dei vincoli di bilancio e di spesa, che si chiede di non sforare, e su cui Bruxelles in questi anni ha concesso già tanto, in termini di flessibilità.

Tra crisi migratoria ed emergenza terremoti l’Europa non ha preso in considerazione spese compiute dalle autorità locali e nazionali ai fini del computo di deficit e debito. Per il momento Moscovici non apre a nuovi margini di manovra. Offre però a nome dell’esecutivo comunitario la disponibilità a ridiscutere l’utilizzo dei fondi comunitari destinati all’Italia. «La Commissione è sempre stata al fianco dell’Italia in materie di infrastrutture» e qui, ribadisce, per la messa in sicurezza delle infrastrutture i fondi già stanziati sono «considerevoli». Perciò in questo momento per l’Italia «la questione è definire le priorità di utilizzo delle risorse che sono lì», a disposizione del governo nazionale e degli enti locali.

Fonti: “Il quotidiano The Independent condanna ‘la sciocca reazione del governo populista’ al crollo del ponte di Genova” – tpi.it (qui) e “Ponte Morandi Moscovici; ‘Ue a fianco dell’Italia, ma niente deroghe alle regole” – lastampa.it (qui)