Centrodestra, Montichiari, Politica locale

Montichiari, sottoscrivere un patto anti spartizione. Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato.

Di seguito il testo integrale del Comunicato stampa diffuso il 12 dicembre:

“Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato. Manca il candidato Sindaco e un programma comune”. “Prima delle alleanze preconfezionate vengono i cittadini”.

“Sottoscriviamo un patto anti spartizione affinché le nomine come le scelte negli appalti pubblici siano più trasparenti”

In relazione alle recenti notizie diffuse dalla stampa locale nella quale si evidenzia come un’alleanza Lega-Forza Italia appare scontata intervengono in merito Massimo Gelmini, ex assessore al bilancio monteclarense, ed Elena Fontana, ex consigliere comunale.

Non ci risulta che tra Lega e Forza Italia sia stato raggiunto un accordo – dichiarano Gelmini e Fontana – la coalizione, che dovrà competere con l’amministrazione uscente, non ha ancora un candidato Sindaco e sta avviando un confronto sul programma”.

“Sarebbe alquanto sciocco che due forze politiche stringano accordi tra segreterie di partito sulla base di formule partitocratiche e non sulla base dei contenuti che ancora non sono stati elaborati da tutti coloro che partecipano alla costruzione del progetto politico-amministrativo, senza attendere, per altro, il candidato Sindaco che dovrà avere l’onere e l’onore di concretizzare un progetto politico per Montichiari in grado di vincere le prossime elezioni amministrative”.

“Rivendichiamo la necessità che la comunità sia preminente rispetto ai partiti e ribadiamo l’urgenza di proporre ai cittadini una proposta politica di cambiamento capace di interpretare un nuovo modo di intendere l’amministrazione locale partendo dal ruolo del Sindaco, della Giunta e dei cittadini che attraverso la vera partecipazione siano protagonisti della prossima stagione amministrativa. Dove le “logiche partitocratiche” finalmente possano essere escluse dalla gestione della cosa pubblica.”

“L’esperienza dell’Amministrazione Fraccaro ha evidenziato come i partiti sono sempre propensi ad imporre scelte dall’alto ed in particolare laddove c’è discrezionalità di scelta, anche nell’ambito della selezione di incarichi di consulenza ed appalti sotto determinate soglie (ad es. di importo inferiore a 40.000 euro). Il rischio è che una parte della politica possa incide pesantemente preferendo logiche clientelari invece dell’applicazione di buone pratiche. A tal proposito invitiamo la Lega affinché nel programma amministrativo si introduca l’obbligo di un’auto-regolamentazione comunale che impedisca comportamenti di natura spartitoria in tutte le scelte discrezionali dell’Amministrazione comunale, tenuto conto che la prossima compagine amministrativa che dovrà guidare sarà probabilmente composita”.

“Ma ad oggi non possiamo che prendere atto – hanno dichiarato Gelmini e Fontana – che l’esigenza è  un’amministrazione riformista, determinata, competente, umile, dove il miglioramento continuo di ogni aspetto della gestione della cosa pubblica per il bene pubblico sia il modello di riferimento, in grado di superare le solite clientele, la partitocrazia, gli amici degli amici. Crediamo che questo debba provenire dal candidato Sindaco, ancora in una fase di elaborazione tutta interna alla Lega, e che tutti i potenziali alleati dovranno innanzitutto concordare su questo per noi fondamentale principio.

Un modello di amministrazione – ricordano Gelmini e Fontana, che consentirebbe di superare il rischio delle solite logiche clientelari e la partitocrazia, ma che ha bisogno un terreno fertile, quel auspicato laboratorio politico che sappia anteporre il bene comune agli interessi più corporativi. Anteporre il bene comune al metodo “Cencelli” spesso utilizzato è un obiettivo primario”.

Nel ribadire la vocazione sovranista che da sempre caratterizza le liste civiche che rappresentiamo – hanno dichiarato Massimo Gelmini ed Elena Fontana – invitiamo chiunque ha interesse al bene comune ad ESSERCI per sostenere il progetto di un nuovo governo locale del cambiamento come obiettivo possibile per Montichiari.

Montichiari, Politica locale, Territorio bresciano

I tassisti di Montichiari dimenticati dalle istituzioni. Se il Comune latita, la Regione, non ha più scuse, è il tempo di includere l’Aeroporto D’Annunzio nel sistema lombardo.

I tassisti di Montichiari ancora non hanno trovato sollievo alla loro oramai incredibile situazione. Un recente servizio di Striscia la Notizia (qui) ha risollevato la questione.

A parole tutti sembrano disponibili ad aggiungere i pochi tassisti di Montichiari nei servizi presso gli aeroporti lombardi, ma nessuno si preoccupa della questione. Nel 2013 i tassisti di Montichiari si rivolsero all’Amministrazione Zanola rispetto alla loro situazione e procedemmo ad avviare due iniziative parallele per addivenire ad una soluzione.

Da un lato si cercò di attivare accordi tra Montichiari ed altri enti locali per consentire ai tassisti monteclarensi di poter svolge il proprio servizio anche fuori dal territorio comunale nell’ambito di un servizio di trasporto integrato e con valenza provinciale. Un progetto che coinvolgesse diversi enti locali, in particolare quelli con attrattività turistica, per contribuire a formare un servizio taxi il più esteso possibile tenuto conto che gli accordi tra enti avrebbero consentito ai titolari di licenze rilasciate dai comuni aderenti di poter partecipare al sistema integrato provinciale di trasporto. A tale progetto si è sempre dichiarato estraneo il Comune di Brescia.

Dall’altro la richiesta avanzata alla Regione Lombardia di modificare la  propria normativa al fine di includere anche Montichiari ed il relativo Aeroporto nel sistema aeroportuale lombardo in modo tale che automaticamente si estendesse ai tassisti di Montichiari la possibilità di svolgere il proprio servizio anche nei comuni convenzionati al sistema regionale. Proposta presentata in sede di audizione nella Commissione regionale Territorio circa quattro anni fa a cui ho partecipato insieme ad una rappresentanza dei tassisti monteclarensi.

Altro tentativo fu quello di chiedere al Comune di Brescia la sottoscrizione di una convenzione con il Comune di Montichiari per consentire ai tassitsti monteclarensi di poter svolgere il proprio servizio anche nel capoluogo tenuto conto che le norme consentivano implicitamente ai tassisti di Brescia di svolgere il proprio servizio presso l’aeroporto di Montichiari, ma non il contrario.

Tale situazione veniva svolta con una sovrapposizione di fatto con i tassisti monteclarensi con l’effetto di ridurre ulteriormente le già ridotte opportunità di reddito.

Proprio per tutelare i tassisti di Montichiari, l’amministrazione Zanola presentò e approvò un un regolamento comunale che in virtù del decreto legislativo n. 447/97  secondo cui i tassisti di Brescia potessero svolgere il servizio a Montichiari (e dunque presso l’Aeroporto) solo a seguito di un accordo tra enti locali come la legge citata letteralmente prevede. Accordo che il Comune di Brescia ignorò. Costringendo il Comune di Montichiari a richiedere un intervento della Regione Lombardia sempre in forza del medesimo decreto legislativo che prevedeva il potere commissariale del Presidente della Regione per i comuni che non trovavano accordo.

Nel frattempo l’Amministrazione Zanola venne sostituita, a seguito delle elezioni amministrativa da quella del Sindaco Fraccaro e sul tema, appena più di quattro anni fa, il 03/11/2014, il Consiglio comunale di Montichiari assunse, attraverso una delibera votata all’unanimità dei gruppi consiliari, la richiesta alla Regione Lombardia di “… inserimento dell’aeroporto di Montichiari nel bacino di traffico del sistema aeroportuale del servizio taxi della Regione Lombardia;” tenuto conto che ancora attualemente per poter aderire è necessario che l’aeroporto monteclarense superi i 2 milioni di passeggieri equivalenti. Salvo alcune deroghe previste,

Nel frattempo i tassisti di Brescia ricorsero al Tribunale amministrativo di Brescia contro il regolamento comunale approvato. Lo stesso TAR di Brescia, pubblica l’esito del ricorso il 14/01/2015 e, pur riconoscendo l’originalità del caso sollevato proprio per l’assenza di precedent,  dunque di giurisprudenza in merito, si pronuncia scegliendo di far prevalere l’interpretazione dei singoli operatori privati (i tassisti di Brescia) per due ragioni: la consolidata propensione del TAR di Brescia di favorire i privati rispetto agli enti pubblici, e nel caso specifico l’intervento nella normativa nazionale delle c.d. liberalizzazioni (L. 1/2012) che pur senza modificare il citato d.Lgs. n. 477/97 venne di fatto utilizzata per sostenere che si era innanzi  limitazione regolamentare troppo stringente nell’ambito di un servizio in parte liberalizzato. Pertanto il TAR di Brescia scelse di annullare le limitazioni, ma nulla indicando verso quelle limitazioni che, ancora oggi, i tassisti di Montichiari sono costretti a subire in ordine all’impossibiliotà di svolgere il proprio servizio nella Città di Brescia secondo il principio di reciprocità che per altro la normativa acquisisce come principio.

Il Tar di Brescia proprio per l’assenza di giurisprudenza e per l’opinabilità della scelta di far prevalere una tesi rispetto all’altra non se la sentì di attribuire al Comune di Montichiari gli oneri delle spese legali della parte vincente. E dunque preferì disporre la compensazione delle spese legali.

Tale fatto è sintomatico in quanto di norma, la parte soccombente rifonde le spese legali alla parte vincente. In questo caso i tassisti di Brescia, nonostante abbiano prevalso, si sono dovuti pagare le spese legali ed il Comune di Montichiari non ha dovuto rifondere tali spese, ma solo farsi carico delle proprie.

Tale situazione avrebbe dovuto far intendere all’Amministrazione Fraccaro, che la situazione particolare ed originale avrebbe dovuto avrere l’opportunità di essere posta all’attenzione del Consiglio di Stato. Organo che nell’ambito della giustizia amministrativa è deputato a formare giurisprudenza, a differenza dei tribunali amministrativi regionali le cui sentenze non svolgono tale funzione. Ma la Giunta Fraccaro non ha concesso tale opportunità ai tassisti di Montichiari non comprendendo che la questione era rilevante anche sul piano istituzionale. La motivazione fu, secondo i tassisti di Montichiari, che il Comune non aveva i fondi per opporsi al Consiglio di Stato.

Dalla sentenza del Tar di Brescia ad oggi, il Comune di Montichiari sembra aver dormito sonni profondi sul tema. Ora i tassisti hanno dovuto interpellare la trasmissione Striscia la Notizia per portare alla ribalta la questione. Come è possibile che 4 tassisti non possano svolgere il proprio lavoro presso gli altri aeroporti lombardi? Perchè non possono svolgere il proprio lavoro presso il Comune di Brescia mentre i tassisti di Brescia possono presentarsi presso l’Aeroporto di Montichiari e offrire il servizio di trasporto?

Non è una guerra tra tassisti, è in realtà la pretesa che tutti i tassisti siano trattati nello stesso modo, se è vero che le liberalizzazioni hanno superato le limitazioni territoriali come sostiene il TAR di Brescia, non pare proprio che sia così.

In questa storia di ordinaria follia nei confronti dei cittadini perpretata dalla pubblica amministrazione, in questo caso, dei tassiti di Montichiari, il tema dei tassisti, in realtà apre, un altra questione ovvero lo sviluppo aeroportuale di Montichiari che non può più essere rinviato.

La Regione Lombardia può (ma oramai deve) includere l’aeroporto D’Annunzio nel sistema aeroportuale modificando la norma regionale o derogando da essa. Quello che si chiede alle istituzioni locali e regionali è di fare la propria parte.

Amministrative, Elezioni, Montichiari, Politica locale

Elezioni di Montichiari, sempre più difficile l’accordo tra Lega e M5S

Il Carroccio è alle prese con la scelta del suo candidato, ma l’asse di governo gialloverde difficilmente avrà ricadute a livello locale.

Mentre il Carroccio è alle prese con la scelta del suo candidato, l’ex sindaco Gianantonio Rosa e il capogruppo consiliare Marco Togni, in vista delle elezioni amministrative di Montichiari arriva la prima certezza: l’asse di governo gialloverde difficilmente avrà ricadute a livello locale.

Con una nota, infatti, il Movimento 5 Stelle ha spiegato: “Ci tiriamo fuori da strani giochi e rifiutiamo questo modo di fare politica perché non siamo interessati a costruire macchine elettorali”. Il riferimento alla Lega non è esplicito, ma il percorso individuato appare poco compatibile con quello del centrodestra. “Vogliamo prima costruire un programma, avere degli obiettivi per la Montichiari del futuro – spiegano i grillini – Solo dopo sceglieremo i candidati portavoce ed il sindaco”.

Il M5S apre comunque le porte a una coalizione – costruita con un percorso democratico e non dalle segreterie politicche – che unisca forze politiche e civiche, che non si ponga in pregiudiziale contrapposizione con l’amministrazione uscente, guidata da Mario Fraccaro, e sia guidata da una figura di indubbia moralità.

Fonte: bsnews.it (qui)

 

Montichiari, Politica locale

Gelmini:”No al centrodestra vintage. Montichiari può aspirare a diventare laboratorio politico”. Ora un candidato Sindaco politico per aprire il cantiere del nuovo Governo locale del Cambiamento.

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Ecco il Comunicato Stampa integrale.

L’ex Assessore al Bilancio Massimo Gelmini, già animatore della Lista Montichiari Prima di Tutto, ora impegnato a costruire un rassemblement a sostegno della Lega con una coalizione civica per le amministrative del prossimo anno, interviene sulla situazione politica locale. “Le elezioni amministrative sono ancora distanti, la maggioranza consiliare che sostiene il Sindaco Fraccaro ha già iniziato la campagna elettorale e sembra certa la ricandidatura del sindaco uscente. Ma due elementi potrebbero rinvigorire la competizione elettorale, dopo l’illusoria archiviazione a seguito dello sconvolgimento del panorama politico dopo il voto del 4 marzo. Infatti, come a Brescia, la Montichiari politica vede un Movimento 5 Stelle, notoriamente, poco strutturato sul territorio e che risulta prevedibilmente in difficoltà nel replicare il proprio consenso politico anche in sede amministrativa, ma anche un centro destra che non ha ancora iniziato la volata, ancora alle prese con il dilemma di un revival ‘vintage’ con un candidato Sindaco della società civile. Una ipotesi sperimentata a Brescia che non può che portare a sicura sconfitta. “Se questo è il Governo che qualcuno del centrodestra ha in mente – chiosa Gelmini – i voti politici, che sulla carta consentirebbero un Governo della città alternativo a quello guidato da Fraccaro, non si tradurranno automaticamente in voti amministrativi.”

File 24-03-17, 09 51 14.pngMontichiari – prosegue l’ex Assessore monteclarense e già Vice Presidente della Provincia di Brescia – ha bisogno di una amministrazione riformista, determinata, competente, umile, dove il miglioramento continuo di ogni aspetto della gestione della cosa pubblica per il bene pubblico è il modello di riferimento, in grado di superare le solite clientele, la partitocrazia, gli amici degli amici. Ma per far ciò è necessario un candidato Sindaco proiettato in una proposta politica dei prossimi dieci anni“.

Insomma quello che Gelmini auspica è l’apertura di un laboratorio politico che consenta di definire una proposta politico-amministrativa innovativa e coraggiosa che sappia parlare ai monteclarensi anteponendo il bene comune agli interessi personali o alle vecchie logiche partitiche.

Un Governo della città guidato da una figura politicamente chiara – ci tiene a precisare Gelmini – e non dal classico neutro proveniente dalla società civile, i cui assessori dovranno essere scelti con l’esclusivo criterio della competenza e non con il consolidato metodo “Cencelli” della vecchia politica, dove la meritocrazia è solo un ostacolo all’assegnazione di posti di potere”.

 

Una proposta politica – suggerisce Gelmini – che sappia aprirsi alla partecipazione attiva dei cittadini in modo serio e non formale dove le nuove tecnologie consentiranno di attuare la democrazia diretta nel contesto locale. Ma per poter concretizzare un vero Governo locale del Cambiamento, Montichiari dovrà avere un Sindaco forte e politico, oltre ad una maggioranza stabile e non rattoppata, in cui i giovani siano protagonisti, con una base solida per porre le basi su programma decennale di cambiamento e non sull’organigramma della lottizzazione di ogni posizione di governo e sottogoverno”.

Prendere atto – continua Gelmini – che, anche a Montichiari, un Governo del Cambiamento, non può poggiarsi sulla vecchia formula del classico centrodestra, tenuto conto che la vecchia dualità destra/sinistra ha esaurito la sua funzione, sostituita da un’altra dualità quella tra popolo/elites. Proprio per questo è necessario, anche a Montichiari, una nuova stagione in cui i cittadini siano coinvolti seriamente nei processi decisionali a partire dal programma di governo”.

Una svolta è possibile, se la Lega, quale forza prevalente, saprà maturare la consapevolezza e la responsabilità di dare a Montichairi, attraverso un percorso condiviso con tutte le forze che vogliono innovazione, cambiamento, competenza, e bene comune, individuare il candidato Sindaco idoneo, anche attraverso il coinvolgimento di simpatizzanti e cittadini elettori. Basta con le riunioni in stanze chiuse, con programma elettorali senza il coinvolgimento dei cittadini utile solo a garantire una dirigenza autoreferenziale. La strada maestra è quella di stare dalla parte delle comunità e non contro di esse. Solo in questo modo Montichiari potrà tornare ad essere protagonista rimettendo i monteclaresi prima di tutto nella futura agenda amministrativa di lavoro.

 

Montichiari, Politica locale

Trasparenza tradita. Il Sindaco risponde, ma non conosce le norme. Bocciato!

Su questo blog ho sollevato il tema del rispetto delle norme sulla trasparenza della pubblica amministrazione da parte dell’Amministrazione comunale di Montichiari sostenuta dal Partito democratico (qui). Il Sindaco Fraccaro dalla sua pagina Facebook tenta di replicare alle accuse. Analiziamo il suo post che si riporta integralmente. Il Sindaco afferma:

Sul bilancio 2015 la verità è una sola: non vi sono rilievi mossi dalla Corte dei Conti, ma solo inviti.

L’invito della Corte dei Conti in relazione ai rilievi contenuti nella deliberazione n. 73/2018 è riferito al fatto che l’Amministrazione comunale non ha applicato correttamente le nuove norme sulla contabilità degli enti locali producendo una inattendibilità dei risultati della gestione per l’esercizio 2015. E’ comprensibile anche ai profani che se i valori delle entrate o della spesa sono quantificati, senza rispettare le regole previste dalla legge, anche la somma algebrica di detti valori errati  determina un risultato inattendiile.

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Stralcio della delibera n. 73/2018 della Corte dei Conti

Ed è ciò che osserva la Corte. Fa piacere sapere che le osservazioni della Corte dei Conti rappresentano inviti. Lo stesso Sindaco nel passato ha invece utilizzato tali inviti rivolti, per altre questioni alle Amministrazioni leghiste, quali attestati di cattiva amministrazione, ma così non era. Resta comunque chiaro a tutti che la Corte dei Conti, non ha eccepito sull’opportunità di una scelta amministrativa, ha affermato l’inattendibilità del risultato del bilancio consuntivo 2015.

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Stralcio della delibera n. 73/2018 della Corte dei Conti

Che è ben altra questione. Vedremo se arriveranno altri rilievi sulle gestioni successive. Il post del primo cittadino presegue con il solito storytelling:

Il bilancio è sano e abbiamo finalmente chiuso con una gestione, quella leghista, che ha visto la messa a bilancio di importi irrealizzabili come, ad esempio, somme da incassare mai avvenute (si pensi alle discariche) pari a oltre 1,7 milioni di euro.

Altra affermazione priva di fondamento è il fatto che il bilancio dell’attuale gestione è sana (quasi per dire che le gestioni del passato non lo fossero). Infatti lo erano anche le gestioni precedenti. Mai alcun rilievo la Corte dei Conti ha elevato nei confronti dei bilancio precedenti in relazione a fantomatici buchi di bilancio presenti solo nello storytelling dell’attuale amministrazione comunale per giustificare nel 2014 l’introduzione dell’addizionale comunale Irpef a fronte dei tagli dell’allora Governo Renzi. Mentre in riferimento alle somme da incassare relativamente ai proventi delle discariche tali entrate sono state compensate da risparmi di spesa delle medesime gestioni per nulla gravati sui bilanci dell’attuale amministrazione. Anzi nei bilanci 2015 e 2015 la giunta Fraccaro ha beneficiato di entrate generate per l’azione amministrativa delle precedente Giunta Zanola.

Quanto al ricorso alle anticipazione di tesoreria, anche in questo caso la nostra giunta ha sistemato situazioni del passato: semmai è da rilevare come le giunte leghiste abbiano fatto ricorso ad essa in maniera costante nonostante le preoccupazioni più volte espresse a suo tempo dalla Corte dei Conti.

Il ricorso alla tesoreria è stato nel passato, come ora, necessario per governare la dinamica delle riscossioni dell’imposta più importante dell’Ente l’Imposta sugli Immobili (ICI, IMU e TASI). Notoriamente tale imposta è incassata dal Comune a Giugno e a Dicembre. La spesa corrente ha invece una dinamica più costante in aggiunta alla spesa in conto capitale che invece risente della dinamica dalla spesa per gli investimenti condizionati dagli stati d’avanzo delle opere. In questa situazione può avvenire che durante l’anno vi siano più spese che entrate e temporaneamente si possano verificare saldi negativi del conto di tesoreria. Fermo restando che a dicembre il Comune ha sempre rilevato un saldo del conto tesoreria positivo. Il Sindaco Fraccaro si loda del fatto che tale problematica è stata da lui migliorata. Come? L’introduzione dell’addizionale comunale Irpef, imposta assente a Montichiari fino a settembre 2014, ha consentito un miglioramento della situazione di cassa.

Infine, riguardo alla mancata trasparenza di cui siamo accusati dall’opposizione ritengo utile ribadire che come sindaco ho trasmesso l’intera delibera della Corte dei Conti al consiglio comunale affinché tutte le rappresentanze politiche fossero a conoscenza e potessero valutare l’assoluta correttezza e salute del bilancio 2015, anche se la Corte dei Conti richiedeva solo una semplice comunicazione.

La trasmissione alle rappresentanze politiche della deliberazione della Corte dei Conti non sana l’assenza dell’atto nell’apposita sezione dell’Amministrazione Trasparente presente sul sito del Comune. Il Sindco ignora la norma, ma per questo conferma la violazione della legge di cui ne risulta responsabile.

Di seguito il post #Bilancio2015 #Trasparenza del Sindaco Fraccaro su Facebook.

Montichiari, Politica locale

Trasparenza tradita/2. Centro Fiera a trasparenza zero! CBBO SpA e Montichiari Multiservizi Srl pubblicano i bilanci, Immobiliare Fiera e Centro Fiera inadempienti.

E’ obbligatorio per le società partecipate o controllate da enti pubblici adempiere alla normativa sulla trasparenza. In particolare il 21/11/2017 sono state pubblicate dall’Autorità nazionale anticorruzione le nuove linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici.

Al documento è allegata una tabella dove sono riportate tutte le tipologie di documenti che devono essere pubblicati nella sezione Società / Amministrazione trasparente dei siti internet. Per tutti gli adempimenti indicati il termine era fissato al 31 gennaio 2018, in concomitanza con la scadenza del termine per l’adozione dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione (PTPC). A decorrere dalla stessa data, l’Anac esercita i propri poteri di vigilanza sul rispetto degli obblighi, così come definiti dalle Linee guida.

In riferimento è alla determinazione ANAC n. 1134 del 8/11/2017 (qui) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 284 del 5 dicembre 2017.

ObbligoTrasparenzaBilanciSocieta
Allegato 1 della Determinazione n. 1134/2017

E’ necessario far notare che se le società a partecipazione pubblica Montichiari Multiservizi S.r.l. e CBBO S.r.l. prevedono sul proprio sito la sezione Amminstrazione Trasparente ove è possibile consultare i bilanci di esercizio, per quanto riguarda Centro Fiera S.p.A. non vi è traccia non solo dei bilancio, oltre a quelli dell’incorporata Immobiliare Fiera Montichiari S.p.A., ma nemmeno della sezione dedicata alla trasparenza obbligatoria per legge dal 31 gennaio 2018.

Ma chi dovrebbe dovuto seguire l’attuazione della legge e vigilare per garantire trasparenza? Il Vice Sindaco Basilio Rodella che tra le altre deleghe, attribuitegli dal Sindaco nell’atto di nomina, annovera anche quella delle Società partecipate e lo stesso Sindaco che al primo consiglio comunale di insediamento della sua amministrazione dichiarò in modo solenne: “Partecipazione, trasparenza e democrazia sono alcune tra le colonne portanti del nostro piano di amministrazione per i prossimi cinque anni” (Fonte: qui).

Intanto rimane lettera morta la denuncia pubblica avanzata da questo blog sulla mancata pubblicazione dei rilievi della Corte dei Conti al Bilancio consuntivo 2015, dichiarato inattendibile lo scorso marzo (per saperne di più clicca qui).

Montichiari, Politica locale

Velodromo. Dopo 45 giorni dal sequestro, di cui 19 con pioggia, arrivano i teli per coprire la pista.

Le importanti novità, annunciate dal Sindaco Fraccaro nel suo post su Facebook del 12 settembre scorso (qui), sono arrivate.

Ma in cosa consistono queste novità?

L’Assessore Morandi si convince. Pista “Da coprire. Da proteggere. Per prendersi cura”. Finalmente, meglio tardi che mai verrebbe da dire.

La copertura permanente della delicata pista in legno siberiano del Velodromo comunale è in corso. Esattamente dopo 9 settimane dal sequestro dell’impianto, cioè dopo 45 giorni di cui ben 19 giorni con precipitazioni più o meno intense, l’Amministrazione lumaca si è messa in moto.

Questa la situazione al Velodromo in un video pubblicato sul profilo FB del consigliere comunale Davide Tiraboschi (qui), girato il giorno prima del sequestro testimonia la situazione in cui versava la struttura. Dalla data del sequestro (16/07/2018) ad oggi si sono verificati ben 9 giorni con precipitazioni, di cui ben 6 di intensità significativa (fonte: www.ate43-meteo.it)

E’ doveroso ricordare che il tema delle infiltrazioni è noto da diversi anni, e che tale situazione gestibile con soluzioni temporanee, negli ultimi tre anni si è sempre più aggravato sino ad obbligare la magistratura alla chiusura dell’impianto.

Una lentezza nella soluzione dei problemi che non può essere accettabile per gli standard della maggior parte degli enti locali dell’Italia settentrionale. Oggi l’Assessore Morandi, attraverso i social media, in un post che ritrae i lavoro di copertura con teli particolari la pista del Velodromo, scrive: “Da coprire. Da proteggere. Per prendersi cura.”, come se avesse assunto la funzione di assessore comunale solo oggi.

Poche parole le sue, ma intrise di ipocrisia e manifesta irresponsabilità causata anche dalla insufficiente attenzione rivolta alla struttura sportiva. Tanto che dalla sua nomina ad Assessore, avvenuta il 24/05/2016, la signora Morandi, che non era avulsa dal dibattito politico sul tema in quanto già consigliere, in poco più di due anni è riuscita nella fallimentare impresa di rendere inagibile la struttura. Ivi compresa la corresponsabilità con il Sindaco circa il dimenticato rinnovo del prescritto certificato quinquennale antincendio scaduto il 30 aprile di quest’anno, tanto che le procedure per addivenire all’autorizzazione furono avviate tardivamente e la struttura rimase “fuori legge” dal 1 maggio al 16 luglio giorno del sequestro, mentre si svolgevano regolarmente le attività sportive.

Ecco perchè all’osservatore esterno le parole dell’Assessore Morandi, nel suo post, ora, suonano beffarde. E ci suggeriscono due semplici domande:

Perché la Giunta non ha agito subito visto che avrebbe potuto entro la fine di luglio mettere in sicurezza e protezione la pista in legno siberiano?

Perché solo ora si sono convinti che la pista è da proteggere? Non era da proteggere anche nel 2015? Perché, invece, almeno dalla sua nomina ad Assessore, il 24 maggio 2016, alcuna azione utile per proteggere la struttura è stata messa in campo?

Solo rispondendo a queste due semplici quesiti l’Assessore potrà meglio comprendere cosa significhi “Per prendersi cura”.

Il Velodromo quasi muore di asfissia, per le posizioni politiche autolesioniste e ideologhiche dell’attuale amministrazione e ora un membro autorevole del Governo della città si lancia in un impegno “quasi materno” della struttura. Ma a noi paiono invece parole pronunciate da un’amministrazione più “matrigna”  che “madre” protettiva, che prima ignora la struttura e poi, quando tutti ne hanno svelato l’intento malevolo, la cui personalità cambia e si traveste da falsa madre amorevole.