Montichiari, Politica locale, Territorio bresciano

I tassisti di Montichiari dimenticati dalle istituzioni. Se il Comune latita, la Regione, non ha più scuse, è il tempo di includere l’Aeroporto D’Annunzio nel sistema lombardo.

I tassisti di Montichiari ancora non hanno trovato sollievo alla loro oramai incredibile situazione. Un recente servizio di Striscia la Notizia (qui) ha risollevato la questione.

A parole tutti sembrano disponibili ad aggiungere i pochi tassisti di Montichiari nei servizi presso gli aeroporti lombardi, ma nessuno si preoccupa della questione. Nel 2013 i tassisti di Montichiari si rivolsero all’Amministrazione Zanola rispetto alla loro situazione e procedemmo ad avviare due iniziative parallele per addivenire ad una soluzione.

Da un lato si cercò di attivare accordi tra Montichiari ed altri enti locali per consentire ai tassisti monteclarensi di poter svolge il proprio servizio anche fuori dal territorio comunale nell’ambito di un servizio di trasporto integrato e con valenza provinciale. Un progetto che coinvolgesse diversi enti locali, in particolare quelli con attrattività turistica, per contribuire a formare un servizio taxi il più esteso possibile tenuto conto che gli accordi tra enti avrebbero consentito ai titolari di licenze rilasciate dai comuni aderenti di poter partecipare al sistema integrato provinciale di trasporto. A tale progetto si è sempre dichiarato estraneo il Comune di Brescia.

Dall’altro la richiesta avanzata alla Regione Lombardia di modificare la  propria normativa al fine di includere anche Montichiari ed il relativo Aeroporto nel sistema aeroportuale lombardo in modo tale che automaticamente si estendesse ai tassisti di Montichiari la possibilità di svolgere il proprio servizio anche nei comuni convenzionati al sistema regionale. Proposta presentata in sede di audizione nella Commissione regionale Territorio circa quattro anni fa a cui ho partecipato insieme ad una rappresentanza dei tassisti monteclarensi.

Altro tentativo fu quello di chiedere al Comune di Brescia la sottoscrizione di una convenzione con il Comune di Montichiari per consentire ai tassitsti monteclarensi di poter svolgere il proprio servizio anche nel capoluogo tenuto conto che le norme consentivano implicitamente ai tassisti di Brescia di svolgere il proprio servizio presso l’aeroporto di Montichiari, ma non il contrario.

Tale situazione veniva svolta con una sovrapposizione di fatto con i tassisti monteclarensi con l’effetto di ridurre ulteriormente le già ridotte opportunità di reddito.

Proprio per tutelare i tassisti di Montichiari, l’amministrazione Zanola presentò e approvò un un regolamento comunale che in virtù del decreto legislativo n. 447/97  secondo cui i tassisti di Brescia potessero svolgere il servizio a Montichiari (e dunque presso l’Aeroporto) solo a seguito di un accordo tra enti locali come la legge citata letteralmente prevede. Accordo che il Comune di Brescia ignorò. Costringendo il Comune di Montichiari a richiedere un intervento della Regione Lombardia sempre in forza del medesimo decreto legislativo che prevedeva il potere commissariale del Presidente della Regione per i comuni che non trovavano accordo.

Nel frattempo l’Amministrazione Zanola venne sostituita, a seguito delle elezioni amministrativa da quella del Sindaco Fraccaro e sul tema, appena più di quattro anni fa, il 03/11/2014, il Consiglio comunale di Montichiari assunse, attraverso una delibera votata all’unanimità dei gruppi consiliari, la richiesta alla Regione Lombardia di “… inserimento dell’aeroporto di Montichiari nel bacino di traffico del sistema aeroportuale del servizio taxi della Regione Lombardia;” tenuto conto che ancora attualemente per poter aderire è necessario che l’aeroporto monteclarense superi i 2 milioni di passeggieri equivalenti. Salvo alcune deroghe previste,

Nel frattempo i tassisti di Brescia ricorsero al Tribunale amministrativo di Brescia contro il regolamento comunale approvato. Lo stesso TAR di Brescia, pubblica l’esito del ricorso il 14/01/2015 e, pur riconoscendo l’originalità del caso sollevato proprio per l’assenza di precedent,  dunque di giurisprudenza in merito, si pronuncia scegliendo di far prevalere l’interpretazione dei singoli operatori privati (i tassisti di Brescia) per due ragioni: la consolidata propensione del TAR di Brescia di favorire i privati rispetto agli enti pubblici, e nel caso specifico l’intervento nella normativa nazionale delle c.d. liberalizzazioni (L. 1/2012) che pur senza modificare il citato d.Lgs. n. 477/97 venne di fatto utilizzata per sostenere che si era innanzi  limitazione regolamentare troppo stringente nell’ambito di un servizio in parte liberalizzato. Pertanto il TAR di Brescia scelse di annullare le limitazioni, ma nulla indicando verso quelle limitazioni che, ancora oggi, i tassisti di Montichiari sono costretti a subire in ordine all’impossibiliotà di svolgere il proprio servizio nella Città di Brescia secondo il principio di reciprocità che per altro la normativa acquisisce come principio.

Il Tar di Brescia proprio per l’assenza di giurisprudenza e per l’opinabilità della scelta di far prevalere una tesi rispetto all’altra non se la sentì di attribuire al Comune di Montichiari gli oneri delle spese legali della parte vincente. E dunque preferì disporre la compensazione delle spese legali.

Tale fatto è sintomatico in quanto di norma, la parte soccombente rifonde le spese legali alla parte vincente. In questo caso i tassisti di Brescia, nonostante abbiano prevalso, si sono dovuti pagare le spese legali ed il Comune di Montichiari non ha dovuto rifondere tali spese, ma solo farsi carico delle proprie.

Tale situazione avrebbe dovuto far intendere all’Amministrazione Fraccaro, che la situazione particolare ed originale avrebbe dovuto avrere l’opportunità di essere posta all’attenzione del Consiglio di Stato. Organo che nell’ambito della giustizia amministrativa è deputato a formare giurisprudenza, a differenza dei tribunali amministrativi regionali le cui sentenze non svolgono tale funzione. Ma la Giunta Fraccaro non ha concesso tale opportunità ai tassisti di Montichiari non comprendendo che la questione era rilevante anche sul piano istituzionale. La motivazione fu, secondo i tassisti di Montichiari, che il Comune non aveva i fondi per opporsi al Consiglio di Stato.

Dalla sentenza del Tar di Brescia ad oggi, il Comune di Montichiari sembra aver dormito sonni profondi sul tema. Ora i tassisti hanno dovuto interpellare la trasmissione Striscia la Notizia per portare alla ribalta la questione. Come è possibile che 4 tassisti non possano svolgere il proprio lavoro presso gli altri aeroporti lombardi? Perchè non possono svolgere il proprio lavoro presso il Comune di Brescia mentre i tassisti di Brescia possono presentarsi presso l’Aeroporto di Montichiari e offrire il servizio di trasporto?

Non è una guerra tra tassisti, è in realtà la pretesa che tutti i tassisti siano trattati nello stesso modo, se è vero che le liberalizzazioni hanno superato le limitazioni territoriali come sostiene il TAR di Brescia, non pare proprio che sia così.

In questa storia di ordinaria follia nei confronti dei cittadini perpretata dalla pubblica amministrazione, in questo caso, dei tassiti di Montichiari, il tema dei tassisti, in realtà apre, un altra questione ovvero lo sviluppo aeroportuale di Montichiari che non può più essere rinviato.

La Regione Lombardia può (ma oramai deve) includere l’aeroporto D’Annunzio nel sistema aeroportuale modificando la norma regionale o derogando da essa. Quello che si chiede alle istituzioni locali e regionali è di fare la propria parte.

Montichiari, Politica locale

La Giunta sbaglia la contabilizzazione delle multe. E corre ai ripari. Ma nella delibera del Consiglio non c’è traccia della sanatoria contabile.

Tra gli argomenti dell’ultimo consiglio comunale di Montichiari la Giunta ha proposto variazioni al Bilancio di previsione 2018 ed al triennale 2018-2010.

L’intervento dell’Assessore al Bilancio di presentazione delle variazioni è stato imbarazzante, una elencazione a tratti generica e in altri casi specifica, con una chiara scelta politica di non volere la trasparenza. La minoranza in diverse occasioni ha chiesto di avere specifiche voci di dettaglio dei movimenti finanziari di bilancio per rendersi conto delle effettive motivazioni delle variazioni di bilancio. Nulla di tutto ciò, l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco del PD Fraccaro si appella alla normativa che non prevede il rilascio di voci di maggiore dettaglio, ma obbliga le Giunte comunali a fornire l’informazione corretta ed i dettagli delle scelte amministrative.

Due gli elementi caratteristici della variazione, la prima è relativa al finanziamento nel bilancio comunale delle rate del mutuo che la partecipata Montichiari Multiservizi S.r.l. dovrà assumere per l’ampliamento della Casa di Riposo. La seconda è la contabilizzazione delle multe degli anni precedenti ancora non incassate.

In merito L’Assessore Baratti, nel citare la contabilizzazione delle multe degli anni precedenti,  non è stata effettuata correttamente, si limita a dire che è necessiario porre rimedio, e applicare la legge relativa alla contabilità degli enti locali, secondo le interpretazioni più accreditate.

In sostanza ci dice che non hanno applicato correttamente le norme di contabilità pubblica ed ora correggono il bilancio di previsione prevedendo per intero le multe degli anni precedenti emesse per un valore di 800.000 Euro e contestualmente prevedono nella parte spesa un fondo crediti di dubbia esigibilità pari a 700.000 Euro che contempli il rischio di mancata riscossione. Ovvero si prevede di incassare solo l’8,75% delle multe emesse negli anni precedenti.

Ma nella delibera consiliare n. 39 del 29 ottobre 2018 pubblicata urgentemente già il 31 ottobre non si trova traccia di quanto motivato dall’Assessore al Bilancio sulla contabilizzazione delle multe che per sua ammissione era stata effettuata in modo difforme dalla legge.

 

Politica locale, Territorio bresciano

La politica si elegge il Presidente della Provincia di Brescia. Rivogliamo l’elezioni diretta del Presidente e del Consiglio provinciale.

Tutto pronto oggi la politica si eleggerà i nuovi presidenti e rispettivi Consigli in 18 Province di Lombardia, Piemonte e Liguria.

I Comuni delle tre Regioni coinvolti nella tornata elettorale saranno in tutto 2.294.

In Lombardia si voterà per il rinnovo dei presidenti di Provincia a Brescia, Como e Lecco, mentre a Bergamo, Sondrio e Varese si eleggono anche i consiglieri provinciali. A Cremona, Lodi, Mantova e Pavia si voterà solo per i Consigli.

Gli elettori, sindaci e consiglieri comunali chiamati a votare in rappresentanza dei 5 milioni 931 mila cittadini dei loro 1.338 Comuni, saranno in tutto 15.940. In questa regione, quindi, oltre ai sei presidenti si voterà per eleggere anche 88 consiglieri provinciali.

A Brescia per prendere il posto di Pier Luigi Mottinelli sono in lizza Samuele Alghisiper il centrosinistra e Giorgio Bontempi per il centrodestra. Due candidati anche a Bergamo, Varese e Como, mentre a Lecco e Sondrio il candidato è unico, rispettivamente Claudio Usuelli , sindaco di Nibionno, per Lecco, e Elio Moretti, primo cittadino di Teglio, per Sondrio. I quattro candidati rappresentano comuni tra i 3.000 e 5.000 abitanti, due amministrano comuni tra i 5.000 e i 10.000 abitanti e due tra i 10 mila e i 30 mila.

Diverso il quadro in Piemonte, dove si voterà per il rinnovo del presidente di Provincia e del rispettivo Consiglio a Cuneo e a Biella, mentre Novara e Verbano Cusio Ossola saranno impegnate nell’elezione del solo presidente. Ad Alessandria, Asti e Vercelli si voterà invece per il solo consiglio Provinciale. Saranno poi 9.998 i Sindaci e i consiglieri comunali chiamati al voto in rappresentanza di 2 milioni e 115mila cittadini degli 887 comuni coinvolti. Oltre ai 4 Presidenti, dunque, si voterà per eleggere anche 54 consiglieri provinciali. Quanto ai Presidenti, a Cuneo il candidato unico è il Sindaco del Comune Capoluogo Federico Borgna; a Novara il candidato unico è il Sindaco di Trecate, comune di oltre 20 mila abitanti; a Biella è Gianluca Foglia Barbisin, Sindaco di Coggiola (meno di tremila abitanti).Quanto a Verbano Cusio Ossola, i due Sindaci amministrano l’uno un comune con meno di mille abitanti, e l’altro con meno di cinquemila abitanti.

In Liguria l’unica delle tre Province alle urne è Savona, che voterà per il solo rinnovo del presidente. Il candidato unico è Pierangelo Olivieri, sindaco di Calizzano (1.471 abitanti), che sarà votato da 842 tra primi cittadini e consiglieri Comunali in rappresentanza dei 279 mila abitanti dei 69 Comuni della Provincia.

La tanto discussa abolizione delle Province è dunque sempre più lontana. Nel 2014 la riforma Delrio le aveva trasformate in enti di secondo livello per i quali non è prevista l’elezione diretta. Tra i loro compiti sono rimasti l’edilizia scolastica, la gestione delle strade provinciali, l’ambiente e i trasporti. Il referendum del 4 dicembre 2016, in cui ha vinto il fronte del no, prevedeva la cancellazione delle Province dalla Costituzione, demandando però a leggi successive la loro cancellazione o la ridefinizione delle competenze. Una cosa è certa: negli anni scorsi i tagli a questi enti sono stati particolarmente pesanti – circa due miliardi tra il 2015 e il 2016 – tanto che più volte anche da Brescia sono partiti appelli al Governo per rivedere i finanziamenti. Senza contare che sulle loro attività c’è una certa confusione: in Lombardia, ad esempio, i Centri per l’impiego sono rimasti in capo alle Province, con relativi prolemi organizzativi e di personale.

Da sottolineare come il rinnovo delle amministrazioni provinciali non rappresenta l’occasione per il giudizio sull’operato degli amministratori uscenti, ma piuttosto la corsa per l’occupazione del potere da parte delle classi dirigenti dei partiti. E’ auspicabile il ritorno al voto diretto dei cittadini per consentire alle province di ritornare ad essere strumenti operativi di area vasta in grado di coordinare politiche che i comuni non sono in grado di affrontare e servizi che le regioni troppo lontane dai cittadini sono in grado di garantire. Le nuove province dovranno essere enti con competenze chiare e dotate di risorse certe solo così i dirigenti di partito potranno lascere il posto alla rappresentanza diretta dei cittadini, riducendo il ruolo dei partiti e incrementando quello dei cittadini e delle comunità.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)

Montichiari, Politica locale, Territorio bresciano

Depuratore, idea Montichiari. No grazie.

Sull’ipotesi di un depuratore a Montichiari, a parole tutti i partiti, sono contrari. Il Sindaco Fraccaro annuncia che farà le barricate. Gli fa eco il capogruppo della Lega, Marco Togni, che su Facebook dichiara: “Bene che anche il sindaco sia contrario, tra l’altro esprimendo le mie stesse considerazioni di un paio di giorni fa.
Per le barricate però mi vengono quelle promesse per la Serini ma mai fatte a differenza nostra… Cerchiamo di rimanere seri…”

Soluzione prospettata da Acque Bresciane che vedrebbe il paese ospitare un macchinario per trattare i reflui fognari del medio Garda. Altri verso Gavardo.

Si torna a parlare del depuratore per la sponda bresciana del lago di Gardaperché si sta profilando un’altra soluzione di cui scrive Bresciaoggi. Non più un impianto colossale per tutti i Comuni interessati, ma una serie di strutture più pubblichecome piacerebbero anche al Governo. Ma al centro ci sarà Montichiari che dovrebbe ospitare un impianto per trattare i reflui del medio Garda. Questa è la soluzione prospettata dal gestore Acque Bresciane che vedrebbe Sirmione e Desenzano scaricare nel depuratore potenziato di Peschiera e il resto dell’alto Garda verso il collettore di Gavardo.

E a Montichiari confluirebbero gli scarichi di Manerba, Moniga, Padenghe e Lonato. Peccato che il sindaco Mario Fraccaro si dica già contrario. “Netta contrarietà a un progetto calato dall’alto, frutto di un compromesso che rischia di dare una spallata definitiva a un territorio ambientalmente stressato. Adotteremo ogni leva per cercare di bloccare il progetto” ha commentato il primo cittadino. Ma l’opzione porterebbe problemi anche al fiume Chiese, già finito nel mirino per l’epidemia da polmonite.

 

Fonte: quibrescia.it (qui)

Politica locale

Rifiuti, Gelmini: “Introdurre un indice di vivibilità per tutelare la salute dei cittadini”.

La salute pubblica deve essere tutelata e l’attuale approccio non è efficace. Quanto accaduto con la polmonite epidemica rappresenta un esempio. Indubbio che bisogna cambiare i processi di autorizzazione delle attività produttive con alto impatto ambientale. La componente salute deve essere valutata preventivamente e non solo a valle quando gli effetti si abbattono sui cittadini.

La questione rifiuti a Brescia è di lunga data, dalle continue autorizzazione di nuove discariche alla contemporanea presenza dell’inceneritore di A2A, dall’indice di pressione introdotto a tutele dei territori più martoriati (è il caso di Montichiari) da queste attività alla terza linea del termoutilizzatore del capoluogo. Ed il dibattito nel campo del Governo giallo verde si apre con posizioni vecchie leggendo le dichiarazioni in un articolo del luglio scorso apparsi sul Corriere Brescia con un articolo di M. Trebeschi (qui).

Se i rifiuti urbani vengono fagocitati dall’inceneritore di A2A, quelli industriali finiscono sotto terra. Legalmente, si intende. Si tratta degli «speciali», un settore dei rifiuti dove Brescia detiene un record nazionale: nel solo 2016, nelle discariche della nostra provincia, sono stati conferiti 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Tradotto, vuole dire 539 tonnellate per chilometro quadrato. Quando in Lombardia (e nel resto dell’Italia) la media è stata di 41 tonnellate per chilometro quadrato.

E’ a partire da questi dati che prende corpo l’ipotesi di una moratoria stabilita per legge, o per decreto. «Noi abbiamo una proposta di legge su Brescia che è stata scritta l’anno scorso. E io — spiega Ferdinando Alberti, ex deputato M5S e oggi consigliere regionale — sono il primo firmatario». Il testo insomma esiste già, «adesso vogliamo ripresentarlo alla Camera. E questo impegno l’abbiamo chiesto a Claudio Cominardi», attuale sottosegretario del ministero del Lavoro e unico parlamentare bresciano rimasto a Montecitorio.

La proposta di moratoria ha il compito di acquistare tempo, ma non affronta temi come la valutazione dell’impatto delle attività produttive più inquinanti. Il dibattito politico è fermo sulle ricadute di carattere ambientale, sapendo, invece, che le norme esistenti, ancora deboli, risultano poco efficaci in tema di ripristino ambientale e bonifiche, nonchè di tutela della salute. Infatti è quasi assolutamente assente la questione relativa alla saluta pubblica, proprio perchè, il tema è affrontato dal lato delle aziende inquinanti, dove sono collocate e quanto inquinano, mentre l’approccio deve essere radicalmente diverso. Il punto di osservazione deve essere spostato sugli effetti di questi impianti cumulati, e presenti in un determinato cluser abitativo, sulla popolazione.

L’ipotesi trova «d’accordo» anche Simona Bordonali, parlamentare della Lega che ricorda il lavoro fatto negli anni passati come Regione Lombardia «quando ci eravamo opposti allo Sblocca Italia». Per l’ex assessore della giunta Maroni, sul fronte dei rifiuti «bisogna puntare sul principio dell’autosufficienza», da applicare «su base regionale. E’ impensabile che Brescia diventi la pattumiera d’Italia. Ecco perché sentirò il governo sul principio dell’autosufficienza regionale». In realtà, la proposta di legge dei pentastellati — così come la richiesta avanzata di recente dal tavolo Basta veleni — parla espressamente di «moratoria». Tradotto, si chiede che la Provincia di Brescia e la Regione non autorizzino più alcun nuova discarica. E blocchino gli iter in corso per nuovi impianti nel Bresciano (quelli esistenti non verrebbero toccati).

Ancora una volta la politica si appella all’autosufficienza, quella regionale ovviamente, mentre la provincia di Brescia, che ha il triste record di 539 tonnellate per chilometro quadrato, dovrebbe suggerire di restringere l’autosufficienza al territorio bresciano.

Si chiede quindi alla politica (e al governo) di riconoscere l’eccezionalità di questo territorio, che nel solo comune di Montichiari stocca in discarica qualcosa come 17 milioni di metri cubi di rifiuti. Per Alberti (M5S) serve un coordinamento tra Montecitorio e Palazzo Chigi, «evitando tensioni». L’idea è quella di percorrere «entrambe le strade, anche se il lavoro più importante — sostiene — lo faranno gli uffici del ministro dell’Ambiente Sergio Costa» al quale i 5 stelle chiederanno di fare «un decreto» per Brescia. Oggi che sono al governo i grillini sembrano più intenzionati a seguire tutte le procedure previste dalla norma. «Sul tema rifiuti non abbiamo assolutamente cambiato idea — dice Alberti — vogliamo solo studiare tutti i passaggi affinché il decreto sia fattibile». L’anno scorso, infatti, l’allora ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti avrebbe fatto capire che, per procedere ad un eventuale «moratoria per Brescia», la Regione Lombardia avrebbe dovuto avanzare una richiesta (mai arrivata). Altrimenti, sarebbe stata una sorta di invasione di campo sul fronte dell’autonomia. «Non credo sia andata così» dice Bordonali, pronta a «interessare il governatore Fontana» sul tema dell’autosufficienza regionale per i rifiuti speciali: «Brescia ha già dato», ripete.

Brescia ha già dato, ma la politica ancora non affronta seriamente la questione, anzi, ancora una volta non ragiona in termini di benessere dei cittadini, ma si pone già in modalità mediatrice tra gli interessi enormi (sia pubblici che privati) presenti nel campo dei rifiuti e la tutela convinta della salute dei cittadini che rappresentano.

Senza pretendere di affrontare il tema, sembra proprio venuto il tempo, già tentato in passato, di aprire un dibattito pubblico sull’istituzione di un indice di vivibilità (legato alle condizioni di vita e salute pubblica dei cittadini abitanti in prossimità degli impianti di smaltimento rifiuti) che potrebbe davvero limitare l’attivazione di nuovi impianti (non solo strettamente legati allo smaltimento dei rifiuti). E la discussione non potrà che riguardare l’efficacia della normativa regionale sulla salute pubblica. Il legislatore regionale deve essere in grado di riformare le norme esistenti e cambiare l’impostazione del passato. E’ venuto il tempo di codificare norme che aiutino a prevenire seriamente sulla base di analisi e dati storici quello che sarà l’impatto di particolari attività industriali fortemente inquinanti in tessuti urbani già compromessi.

Montichiari, Politica locale

Discariche&Cultura, Rodella ha scelto la linea ipocrita. Hanno chiesto, ma non ottenuto. Smontato lo storytelling fraccariano.

Il Vice Sindaco fotografo scende in campo per aggiungere confusione alle affermazione del Sindaco in merito a cultura e discariche rilasciate nel 2017 e lo fa con la seguente premessa in riferimento all’attitudine del Sindaco di usare lo strumento dello storytelling per raccontare la sua verità ai cittadini.

… le parole pronunciate/scritte da chi per 15 anni ha tenuto la Borsa dei Monteclarensi.

Dopo solo poche parole scritte sul proprio profilo, il fotografo illustre cerca di identificare l’autore della presunta lesa maestà, ma probabimente in preda ad una forte amnesia politica (malattia che accompagna sempre i custodi della verità n.d.r) per tutto il suo sfogo social non ricorda il nome dell’ex Assessore al Bilancio.

Si diceva “padroni a casa nostra”: a Montichiari, in verità, visto che chi lancia questi strali non è di Montichiari, non si trova uno straccio di ragioniere in grado di fare i conti e tenere la cassa per la Casa Comune di Montichiari.

Ma nemmeno dopo le successive tre righe non riesce proprio a ricordare. Possiamo supporre, probabilmente, che solo il pronunciare quel nome sia fonte, per il Vice Sindaco, di un malessere generale il che giustificherebbe l’annebbiamento politico che lo coinvolge. Un annebbiamento che tradisce addirittura la sua condizione di monteclarense adottato.

Di tale annebbiamento si potrebbe intravedere traccia laddove pone come premessa della sua disarticolato commento il presunto vulnus dell’Assessore “straniero” quasi come fosse un torto alla Comunità. In realtà tra i mille difetti che posso avere, credo di essere stato apprezzato dai più per la competenza, non solo da esponenti delle ammministrazione Rosa e Zanola, ma anche da avversari politici locali, perfino appartenenti all’ex partito dell’illustre fotografo monteclarense.

Tenuto conto che il Vice Sindaco, insieme all’Amministrazione Fraccaro, ha contribuito alla concretizzazione di dare ai monteclarensi il monumento della Costituzione, gli consiglierei di applicarla e neutralizzare il vuoto argomentare sullo “straniero” in aperta contraddizione con quei principi costituzionali condivisi, tanto sbandierati, e spesso calpestati, come il diritto/dovere di ogni cittadino di esercitare le proprie prerogative di partecipazione al governo della cosa pubblica indipendentemente dal proprio luogo di residenza. Un diritto che vale anche per Massimo Gelmini. Ma si sa lo storytelling fraccariano è superiore al rispetto dei principi costituzionali che si applicano agli amici (Fraccaro nominó assessore all’ambiente l’ex segretario comunale Brogiolo residente in altro comune) e si negano agli avversari.

Ma, veniamo al contenuto; come spesso capita si parte da un pezzo di verità per poi sparare fandonie. E, queste, sono le balle più pericolose. Quando Mario Fraccaro, sindaco di Montichiari, diceva che la Cultura non sarebbe mai più stata finanziata da discariche ha mantenuto la parola data. Infatti, nessun evento, nessuna manifestazione culturale e sportiva ha ricevuto un solo euro dai discaricatori dal 2014 ad oggi. In passato invece arrivavano dal gruppo Systema circa 200.000 euro per la cultura e qualcosa più del doppio per lo sport (chiedo scusa per non essere più preciso, ma la sostanza è questa).

Prendiamo atto che il Sindaco intendeva: i contributi dall’attività di smaltimento rifiuti li vogliamo e li usiamo anche per la cultura (si veda la Casa della Musica), mentre non accettiamo contributi per le manifestazioni culturali e sportive. Ma l’affermazione del Vice Sindaco Rodella “… nessuna manifestazione culturale e sportiva ha ricevuto un solo euro dai discaricatori dal 2014 ad oggi…” non è frutto della scelta dell’amministrazione comunale che ipocritamente la “vende” così.

A confutare la verità fraccarian-rodelliana ci viene in aiuto una dichiarazione dello stesso Sindaco, che probabilmente ha sepolto, del 27/09/2014: “Il Gruppo Systema che sponsorizzava le attività culturali dell’Amministrazione comunale sulla base di una convenzione annuale per un importo complessivo di 200 mila euro ha comunicato di non essere in condizione di rinnovare la stessa per l’anno 2014″.

Questa affermazione dice due verità rilevanti: la prima è che i contratti di sponsorizzazione erano solo annuali proprio per la loro natura non obbligatoria e volontaria; la seconda è che la volontà del privato di non sottoscrivere le sponsorizzazioni non viene recuperata da fonti di stampa, come una tegola caduta sulla testa ignara della nuova amministrazione, ma la notizia appare in un comunicato del Sindaco sul proprio sito web (fraccarosindaco.it), il quale informa delle volontà del privato. Privato che ha comunicato al Comune di Montichiari le sue volontà, a seguito, presumibilmente di una richiesta formale della neo amministrazione. Ed è chiaro che qualcuno ha chiesto (il Sindaco o suo delegato), ma non ha ottenuto.

Ha ragione il Vice Sindaco Rodella ad affermare che: “… nessuna manifestazione culturale e sportiva ha ricevuto un solo euro dai discaricatori dal 2014 ad oggi…”, ma dovrebbe aggiunge la parte omessa di questa mezza verità ovvero che la nuova amministrazione ha chiesto al privato di sottoscrivere una nuovo contratto di sponsorizzazione, ma senza successo. Certamente avrà pesato il contenzioso avviato dal privato relativa ad una riduzione degli oneri della convenzione pluriennale relativa ai proventi da smaltimento dei rifiuti. Richiesta di riduzione nota anche all’amministrazione precedente e che aveva già espresso una valutazione non favorevole alla riduzione della convenzione.

L’aderenza allo storytelling fraccariano impone al Vice Sindaco fotografo di affermare con dubbia onestà intellettuale che…

 Questa è la semplice e dura realtà, che il nostro prode fa fatica a digerire.

L’unico che non riesce a digerire la dura realtà è proprio il distratto Vice Sindaco che ipocritamente sostiene cerca di far intendere che quei contributi non li voleva, mentre, in realtà, l’Amministrazione comunale, di cui fa parte, li ha cercati, chiesti ma, non ottenuti e non per colpa di altri.

I soldi derivanti da discarica che finanzieranno il restauro dell’ex biblioteca sono da imputare alla rivalutazione del patrimonio immobiliare dei Monteclarensi. Non a manifestazioni culturali come avveniva in passato.

Altra affermazione gratuita e palesemente falsa. Nel passato, diversamente da quanto l’illustre fotografo afferma, mai sono stati destinati proventi da discariche per iniziative culturali proprio per il vincolo di destinazione contabile che tali entrate straodinarie hanno rispetto a spese, come quelle culturali, che trovavano la propria copertura finanziaria con l’entrate correnti tra cui, quando sussistevano, da contributi da sponsorizzazione di privati.  Ergo l’affermazione “Non a manifestazione culturali come avveniva in passato” è priva di fondamento.

Respingo quindi sdegnosamente al mittente il tentativo di dare del bugiardo al sindaco Mario Fraccaro. Da ultimo una annotazione non secondaria: il riparmio dell’affitto della Banda Cittadina di circa 16.500 euro all’anno verrà d’ora in avanti risparmiato ed impiegato per affrontare virtuosamente altre necessità della Città di Montichiari.

Inviterei il Vice Sindaco ad informasi prima di accusare “lo straniero” di fandonie o balle.

Una curiosità.

Il Vice Sindaco fotografo ci dice che la cultura a Montichiari ora è autonoma dai contributi di privati che gestiscono le discariche come se fosse una conquista, quasi a voler marcare una sorta di distanza da quelle imprese imposte sul territorio monteclarense. Ma questo stride fragorosamente con il fatto che il noto fotografo, ora Vice Sindaco, svolse nel passato la sua professione (la sua arte fotografica) al servizio proprio di chi svolgeva e svolge tutt’ora analoga attività imprenditoriale. Per i curiosi su questo ultimo commento vi invito a leggere le critiche indirizzate, dal comitato SOS Terra di Montichiari, al Sindaco Fraccaro quando presentò il rimpasto di Giunta nel 2015 (qui). Certo c’è cultura e cultura…