Agricoltura, Montichiari, Politica

A Montichiari. Agricoltura, il ministro Centinaio: fondamentale l’origine dei prodotti

Latte, Prandini: «Basta con le fake news. Necessario per la crescita e in età avanzata».

«L’obbligo di indicare l’origine di tutti i prodotti alimentari è un risultato importante che va nell’ottica di tutelare gli agricoltori onesti e il mondo dell’agricoltura». Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio a Montichiari per il summit sul Made in Italy organizzato da Coldiretti. «Con questo provvedimento fortemente voluto da anni da Coldiretti si tutela anche il consumatore finale perché – ha detto Centinaio – il mondo dell’agricoltura lavora per produrre ciò che finisce sulla nostra tavola e chi va al supermercato deve essere consapevole di quello che acquista».

Prandini: «Il latte fa bene»

«Basta con la fake news che il latte fa male. È fondamentale nella fase di crescita il consumo di latte ma anche in età avanzata, perché il latte è uno degli elementi principali inserito anche nella dieta mediterranea». È la presa di posizione del presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, a Montichiari, nel Bresciano, al summit «Consumi, abitudini alimentari e benefici del latte». Per Prandini, «bisogna tornare a fare educazione alimentare nelle scuole e servono misure di informazione corretta e non manipolata in base a quelli che sono anche gli interessi di multinazionali».

 

Fonte: corriere.brescia.it (qui)

Aeroporto D'Annunzio, Montichiari, Politica, Territorio bresciano

D’Annunzio in agonia, intervenga il Governo. Se Catullo è inadempiente, la concessione deve essere revocata.

La storia infinita dell’Aeroporto D’Annunzio di Montichiari registra l’ennesima puntata che vede le istituzioni lombarde impotenti nel cambiare i destini dello scalo bresciano ed i veronesi (ora guidati dai veneziani) con la società Catullo che insistono nel mantenerlo in una condizione di inutilizzo nonostante vi sia una concessione quarantennale che dovrebbe essere onorata. A proposito, una concessione quarantennale “segretata”, una concessione di un servizio che i cittadini/fruitori dello scalo non possono visionare.

Se uno scalo lombardo non riesce a raggiungere i target minimi non comprendiamo per quale motivo la Regione Lombardia non chiede in modo formale a Save S.p.A conto dell’adempimento riguardo la concessione quarantennale assegnatagli. Ci eravamo appellati al Ministro dei Trasporti Toninelli, e la risposta ci è sembrata chiara: “Stiamo guardando i dossier e prima di fare un intervento sul singolo aeroporto, ho l’obbligo, nei confronti degli italiani, per meglio gestire i soldi pubblici, di fare un piano nazionale degli aeroporti. Perchè se io vado ad incentivare o ingrandire un determinato aeroporto devo avere una strategia. E qual è la strategia che oggi stiamo portando avanti innanzitutto? Prima un piano nazionale degli aeroporti che va integrato e coordinato: non si può agire per singola città e singola regione”.

Bruni (Sacbo): Orio può entrare ma non in minoranza. L’aeroporto «D’Annunzio» di Montichiari il 15 marzo compirà vent’anni. Mai nome fu meno azzeccato per un’infrastruttura dalle grandi potenzialità, collocata nel cuore produttivo d’Italia. Ma a dispetto dell’audacia (poetica e non solo) del Vate, lo scalo gestito dai veronesi di Catullo — che detengono una concessione 40ennale — vive una lunga e silenziosa agonia. Senza più nemmeno un volo di linea, con circa 8 mila passeggeri privati l’anno (quelli che Orio fa in meno di tre ore) lo scorso anno ha visto anche il tracollo del trasporto cargo, indicato come il «futuro» strategico dello scalo. Un crollo del 62,6% nel primo semestre. Ma le cose non sono andate certo meglio da luglio a dicembre, come conferma il presidente di Abem, Giuliano Campana: «Il vettore Silk Way per l’Asia non garantisce più la sua continuità. Fa qualche volo ogni tanto. E per il 2019 non ci sono notizie di nuovi voli». Insomma, i numeri altisonanti contenuti nell’ultimo piano industriale di Save (390 mila passeggeri e 231mila tonnellate di merci nel 2020, cioè dopodomani) sembrano più che mai irrealistici. Come irrealistica per ora sembra la possibilità che ci sia un coinvolgimento dei bergamaschi di Sacbo (società che guida lo scalo di Orio al Serio) nella futura società di gestione. Gestione che per la verità non ha mai nemmeno coinvolto fino in fondo i bresciani: da due anni si parla della nascita di una newco formata al 20% dagli imprenditori bresciani di Abem, che dovrebbero gestire lo scalo insieme ai veneti (ai quali rimarrebbe però l’80 per cento delle quote).

Le ipotesi. In passato si era appunto auspicata una sinergia con Bergamo (caldeggiata dagli stessi sindaci Del Bono e Gori), aeroporto che scoppia di salute e ha bisogno di spazio per ampliarsi. Ma a fine 2018 è arrivata la chiusura del presidente di Sacbo, Roberto Bruni, «per ragioni di carattere oggettivo — dice al Corriere —: finché la concessione resta radicata nelle sole mani di Catullo non se fa nulla. E finché non si risolve questo tema è difficile affrontare i nodi successivi. È una precondizione essenziale. Noi non entriamo nell’eventuale futuro ente gestore in minoranza. E non buttiamo soldi in casa d’altri». La porta è chiusa, quindi, ma non a chiave. «Siamo disponibili a riaprirla qualora ci fossero le condizioni» commenta il noto avvocato ed ex sindaco di Bergamo. E le condizioni le possono creare i veneti certo (poco propensi a quanto pare ad avere uno scalo che faccia concorrenza reale a quello di Verona) ma anche gli enti preposti, che possono decidere di rivedere le concessioni. Innanzitutto Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, che è in attesa di una nuova guida: si è in attesa della nomina del nuovo presidente, che sostituirà Vito Riggio; il ministro Toninelli ha indicato Nicola Zaccheo. «Capisco benissimo l’atteggiamento di Bruni — commenta Campana, presidente Abem —. Il problema è che ad oggi noi non sappiamo da chi andare ad inginocchiarci per uscire da questa indeterminatezza. Non si sa che fine farà Enac, e se verrà incorporata nel ministero dei Trasporti. E siamo in attesa della nomina del suo nuovo presidente; così come dell’annunciata revisione del piano nazionale aeroporti, di cui ha parlato il ministro». Dirimente sarà capire se il governo «del cambiamento» deciderà di mettere a gara la gestione dello scalo, così come aveva indicato lo stesso Tar nel 2014 su ricorso di Abem e Sacbo (poi venne siglata la pace dei cieli in nome dell’alleanza tra lombardi e veneti, i cui frutti però ancora non si vedono). Una decisione delicata, però, che potrebbe rivedere una serie di altre concessioni affidate senza gara.

Le incognite. Ad oggi non si sa nulla nemmeno dell’allungamento della pista a 3450 metri, per poter ospitare voli intercontinentali a pieno carico. Operazione che costerebbe 24 milioni. «Nell’ultimo incontro prima di Natale con i veneti di Save e Catullo — spiega Campana — non si è parlato dell’allungamento della pista. Prima è necessario discutere di come far partire davvero l’aeroporto. C’è tempo fino a giugno per far nascere la newco tra Abem e Catullo. E noi abbiamo pronti i 6 milioni da investire ma per ora navighiamo a vista. A questo punto non sarebbe così peregrina nemmeno l’idea di una gara per la concessione. L’importante è che l’aereoporto decolli, nell’interesse del nostro territorio».

Fonte: corriere.it (qui)

Investimenti, Territorio bresciano

Toninelli: «Corda molle, tram, aeroporto e Tav le priorità bresciane»

Di seguito la recente intervista, dell’ottimo giornalista Gorlani del Corriere Brescia, al Ministro delle Infrastrutture Toninelli. Avevamo già sollecitato sul tema dell’Aeroporto di Montichiari e sulla situazione di palese disimpegno del gestore verso gli obblighi di attuazione e sviluppo dello scalo monteclarense.

Il ministro: «Resta altissima la mia attenzione sulla situazione delle ferrovie lombarde. Lo scorso novembre ho incontrato personalmente Rfi, la Regione e Trenord per definire il piano degli interventi e degli investimenti da oggi ai prossimi due anni».

A che punto è l’analisi costi-benefici della linea Tav Brescia-Verona? È possibile che si opti per il quadruplicamento della linea storica anziché il nuovo tracciato? A quanto ammontano le eventuali penali per la rinuncia all’opera?
«L’analisi costi-benefici sul Tav Brescia-Verona arriverà a breve. Come per le altre grandi opere sottoposte a questa procedura verrà poi valutata anche l’analisi giuridica e si procederà quindi ad una decisione politica sulla realizzazione o meno. Come è stato per il Terzo Valico e come sarà a strettissimo giro per il Tav Torino-Lione. A quel punto potrò rispondere puntualmente sia sulla questione penali sia sull’eventualità di un progetto alternativo».

Nodo autostrada di Valtrompia: l’ex ad di Anas, Gianni Vittorio Armani, aveva promesso l’avvio dei lavori entro agosto 2019. L’opera è voluta dalla Lega, dai sindaci del territorio, dagli industriali. I 5 Stelle sono contrari e siedono anche nel comitato «No autostrada, sì metrobus» che chiede il prolungamento del metrò fino a Concesio. Qual è la scelta del ministero? 
«Su quest’opera si stanno valutando soluzioni che siano efficienti e al tempo stesso non impattanti, nella certezza che le opere vadano fatte se servono a chi le usa, non a chi le costruisce». 

Nell’ottica di un potenziamento della mobilità sostenibile il Comune di Brescia ha inoltrato al suo Ministero la richiesta di 200 milioni di contributi per realizzare tre linee di tram di superficie nelle zone della città non coperte dal metrò. Secondo Lei un progetto valido e finanziabile?
«Il bando per la presentazione delle istanze di finanziamento per interventi di mobilità sostenibile da parte dei Comuni si è chiuso il 31 dicembre scorso. Gli uffici preposti del Mit stanno ora valutando tutte le richieste arrivate e verrà dunque stilata una graduatoria per il riparto dei 2,4 miliardi di euro disponibili per questi interventi. Anche il Comune di Brescia sarà dunque all’interno di questa graduatoria, in base ai requisiti richiesti dal bando, e disponibili sul sito del Mit». 

La gestione veneta dell’aeroporto di Montichiari è fallimentare: lo scalo conta 8 mila passeggeri l’anno (quelli che Orio al Serio fa in sei ore) ed è crollato il traffico di merci. Intende mettere a gara europea la concessione, come aveva indicato il Tar nel 2014? Per il nuovo piano nazionale aeroporti, quello Bresciano è uno scalo strategico? Se non lo è, perché non chiuderlo?
«Nell’ambito degli Stati generali del trasporto aereo, che verranno svolti a breve, saranno valutate le azioni necessarie per una revisione generale del piano degli aeroporti. In tale contesto sarà opportunamente valutata la questione relativa all’aeroporto di Brescia Montichiari».

Da anni si attende la conclusione della Corda Molle, la bretella autostradale che collega Ospitaletto a Montichiari. Il tratto tra Azzano Mella e Ospitaletto (13 km), ad una sola corsia per senso di marcia, è molto pericoloso. Ha contezza della tempistica? Autovie Padane ha presentato il progetto esecutivo?
«Gli uffici del Ministero mi hanno comunicato che allo stato attuale la concessionaria sta predisponendo la nuova progettazione. Continueremo a monitorare la situazione». 

Dal 2010 Orzivecchi attende il completamento della tangenziale: sotto il suo sedime sono state smaltite scorie di acciaieria e per la bonifica e il completamento dei lavori servono 10 milioni, che la Provincia fatica a reperire. Potrebbero arrivare risorse extra dal ministero?
«Il Ministero non è direttamente competente per la tangenzialina di Orzivecchi. Approfondiremo comunque se, nelle more delle risorse disponibili a bilancio, sia possibile o meno un intervento del genere». 

Sarà certamente a conoscenza delle fortissime criticità delle linee ferroviarie locali: la Brescia-Parma è ancora a binario unico e con locomotori diesel. È ancora valido il progetto della riqualificazione di questa linea?
«Resta altissima la mia attenzione sulla situazione delle ferrovie lombarde. Lo scorso novembre ho incontrato personalmente Rfi, la Regione e Trenord per definire il piano degli interventi e degli investimenti da oggi ai prossimi due anni, così da trovare una soluzione efficace e definitiva ai problemi che affliggono da anni il trasporto ferroviario in Lombardia. C’è già un incremento di mezzi e di personale. Certamente non basta, ma l’impegno inizia a produrre i primi frutti».

Questione smog: perché non abbassare il limite massimo di velocità (a 110 km orari) nel tratto cittadino dell’autostrada A4 nei giorni di eccessivo inquinamento, come proposto dal Comune di Brescia? Provvedimenti simili sono stati adottati in Canton Ticino ma anche a Bolzano. Non è possibile un impegno del ministero in tal senso superando la contrarietà dei concessionari autostradali?
«Su questo l’Italia dovrebbe mettersi al passo con altri Paesi esteri dove esistono regole che obbligano gli automobilisti a rallentare in autostrada nei giorni in cui le emissioni sforano i valori stabiliti. Ma se vogliamo avere cura del pianeta, serve più di tutto una riconversione verso l’elettrico dei veicoli su gomma. E gli incentivi inseriti nella Legge di Bilancio che prevedono bonus, fino a 6 mila euro, per l’acquisto di auto elettriche e ibride, vanno esattamente in questa direzione».

Fonte: corriere.it edizione Brescia (qui) Articolo di P. Gorlani

Montichiari, Politica locale

Aumento di capitale per il Centro Fiera grazie al tesoretto lasciato dall’ex Amministrazione Rosa. Altro che buchi di bilancio.

Il Comune di Montichiari rilancia sul Centro Fiera e nell’ultima seduta del consiglio comunale approva un aumento di capitale da 5 milioni di euro. È il secondo passaggio fondamentale che l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Fraccaro realizza in meno di un anno nei confronti del polo fieristico.

Passaggio fondamentale che è stato possibile solo perchè l’ex Amministrazione Rosa aveva accantonato tra il 2005 e il 2006 i 3,8 milioni di euro che oggi permette al Comune di autorizzare l’aumento di capitale del Centro Fiera S.p.A. senza esborso, oggi, di un euro, ma che invece solo Provincia di Brescia e forse BCC del Garda dovranno in realtà dovranno versare. Un tesoretto che contraddice le accuse di buchi e mala gestione del Centro Fiera frutto della patologica predisposizione dell’attuale amministrazione a mentire in modo seriale.

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IN SEGUITO alla fusione tra Immobiliare Fiera e Centro Fiera, adesso la maggioranza consiliare ha dato il via libera ad un incremento che permette di far lievitare il capitale sociale fino alla cifra di 10 milioni di euro. Come messo in evidenza dall’assessore al Bilancio Renato Baratti, nel momento in cui tutti i soci del Centro Fiera dovessero aderire all’aumento di capitale «le azioni saranno possedute per il 76% dal Comune, per il 20% dalla Provincia di Brescia e per il 4% dalla Bcc del Garda». Nella quota da 5 milioni di euro per realizzare l’aumento di capitale, è il Comune di Montichiari ad effettuare il maggiore investimento. «Il Comune, in qualità di socio con il 76% delle azioni ha già versato negli anni precedenti importi in conto futuro superiori alla richiesta e quindi è in grado di sottoscrivere la quota di 3 milioni 800 mila euro senza versamenti liquidi». Invece nuova liquidità arriverà direttamente dal Broletto. La Provincia di Brescia (socia con il 20% delle azioni) «ha deciso di sottoscrivere la propria quota pari a 1 milione di euro». «Questo sforzo finanziario – ha sottolineato Baratti – certifica l’interesse e la fiducia riposti dal Broletto verso la nostra struttura». Mentre il socio Bcc del Garda che con il 4% di azioni non ha ancora espresso la sua volontà di aderire alla sottoscrizione, in caso di risposta positiva dovrebbe versare 200 mila euro. Per quanto concerne la nuova liquidità da sborsare in vista dell’aumento di capitale, ci saranno delle tempistiche ben precise. «Il 25% dell’importo sottoscritto dovrà essere pagato entro 15 giorni dalla data di sottoscrizione ed il restante 75% entro il 31 dicembre 2020», ha specificato l’assessore Baratti.

Baratti da “bravo, competente e trasparente” amministratore, e soprattutto “onesto intellettuamente”, omette di osservare che i versamenti sono stati effettuati nel 2005 e nel 2006. Un tesoretto ereditato da chi giorno si e pure l’altro, avversari politici ed ex amministratori, con racconti totalemete privi di fondamento, ma infarciti di propaganda, oggi in silenzio, sfruttano e approfittano di quanto fatto nel passato, senza il minimo riconoscimento. Ma gli importi sono stati obbligatoriamente citati nella delibera che il Consiglio comunale ha approvato (la n. 70 del 20/12/2018):

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Ma come è possibile che “gli incapaci del passato”, dediti a fare buchi di bilancio, siano stati così lungimiranti da accantonare tali risorse nelle pieghe del bilancio del centro fiera? Ma a questo quesito lasciamo giudicare i cittadini e gli atti che non si cancellano.

«L’intervento fa parte di una lunga serie di altri passi già effettuati dalla nostra amministrazione – ha aggiunto Baratti – e si inserisce sulla strada del riequilibrio finanziario. Con il nuovo innesto di liquidità procederemo ad importanti investimenti quali l’attivazione di una nuova fornitura di gas metano, la manutenzione della copertura di alcuni padiglioni e, per altri, si provvederà all’adeguamento antisismico. Invece in materia di sicurezza è prevista la sistemazione della viabilità interna ed esterna con segnaletica orizzontale e verticale e il rifacimento dei piazzali interni ed esterni». Il tutto è finalizzato a dare maggiore slancio ad uno dei principali poli fieristici della Lombardia.

E per terminare, l’assessore Baratti si lascia andare alla chiosa più ipocrita e falsa di questa amministrazione delirante, il fatto di intestarsi il merito dell’aumento di capitale, possibile solo perchè chi scrive ha voluto accantonare 3,8 milioni di euro nel bilancio dell’ex Immobiliare Fiera Montichiari S.p.A. tenuto conto che altrimenti questa operazione non sarebbe stata possibile.

Fonte: BresciaOggi.it (qui) Articolo di V. Morabito.

Territorio bresciano

Gridò Allah akbar alla messa di Natale a Maclodio, il marocchino Esselham espulso.

Ricordate il caso di Maclodio?

«Allah Akbar». Per quel grido nel cuore della messa di Natale a Maclodio un 35enne marocchino è stato espulso dall’Italia. Il via libera all’allontanamento dal nostro Paese è stato firmato ieri durante l’udienza per direttissima nella quale Mohamed Esselham, difeso in aula dall’avvocato Lino Gallo, doveva rispondere di turbamento di funzioni religiose e resistenza a pubblico ufficiale.

Per il primo reato è stata disposta la restituzione degli atti alla Procura per una nuova valutazione mentre per la seconda accusa è stato condannato ad un anno e due mesi con pena sospesa. Il giudice ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Marzia Aliatis e ha deciso per l’espulsione.

L’uomo aveva seminato il panico durante la messa di Natale nel paese della Bassa bresciana. Entrato in chiesa durante l’omelia aveva ripetutamente gridato «Allah Akbar» con una mano dietro alla schiena facendo temere ai fedeli presenti che potesse nascondere un’arma. In realtà era a mani nude. A placcare il delirio del 35enne, visibilmente ubriaco, ci avevano pensato alcuni giovani presenti oltre ad un agente di Polizia fuori servizio che stava assistendo alla funzione.

Dopo essere scappato lo straniero si era nascosto in un cespuglio vicino all’oratorio, ma venne bloccato e consegnato ai carabinieri.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)

Montichiari, Velodromo

Ciclismo, Velodromo di Montichiari tempi lunghi, le manifestazioni pubbliche potranno tornare non prima del 2021.

Prove di carico ok: bando Coni per la copertura con un nuovo telo, lavori pure sul legno della pista. Treviso apre tra un anno.

Vediamo la fine del tunnel. E le otto ore in auto, nella bufera di neve del passo Gottardo in Svizzera, del c.t. Marco Villa con Ganna e Consonni per andare ad allenarsi sul velodromo di Grenchen, resteranno un ricordo. La pista bresciana di Montichiari (di proprietà del Comune) sarà salvata grazie a un intervento rapidissimo dei tecnici di Coni Servizi, che hanno accelerato l’iter per poter utilizzare l’impianto, chiuso dal 24 luglio dalla Commissione di Vigilanza di Brescia per le infiltrazioni di acqua dal tetto. Positive le prove di carico, la struttura metallica è solida: solo in caso di nevicata, con accumulo, ne verrebbe vietato l’ingresso.

I tecnici Coni stanno redigendo il bando con procedura d’urgenza: il tetto del velodromo, intriso d’acqua nell’intercapedine di lana di roccia, verrà coperto e ingabbiato completamente con uno speciale telo plastico. Tempi: 60 giorni. «E saranno fatti lavori di pulizia, stuccatura e levigatura della pista, rovinata dalle infiltrazioni d’acqua, e installate lampade per il riscaldamento — spiega Renato Di Rocco, presidente Fci —. Così entro giugno potremo usare di nuovo la pista per allenarci. Senza pubblico e senza eventi, ma a noi interessa salvare l’avvicinamento all’Olimpiade di Tokyo 2020. Sui costi, siamo tra 400 e 600 mila euro, e con lo stanziamento di 1,8 milioni grazie all’impegno del sottosegretario Giorgetti sul capitolo Sport e Periferie, e alla Regione Lombardia, copriremo sia questo intervento sia il completo rifacimento del tetto che effettueremo non appena aprirà il nuovo velodromo di Spresiano (Treviso): previsioni febbraio 2020. Potremmo così avere due piste per finalizzare la preparazione per i Giochi. Solo dopo, verrà chiuso Montichiari: per rifare completamente il tetto servirà almeno un anno».

Fonte: gazzetta.it (qui)

Ambiente, Inquinamento, Montichiari, Politica locale, Territorio bresciano

Montichiari, sacchi di pastiglie lasciati nel Chiese. Foto-trappole inutili.

Nel 2018 erano già successi due episodi simili, ma nessuno si è mosso per rimuoverli. Abbandonati anche quelli nera per la spazzatura: è una discarica.

Il fiume Chiese all’altezza di Montichiari, nel bresciano, viene sempre più usato come discarica. In questo senso, è esemplare l’ultimo episodio in ordine di tempo, di cui dà notizia Bresciaoggi, a proposito di vari sacchi contenenti pastiglie industriali e scoperti dai passanti sulle sponde del corso d’acqua. Ad allarmare i cittadini è stato l’odore proveniente da quegli scarti e che hanno indotto ad attivare le forze dell’ordine in campo. Quindi, sembra che anche l’inizio del nuovo anno non abbia cambiato nulla nelle iniziative di qualche furbo.

Già durante il 2018 erano venuti alla luce due episodi, sempre per scarico di pastiglie industriali. Uno dei questi casi era avvenuto a ottobre quando si erano mosse le Guardie ecologiche volontarie della Provincia di Brescia per un sopralluogo e denunciare la situazione all’Arpa. Peccato che nessuno si sia mosso e invece di rimuovere quei contenuti, stanno aumentando i sacchi.

Ma non solo quelli con materiali industriali, anche della spazzatura che serpeggiano tra il ponte di Borgosotto, la Pieve di San Pancrazio e Novagli. In paese sono state anche introdotte delle foto-trappole, ma hanno portato solo a un paio di sanzioni nell’arco di vari mesi.

Fonte: quibrescia.it (qui)