Territorio bresciano

Gridò Allah akbar alla messa di Natale a Maclodio, il marocchino Esselham espulso.

Ricordate il caso di Maclodio?

«Allah Akbar». Per quel grido nel cuore della messa di Natale a Maclodio un 35enne marocchino è stato espulso dall’Italia. Il via libera all’allontanamento dal nostro Paese è stato firmato ieri durante l’udienza per direttissima nella quale Mohamed Esselham, difeso in aula dall’avvocato Lino Gallo, doveva rispondere di turbamento di funzioni religiose e resistenza a pubblico ufficiale.

Per il primo reato è stata disposta la restituzione degli atti alla Procura per una nuova valutazione mentre per la seconda accusa è stato condannato ad un anno e due mesi con pena sospesa. Il giudice ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Marzia Aliatis e ha deciso per l’espulsione.

L’uomo aveva seminato il panico durante la messa di Natale nel paese della Bassa bresciana. Entrato in chiesa durante l’omelia aveva ripetutamente gridato «Allah Akbar» con una mano dietro alla schiena facendo temere ai fedeli presenti che potesse nascondere un’arma. In realtà era a mani nude. A placcare il delirio del 35enne, visibilmente ubriaco, ci avevano pensato alcuni giovani presenti oltre ad un agente di Polizia fuori servizio che stava assistendo alla funzione.

Dopo essere scappato lo straniero si era nascosto in un cespuglio vicino all’oratorio, ma venne bloccato e consegnato ai carabinieri.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)

Montichiari, Velodromo

Ciclismo, Velodromo di Montichiari tempi lunghi, le manifestazioni pubbliche potranno tornare non prima del 2021.

Prove di carico ok: bando Coni per la copertura con un nuovo telo, lavori pure sul legno della pista. Treviso apre tra un anno.

Vediamo la fine del tunnel. E le otto ore in auto, nella bufera di neve del passo Gottardo in Svizzera, del c.t. Marco Villa con Ganna e Consonni per andare ad allenarsi sul velodromo di Grenchen, resteranno un ricordo. La pista bresciana di Montichiari (di proprietà del Comune) sarà salvata grazie a un intervento rapidissimo dei tecnici di Coni Servizi, che hanno accelerato l’iter per poter utilizzare l’impianto, chiuso dal 24 luglio dalla Commissione di Vigilanza di Brescia per le infiltrazioni di acqua dal tetto. Positive le prove di carico, la struttura metallica è solida: solo in caso di nevicata, con accumulo, ne verrebbe vietato l’ingresso.

I tecnici Coni stanno redigendo il bando con procedura d’urgenza: il tetto del velodromo, intriso d’acqua nell’intercapedine di lana di roccia, verrà coperto e ingabbiato completamente con uno speciale telo plastico. Tempi: 60 giorni. «E saranno fatti lavori di pulizia, stuccatura e levigatura della pista, rovinata dalle infiltrazioni d’acqua, e installate lampade per il riscaldamento — spiega Renato Di Rocco, presidente Fci —. Così entro giugno potremo usare di nuovo la pista per allenarci. Senza pubblico e senza eventi, ma a noi interessa salvare l’avvicinamento all’Olimpiade di Tokyo 2020. Sui costi, siamo tra 400 e 600 mila euro, e con lo stanziamento di 1,8 milioni grazie all’impegno del sottosegretario Giorgetti sul capitolo Sport e Periferie, e alla Regione Lombardia, copriremo sia questo intervento sia il completo rifacimento del tetto che effettueremo non appena aprirà il nuovo velodromo di Spresiano (Treviso): previsioni febbraio 2020. Potremmo così avere due piste per finalizzare la preparazione per i Giochi. Solo dopo, verrà chiuso Montichiari: per rifare completamente il tetto servirà almeno un anno».

Fonte: gazzetta.it (qui)

Inquinamento, Salute, Territorio bresciano

Ambiente, Ispra: “Brescia è la città più inquinata d’Italia, Viterbo la più pulita”

A Brescia la lobby degli inquinatori seriali è sempre ben protetta. Politica, banche i loro alleati. Non sorprendiamoci per il risultato. E la magistratura? Ancora quanti morti prima che si intervenga? Possibile che questo costo umano nessuno lo debba pagare?

In 19 città è stato superato il livello di polveri sottili almeno una volta nel 2018. Male Lodi e Torino. Roma maglia nera per le voragini.

Brescia è la città dove nel 2018 il tasso d’inquinamento è stato più elevato. A Viterbo, invece, si respira aria pulita. A disegnare questo quadro è il Rapporto Ispra-Snpa’ Qualità dell’Ambiente Urbano che analizza il livello di inquinamento in 120 città e 14 aree metropolitane. I dati preliminari, aggiornati al 10 dicembre, evidenziano che nel 2018 in 19 aree urbane è stato superato il limite giornaliero consentito di polveri sottili. A Brescia il livello è stato superato per 87 giorni. Male anche Torino e Lodi dove la concentrazione di particelle inquinanti ha oltrepassato il limite 69 volte nel 2018. A Viterbo, invece, il tetto non è stato superato neanche una volta, per il momento.

Ispra: “Miglioramenti rispetto al 2017”

La situazione, comunque, è in miglioramento: il trend delle concentrazioni di polveri sottili PM10, PM2,5 e biossido di azoto (NO2) – ha assicurato l’Ispra – è in diminuzione. Nel 2017 il valore limite annuale per il biossido di azoto è stato superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio di 25 aree urbane, si sono poi registrati più di 25 giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono in 66 aree urbane su 91 per le quali erano disponibili dati e il superamento del valore limite annuale per il PM2,5 (25 g/m) in 13 aree urbane su 84.

Il rapporto evidenzia una significativa tendenza alla riduzione dei livelli di emissione di PM10 primario, quello direttamente emesso dal riscaldamento domestico e dai trasporti, ma anche dalle industrie e da alcuni fenomeni naturali, che si riduce del 19% in 10 anni (2005 al 2015).

Roma sul podio per le voragini: 136 in 10 mesi

Il Rapporto analizza anche i fenomeni relativi al suolo e al consumo del terreno. Roma, per l’Ispra, ha il triste prima delle voragini in strada: negli ultimi 10 mesi del 2018 ne sono state registrate ben 136.

Dissesto idrogeologico: 190mila persone abitano nelle aree a maggior rischio frane

Frane e alluvioni continuano a rappresentare un pericolo per l’Italia. Il rischio è maggiore nel 3,6% delle città, dove risiedono quasi 190 mila abitanti.I valori salgono al 17,4%, superando anche la media nazionale del’8,4%, se si parla di probabilità di alluvioni nello scenario medio. In linea generale nei comuni capoluoghi di provincia, il rischio frana è meno rilevante rispetto a quello del territorio italiano.

Fonte: huffingtonpost.com (qui)

Centrodestra, Montichiari, Politica locale

Montichiari, sottoscrivere un patto anti spartizione. Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato.

Di seguito il testo integrale del Comunicato stampa diffuso il 12 dicembre:

“Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato. Manca il candidato Sindaco e un programma comune”. “Prima delle alleanze preconfezionate vengono i cittadini”.

“Sottoscriviamo un patto anti spartizione affinché le nomine come le scelte negli appalti pubblici siano più trasparenti”

In relazione alle recenti notizie diffuse dalla stampa locale nella quale si evidenzia come un’alleanza Lega-Forza Italia appare scontata intervengono in merito Massimo Gelmini, ex assessore al bilancio monteclarense, ed Elena Fontana, ex consigliere comunale.

Non ci risulta che tra Lega e Forza Italia sia stato raggiunto un accordo – dichiarano Gelmini e Fontana – la coalizione, che dovrà competere con l’amministrazione uscente, non ha ancora un candidato Sindaco e sta avviando un confronto sul programma”.

“Sarebbe alquanto sciocco che due forze politiche stringano accordi tra segreterie di partito sulla base di formule partitocratiche e non sulla base dei contenuti che ancora non sono stati elaborati da tutti coloro che partecipano alla costruzione del progetto politico-amministrativo, senza attendere, per altro, il candidato Sindaco che dovrà avere l’onere e l’onore di concretizzare un progetto politico per Montichiari in grado di vincere le prossime elezioni amministrative”.

“Rivendichiamo la necessità che la comunità sia preminente rispetto ai partiti e ribadiamo l’urgenza di proporre ai cittadini una proposta politica di cambiamento capace di interpretare un nuovo modo di intendere l’amministrazione locale partendo dal ruolo del Sindaco, della Giunta e dei cittadini che attraverso la vera partecipazione siano protagonisti della prossima stagione amministrativa. Dove le “logiche partitocratiche” finalmente possano essere escluse dalla gestione della cosa pubblica.”

“L’esperienza dell’Amministrazione Fraccaro ha evidenziato come i partiti sono sempre propensi ad imporre scelte dall’alto ed in particolare laddove c’è discrezionalità di scelta, anche nell’ambito della selezione di incarichi di consulenza ed appalti sotto determinate soglie (ad es. di importo inferiore a 40.000 euro). Il rischio è che una parte della politica possa incide pesantemente preferendo logiche clientelari invece dell’applicazione di buone pratiche. A tal proposito invitiamo la Lega affinché nel programma amministrativo si introduca l’obbligo di un’auto-regolamentazione comunale che impedisca comportamenti di natura spartitoria in tutte le scelte discrezionali dell’Amministrazione comunale, tenuto conto che la prossima compagine amministrativa che dovrà guidare sarà probabilmente composita”.

“Ma ad oggi non possiamo che prendere atto – hanno dichiarato Gelmini e Fontana – che l’esigenza è  un’amministrazione riformista, determinata, competente, umile, dove il miglioramento continuo di ogni aspetto della gestione della cosa pubblica per il bene pubblico sia il modello di riferimento, in grado di superare le solite clientele, la partitocrazia, gli amici degli amici. Crediamo che questo debba provenire dal candidato Sindaco, ancora in una fase di elaborazione tutta interna alla Lega, e che tutti i potenziali alleati dovranno innanzitutto concordare su questo per noi fondamentale principio.

Un modello di amministrazione – ricordano Gelmini e Fontana, che consentirebbe di superare il rischio delle solite logiche clientelari e la partitocrazia, ma che ha bisogno un terreno fertile, quel auspicato laboratorio politico che sappia anteporre il bene comune agli interessi più corporativi. Anteporre il bene comune al metodo “Cencelli” spesso utilizzato è un obiettivo primario”.

Nel ribadire la vocazione sovranista che da sempre caratterizza le liste civiche che rappresentiamo – hanno dichiarato Massimo Gelmini ed Elena Fontana – invitiamo chiunque ha interesse al bene comune ad ESSERCI per sostenere il progetto di un nuovo governo locale del cambiamento come obiettivo possibile per Montichiari.

Aeroporto D'Annunzio, Montichiari, Politica, Territorio bresciano

Aeroporto D’Annunzio, Bergamo getta la spugna: «È impossibile»

Non sarà Bergamo a salvare dal limbo l’aeroporto di Montichiari. Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, ha gettato la spugna: «impossibile» far passare la concessione del D’Annunzio a una nuova società, una newco che si sperava potesse nascere sull’asse Venezia-Verona-Brescia-Bergamo. «Si era aperto qualche spiraglio – ammette il presidente di Sacbo Roberto Bruni – ma la situazione si è bloccata. Non ci sono possibilità che la concessione oggi in mano alla Catullo venga girata a soggetti diversi. Se così stanno le cose, per noi la questione è chiusa».

Anche nel 2018 Orio farà segnare un nuovo record. Ieri i vertici della società hanno fatto il punto sull’anno ormai agli sgoccioli. I passeggeri sfioreranno i 13 milioni, con un incremento superiore al 5%. Quest’anno sull’aeroporto «Caravaggio» sono stati investiti 32 milioni di euro. Altrettanti nel 2019: già a gennaio partirà il cantiere per l’area extra Schengen. Nel 2020 sarà poi pronto il progetto definitivo per il collegamento ferroviario con l’aeroporto che, forse, coinvolgerà anche Brescia: a Bergamo si sta pensando a una biforcazione a «Y» in modo che vi possano essere treni che dalla Leonessa portino direttamente a Orio. Una soluzione che certificherebbe come sia ormai il Caravaggio lo scalo dei bresciani.

Restano i problemi noti: la crescita esponenziale ha innescato le proteste dei residenti per rumori e rotte. Le principali compagnie, Ryanair e Wizz Air, si doteranno di aeromobili di ultima generazione, che abbattono rumore e consumi. Ma certo scaricare qualche volo, in particolare i cargo, sul D’Annunzio, è sempre stato visto di buon occhio da Sacbo. Per questo un anno fa si era riattivato il dialogo con Verona (Catullo) e Venezia (Save), le realtà che gestiscono lo scalo di Brescia. «Oggi quegli spiragli sono completamente chiusi» spiega Bruni. Non per mancanza di volontà, ma per «ostacoli tecnici insormontabili».

Le condizioni di Sacbo sono infatti chiare: «O la concessione passa alla newco, o per noi non se ne fa nulla. Ci risulta che non ci siano possibilità che la concessione venga girata alla newco. Se resta alla Catullo, ogni discorso è chiuso». L’alternativa, l’affitto del ramo d’azienda, è una soluzione «troppo debole»: «Non investiamo se non abbiamo voce in capitolo». Insomma, l’alleanza dei cieli, pare già tramontata.

Fonte: giornalediBrescia.it (qui)

Montichiari

Montichiari: armi da guerra in casa, arrestato pensionato bresciano.

Pensionato in manette: in casa venti pistole e mitra, in giardino un cannone anticarro. Arrestato un pensionato bresciano di 69 anni: nella sua casa di Montichiari deteneva illecitamente una vasta gamma di armi da guerra, persino un cannone anticarro.

Increduli anche i carabinieri, quando si sono trovati di fronte all’evidenza: pensionato bresciano nascondeva in casa un vero e proprio arsenale da guerra, composto da almeno una ventina di pistole, due mitragliatrici, oltre 5000 munizioni, perfino un cannone anticarro “parcheggiato” in giardino. Tutto è stato sequestrato, e l’uomo arrestato.

Si tratta di un 69enne di Montichiari, che un paio di notti fa ha ricevuto la “visita” dei militari. Il blitz dei carabineri rientra nell’indagine a più ampio raggio che poco meno di due mesi fa aveva permesso di smascherare un fiorente mercato nero di armi da guerra, a quanto pare coordinato da un pensionato di Novara ma per cui sono stati arrestati anche due bresciani residenti in Valcamonica.

Il pensionato di Montichiari dunque si aggiunge all’elenco: è già stato trasferito in carcere, nelle prossime ore dovrà rispondere davanti al giudice per l’interrogatorio di convalida. Ai militari intervenuti avrebbe già raccontato di essere un semplice collezionista.

Circostanza non considerata veritiera dagli inquirenti, che appunto hanno proceduto all’arresto. A margine dell’inchiesta anche bresciana sulle armi da guerra, i carabinieri hanno già sequestrato – oltre alla “merce” di Montichiari – anche due mitragliatrici pesanti, due fucili mitragliatori, moschetti e baionetti, fucili tedeschi e cecoslovacchi, pistole semiautomatiche e a tamburo, migliaia di cartucce e munizioni, perfino un lanciarazzi.

Fonte: bresciatoday.it (qui)

Decadenza, Territorio bresciano

Brescia Ovest. Installato nel 1964, crolla parte del monumento dell’autostrada A4.

Centomila veicoli che passano ogni giorno in quel tratto, eppure nessuno si era ancora accorto del pericolo incombente: una delle guglie del monumento ai caduti dell’autostrada A4, che svetta all’altezza del casello di Brescia Ovest, direzione Venezia, si è spezzata. Ora è lì penzolante e andrebbe rimossa al più presto: la struttura, alta 36 metri, è ricoperta da lastre di ferro e necessita a questo punto di una verifica generale delle condizioni di stabilità. Vederla così, a pochi metri dall’autostrada è poco rassicurante.

Impossibile stabilire quando sia avvenuto il crollo parziale, ma non è da escludere che sia legato al vento e alle piogge che lunedì 29 ottobre hanno sferzato il nord Italia, Brescia compresa.

Il monumento venne eretto nel 1964 in ricordo delle 6 persone morte durante la realizzazione dell’autostrada A4: Angelo Colombo (contitolare dell’impresa costruttrice di un tratto della autostrada), Bettino Cava, Giacomo Licini, Luigi Minotti, Abramo Motta e Giuseppe Motta. L’altezza, trentasei metri, corrisponde al numero degli anni di Colombo quando venne investito e ucciso da un’auto il 24 dicembre 1962. Con le sue sei punte bene evidenti, da cinquant’anni costituisce uno dei riferimenti visivi per chi viaggia. E ormai ci si è fatta l’abitudine, tanto da non notare il danno evidente.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)