Montichiari, Velodromo

Ciclismo, Velodromo di Montichiari tempi lunghi, le manifestazioni pubbliche potranno tornare non prima del 2021.

Prove di carico ok: bando Coni per la copertura con un nuovo telo, lavori pure sul legno della pista. Treviso apre tra un anno.

Vediamo la fine del tunnel. E le otto ore in auto, nella bufera di neve del passo Gottardo in Svizzera, del c.t. Marco Villa con Ganna e Consonni per andare ad allenarsi sul velodromo di Grenchen, resteranno un ricordo. La pista bresciana di Montichiari (di proprietà del Comune) sarà salvata grazie a un intervento rapidissimo dei tecnici di Coni Servizi, che hanno accelerato l’iter per poter utilizzare l’impianto, chiuso dal 24 luglio dalla Commissione di Vigilanza di Brescia per le infiltrazioni di acqua dal tetto. Positive le prove di carico, la struttura metallica è solida: solo in caso di nevicata, con accumulo, ne verrebbe vietato l’ingresso.

I tecnici Coni stanno redigendo il bando con procedura d’urgenza: il tetto del velodromo, intriso d’acqua nell’intercapedine di lana di roccia, verrà coperto e ingabbiato completamente con uno speciale telo plastico. Tempi: 60 giorni. «E saranno fatti lavori di pulizia, stuccatura e levigatura della pista, rovinata dalle infiltrazioni d’acqua, e installate lampade per il riscaldamento — spiega Renato Di Rocco, presidente Fci —. Così entro giugno potremo usare di nuovo la pista per allenarci. Senza pubblico e senza eventi, ma a noi interessa salvare l’avvicinamento all’Olimpiade di Tokyo 2020. Sui costi, siamo tra 400 e 600 mila euro, e con lo stanziamento di 1,8 milioni grazie all’impegno del sottosegretario Giorgetti sul capitolo Sport e Periferie, e alla Regione Lombardia, copriremo sia questo intervento sia il completo rifacimento del tetto che effettueremo non appena aprirà il nuovo velodromo di Spresiano (Treviso): previsioni febbraio 2020. Potremmo così avere due piste per finalizzare la preparazione per i Giochi. Solo dopo, verrà chiuso Montichiari: per rifare completamente il tetto servirà almeno un anno».

Fonte: gazzetta.it (qui)

Centrodestra, Montichiari, Politica locale

Montichiari, sottoscrivere un patto anti spartizione. Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato.

Di seguito il testo integrale del Comunicato stampa diffuso il 12 dicembre:

“Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato. Manca il candidato Sindaco e un programma comune”. “Prima delle alleanze preconfezionate vengono i cittadini”.

“Sottoscriviamo un patto anti spartizione affinché le nomine come le scelte negli appalti pubblici siano più trasparenti”

In relazione alle recenti notizie diffuse dalla stampa locale nella quale si evidenzia come un’alleanza Lega-Forza Italia appare scontata intervengono in merito Massimo Gelmini, ex assessore al bilancio monteclarense, ed Elena Fontana, ex consigliere comunale.

Non ci risulta che tra Lega e Forza Italia sia stato raggiunto un accordo – dichiarano Gelmini e Fontana – la coalizione, che dovrà competere con l’amministrazione uscente, non ha ancora un candidato Sindaco e sta avviando un confronto sul programma”.

“Sarebbe alquanto sciocco che due forze politiche stringano accordi tra segreterie di partito sulla base di formule partitocratiche e non sulla base dei contenuti che ancora non sono stati elaborati da tutti coloro che partecipano alla costruzione del progetto politico-amministrativo, senza attendere, per altro, il candidato Sindaco che dovrà avere l’onere e l’onore di concretizzare un progetto politico per Montichiari in grado di vincere le prossime elezioni amministrative”.

“Rivendichiamo la necessità che la comunità sia preminente rispetto ai partiti e ribadiamo l’urgenza di proporre ai cittadini una proposta politica di cambiamento capace di interpretare un nuovo modo di intendere l’amministrazione locale partendo dal ruolo del Sindaco, della Giunta e dei cittadini che attraverso la vera partecipazione siano protagonisti della prossima stagione amministrativa. Dove le “logiche partitocratiche” finalmente possano essere escluse dalla gestione della cosa pubblica.”

“L’esperienza dell’Amministrazione Fraccaro ha evidenziato come i partiti sono sempre propensi ad imporre scelte dall’alto ed in particolare laddove c’è discrezionalità di scelta, anche nell’ambito della selezione di incarichi di consulenza ed appalti sotto determinate soglie (ad es. di importo inferiore a 40.000 euro). Il rischio è che una parte della politica possa incide pesantemente preferendo logiche clientelari invece dell’applicazione di buone pratiche. A tal proposito invitiamo la Lega affinché nel programma amministrativo si introduca l’obbligo di un’auto-regolamentazione comunale che impedisca comportamenti di natura spartitoria in tutte le scelte discrezionali dell’Amministrazione comunale, tenuto conto che la prossima compagine amministrativa che dovrà guidare sarà probabilmente composita”.

“Ma ad oggi non possiamo che prendere atto – hanno dichiarato Gelmini e Fontana – che l’esigenza è  un’amministrazione riformista, determinata, competente, umile, dove il miglioramento continuo di ogni aspetto della gestione della cosa pubblica per il bene pubblico sia il modello di riferimento, in grado di superare le solite clientele, la partitocrazia, gli amici degli amici. Crediamo che questo debba provenire dal candidato Sindaco, ancora in una fase di elaborazione tutta interna alla Lega, e che tutti i potenziali alleati dovranno innanzitutto concordare su questo per noi fondamentale principio.

Un modello di amministrazione – ricordano Gelmini e Fontana, che consentirebbe di superare il rischio delle solite logiche clientelari e la partitocrazia, ma che ha bisogno un terreno fertile, quel auspicato laboratorio politico che sappia anteporre il bene comune agli interessi più corporativi. Anteporre il bene comune al metodo “Cencelli” spesso utilizzato è un obiettivo primario”.

Nel ribadire la vocazione sovranista che da sempre caratterizza le liste civiche che rappresentiamo – hanno dichiarato Massimo Gelmini ed Elena Fontana – invitiamo chiunque ha interesse al bene comune ad ESSERCI per sostenere il progetto di un nuovo governo locale del cambiamento come obiettivo possibile per Montichiari.

Aeroporto D'Annunzio, Montichiari, Politica, Territorio bresciano

Aeroporto D’Annunzio, Bergamo getta la spugna: «È impossibile»

Non sarà Bergamo a salvare dal limbo l’aeroporto di Montichiari. Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, ha gettato la spugna: «impossibile» far passare la concessione del D’Annunzio a una nuova società, una newco che si sperava potesse nascere sull’asse Venezia-Verona-Brescia-Bergamo. «Si era aperto qualche spiraglio – ammette il presidente di Sacbo Roberto Bruni – ma la situazione si è bloccata. Non ci sono possibilità che la concessione oggi in mano alla Catullo venga girata a soggetti diversi. Se così stanno le cose, per noi la questione è chiusa».

Anche nel 2018 Orio farà segnare un nuovo record. Ieri i vertici della società hanno fatto il punto sull’anno ormai agli sgoccioli. I passeggeri sfioreranno i 13 milioni, con un incremento superiore al 5%. Quest’anno sull’aeroporto «Caravaggio» sono stati investiti 32 milioni di euro. Altrettanti nel 2019: già a gennaio partirà il cantiere per l’area extra Schengen. Nel 2020 sarà poi pronto il progetto definitivo per il collegamento ferroviario con l’aeroporto che, forse, coinvolgerà anche Brescia: a Bergamo si sta pensando a una biforcazione a «Y» in modo che vi possano essere treni che dalla Leonessa portino direttamente a Orio. Una soluzione che certificherebbe come sia ormai il Caravaggio lo scalo dei bresciani.

Restano i problemi noti: la crescita esponenziale ha innescato le proteste dei residenti per rumori e rotte. Le principali compagnie, Ryanair e Wizz Air, si doteranno di aeromobili di ultima generazione, che abbattono rumore e consumi. Ma certo scaricare qualche volo, in particolare i cargo, sul D’Annunzio, è sempre stato visto di buon occhio da Sacbo. Per questo un anno fa si era riattivato il dialogo con Verona (Catullo) e Venezia (Save), le realtà che gestiscono lo scalo di Brescia. «Oggi quegli spiragli sono completamente chiusi» spiega Bruni. Non per mancanza di volontà, ma per «ostacoli tecnici insormontabili».

Le condizioni di Sacbo sono infatti chiare: «O la concessione passa alla newco, o per noi non se ne fa nulla. Ci risulta che non ci siano possibilità che la concessione venga girata alla newco. Se resta alla Catullo, ogni discorso è chiuso». L’alternativa, l’affitto del ramo d’azienda, è una soluzione «troppo debole»: «Non investiamo se non abbiamo voce in capitolo». Insomma, l’alleanza dei cieli, pare già tramontata.

Fonte: giornalediBrescia.it (qui)

Montichiari

Montichiari: armi da guerra in casa, arrestato pensionato bresciano.

Pensionato in manette: in casa venti pistole e mitra, in giardino un cannone anticarro. Arrestato un pensionato bresciano di 69 anni: nella sua casa di Montichiari deteneva illecitamente una vasta gamma di armi da guerra, persino un cannone anticarro.

Increduli anche i carabinieri, quando si sono trovati di fronte all’evidenza: pensionato bresciano nascondeva in casa un vero e proprio arsenale da guerra, composto da almeno una ventina di pistole, due mitragliatrici, oltre 5000 munizioni, perfino un cannone anticarro “parcheggiato” in giardino. Tutto è stato sequestrato, e l’uomo arrestato.

Si tratta di un 69enne di Montichiari, che un paio di notti fa ha ricevuto la “visita” dei militari. Il blitz dei carabineri rientra nell’indagine a più ampio raggio che poco meno di due mesi fa aveva permesso di smascherare un fiorente mercato nero di armi da guerra, a quanto pare coordinato da un pensionato di Novara ma per cui sono stati arrestati anche due bresciani residenti in Valcamonica.

Il pensionato di Montichiari dunque si aggiunge all’elenco: è già stato trasferito in carcere, nelle prossime ore dovrà rispondere davanti al giudice per l’interrogatorio di convalida. Ai militari intervenuti avrebbe già raccontato di essere un semplice collezionista.

Circostanza non considerata veritiera dagli inquirenti, che appunto hanno proceduto all’arresto. A margine dell’inchiesta anche bresciana sulle armi da guerra, i carabinieri hanno già sequestrato – oltre alla “merce” di Montichiari – anche due mitragliatrici pesanti, due fucili mitragliatori, moschetti e baionetti, fucili tedeschi e cecoslovacchi, pistole semiautomatiche e a tamburo, migliaia di cartucce e munizioni, perfino un lanciarazzi.

Fonte: bresciatoday.it (qui)

Montichiari, Politica locale, Territorio bresciano

I tassisti di Montichiari dimenticati dalle istituzioni. Se il Comune latita, la Regione, non ha più scuse, è il tempo di includere l’Aeroporto D’Annunzio nel sistema lombardo.

I tassisti di Montichiari ancora non hanno trovato sollievo alla loro oramai incredibile situazione. Un recente servizio di Striscia la Notizia (qui) ha risollevato la questione.

A parole tutti sembrano disponibili ad aggiungere i pochi tassisti di Montichiari nei servizi presso gli aeroporti lombardi, ma nessuno si preoccupa della questione. Nel 2013 i tassisti di Montichiari si rivolsero all’Amministrazione Zanola rispetto alla loro situazione e procedemmo ad avviare due iniziative parallele per addivenire ad una soluzione.

Da un lato si cercò di attivare accordi tra Montichiari ed altri enti locali per consentire ai tassisti monteclarensi di poter svolge il proprio servizio anche fuori dal territorio comunale nell’ambito di un servizio di trasporto integrato e con valenza provinciale. Un progetto che coinvolgesse diversi enti locali, in particolare quelli con attrattività turistica, per contribuire a formare un servizio taxi il più esteso possibile tenuto conto che gli accordi tra enti avrebbero consentito ai titolari di licenze rilasciate dai comuni aderenti di poter partecipare al sistema integrato provinciale di trasporto. A tale progetto si è sempre dichiarato estraneo il Comune di Brescia.

Dall’altro la richiesta avanzata alla Regione Lombardia di modificare la  propria normativa al fine di includere anche Montichiari ed il relativo Aeroporto nel sistema aeroportuale lombardo in modo tale che automaticamente si estendesse ai tassisti di Montichiari la possibilità di svolgere il proprio servizio anche nei comuni convenzionati al sistema regionale. Proposta presentata in sede di audizione nella Commissione regionale Territorio circa quattro anni fa a cui ho partecipato insieme ad una rappresentanza dei tassisti monteclarensi.

Altro tentativo fu quello di chiedere al Comune di Brescia la sottoscrizione di una convenzione con il Comune di Montichiari per consentire ai tassitsti monteclarensi di poter svolgere il proprio servizio anche nel capoluogo tenuto conto che le norme consentivano implicitamente ai tassisti di Brescia di svolgere il proprio servizio presso l’aeroporto di Montichiari, ma non il contrario.

Tale situazione veniva svolta con una sovrapposizione di fatto con i tassisti monteclarensi con l’effetto di ridurre ulteriormente le già ridotte opportunità di reddito.

Proprio per tutelare i tassisti di Montichiari, l’amministrazione Zanola presentò e approvò un un regolamento comunale che in virtù del decreto legislativo n. 447/97  secondo cui i tassisti di Brescia potessero svolgere il servizio a Montichiari (e dunque presso l’Aeroporto) solo a seguito di un accordo tra enti locali come la legge citata letteralmente prevede. Accordo che il Comune di Brescia ignorò. Costringendo il Comune di Montichiari a richiedere un intervento della Regione Lombardia sempre in forza del medesimo decreto legislativo che prevedeva il potere commissariale del Presidente della Regione per i comuni che non trovavano accordo.

Nel frattempo l’Amministrazione Zanola venne sostituita, a seguito delle elezioni amministrativa da quella del Sindaco Fraccaro e sul tema, appena più di quattro anni fa, il 03/11/2014, il Consiglio comunale di Montichiari assunse, attraverso una delibera votata all’unanimità dei gruppi consiliari, la richiesta alla Regione Lombardia di “… inserimento dell’aeroporto di Montichiari nel bacino di traffico del sistema aeroportuale del servizio taxi della Regione Lombardia;” tenuto conto che ancora attualemente per poter aderire è necessario che l’aeroporto monteclarense superi i 2 milioni di passeggieri equivalenti. Salvo alcune deroghe previste,

Nel frattempo i tassisti di Brescia ricorsero al Tribunale amministrativo di Brescia contro il regolamento comunale approvato. Lo stesso TAR di Brescia, pubblica l’esito del ricorso il 14/01/2015 e, pur riconoscendo l’originalità del caso sollevato proprio per l’assenza di precedent,  dunque di giurisprudenza in merito, si pronuncia scegliendo di far prevalere l’interpretazione dei singoli operatori privati (i tassisti di Brescia) per due ragioni: la consolidata propensione del TAR di Brescia di favorire i privati rispetto agli enti pubblici, e nel caso specifico l’intervento nella normativa nazionale delle c.d. liberalizzazioni (L. 1/2012) che pur senza modificare il citato d.Lgs. n. 477/97 venne di fatto utilizzata per sostenere che si era innanzi  limitazione regolamentare troppo stringente nell’ambito di un servizio in parte liberalizzato. Pertanto il TAR di Brescia scelse di annullare le limitazioni, ma nulla indicando verso quelle limitazioni che, ancora oggi, i tassisti di Montichiari sono costretti a subire in ordine all’impossibiliotà di svolgere il proprio servizio nella Città di Brescia secondo il principio di reciprocità che per altro la normativa acquisisce come principio.

Il Tar di Brescia proprio per l’assenza di giurisprudenza e per l’opinabilità della scelta di far prevalere una tesi rispetto all’altra non se la sentì di attribuire al Comune di Montichiari gli oneri delle spese legali della parte vincente. E dunque preferì disporre la compensazione delle spese legali.

Tale fatto è sintomatico in quanto di norma, la parte soccombente rifonde le spese legali alla parte vincente. In questo caso i tassisti di Brescia, nonostante abbiano prevalso, si sono dovuti pagare le spese legali ed il Comune di Montichiari non ha dovuto rifondere tali spese, ma solo farsi carico delle proprie.

Tale situazione avrebbe dovuto far intendere all’Amministrazione Fraccaro, che la situazione particolare ed originale avrebbe dovuto avrere l’opportunità di essere posta all’attenzione del Consiglio di Stato. Organo che nell’ambito della giustizia amministrativa è deputato a formare giurisprudenza, a differenza dei tribunali amministrativi regionali le cui sentenze non svolgono tale funzione. Ma la Giunta Fraccaro non ha concesso tale opportunità ai tassisti di Montichiari non comprendendo che la questione era rilevante anche sul piano istituzionale. La motivazione fu, secondo i tassisti di Montichiari, che il Comune non aveva i fondi per opporsi al Consiglio di Stato.

Dalla sentenza del Tar di Brescia ad oggi, il Comune di Montichiari sembra aver dormito sonni profondi sul tema. Ora i tassisti hanno dovuto interpellare la trasmissione Striscia la Notizia per portare alla ribalta la questione. Come è possibile che 4 tassisti non possano svolgere il proprio lavoro presso gli altri aeroporti lombardi? Perchè non possono svolgere il proprio lavoro presso il Comune di Brescia mentre i tassisti di Brescia possono presentarsi presso l’Aeroporto di Montichiari e offrire il servizio di trasporto?

Non è una guerra tra tassisti, è in realtà la pretesa che tutti i tassisti siano trattati nello stesso modo, se è vero che le liberalizzazioni hanno superato le limitazioni territoriali come sostiene il TAR di Brescia, non pare proprio che sia così.

In questa storia di ordinaria follia nei confronti dei cittadini perpretata dalla pubblica amministrazione, in questo caso, dei tassiti di Montichiari, il tema dei tassisti, in realtà apre, un altra questione ovvero lo sviluppo aeroportuale di Montichiari che non può più essere rinviato.

La Regione Lombardia può (ma oramai deve) includere l’aeroporto D’Annunzio nel sistema aeroportuale modificando la norma regionale o derogando da essa. Quello che si chiede alle istituzioni locali e regionali è di fare la propria parte.

Montichiari

Addio a Rino, uscì indenne dalla battaglia di Nikolajewka

Oggi oltre mille alpini della Sezione Ana di Brescia sfileranno a Mariano Comense per l’Adunata del Secondo raggruppamento. Ma saranno un po’ più soli: ieri, infatti, a 96 anni, è «andato avanti» Rino Dal Dosso, uno dei pochi Reduci della Campagna di Russia ancora presenti nel Bresciano.

A vent’anni Rino partì per la Russia inquadrato nelle file del Battaglione Alpini Verona, uno dei reparti più falcidiati nel corso di quelle sfortunate e tragiche operazioni. Dal Dosso era molto conosciuto anche perché, accompagnato dagli Alpini del Gruppo di Montichiari, da cui era letteralmente coccolato, si recava spesso nelle scuole per raccontare ai ragazzi la sua esperienza di guerra.

Lunedì la famiglia delle penne nere, assieme alla «sua» città, gli renderà l’ultimo saluto durante i funerali, alle 10.30, nel Duomo di Montichiari.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)

Emergenza, Montichiari, Salute, Territorio bresciano

Polmonite, nuova morte sospetta a Desenzano: la vittima è un 49enne.

Un 49enne residente nella Bassa bresciana è deceduto martedì al pronto soccorso dell’ospedale gardesano: si sospetta polmonite.

Torna l’incubo : martedì un uomo di soli 49 anni, residente nella Bassa Bresciana, è giunto al Ponto Soccorso dell’ in arresto cardiaco. A nulla sono valsi i soccorsi dei medici del nosocomio che ne hanno dichiarato il decesso.

L’uomo, lo scorso mese, era stato ricoverato nella struttura sanitaria di Desenzano per una . Il sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo, titolare dell’inchiesta contro ignoti per colposa, ha quindi disposto l’autopsia sul corpo del 49enne.

L’epidemia da polmonite, unico caso al mondo per entità, ha già colpito oltre 500 persone. Le principali sospettate sono le torri di raffreddamento di alcune aziende della Bassa orientale. La entro fine anno approverà una delibera per imporre la sanificazione delle torri di raffreddamento delle aziende, degli impianti di condizionamento dei luoghi pubblici e degli acquedotti.

Fonte: bsnews.it (qui)