Montichiari, Velodromo

Ciclismo, Velodromo di Montichiari tempi lunghi, le manifestazioni pubbliche potranno tornare non prima del 2021.

Prove di carico ok: bando Coni per la copertura con un nuovo telo, lavori pure sul legno della pista. Treviso apre tra un anno.

Vediamo la fine del tunnel. E le otto ore in auto, nella bufera di neve del passo Gottardo in Svizzera, del c.t. Marco Villa con Ganna e Consonni per andare ad allenarsi sul velodromo di Grenchen, resteranno un ricordo. La pista bresciana di Montichiari (di proprietà del Comune) sarà salvata grazie a un intervento rapidissimo dei tecnici di Coni Servizi, che hanno accelerato l’iter per poter utilizzare l’impianto, chiuso dal 24 luglio dalla Commissione di Vigilanza di Brescia per le infiltrazioni di acqua dal tetto. Positive le prove di carico, la struttura metallica è solida: solo in caso di nevicata, con accumulo, ne verrebbe vietato l’ingresso.

I tecnici Coni stanno redigendo il bando con procedura d’urgenza: il tetto del velodromo, intriso d’acqua nell’intercapedine di lana di roccia, verrà coperto e ingabbiato completamente con uno speciale telo plastico. Tempi: 60 giorni. «E saranno fatti lavori di pulizia, stuccatura e levigatura della pista, rovinata dalle infiltrazioni d’acqua, e installate lampade per il riscaldamento — spiega Renato Di Rocco, presidente Fci —. Così entro giugno potremo usare di nuovo la pista per allenarci. Senza pubblico e senza eventi, ma a noi interessa salvare l’avvicinamento all’Olimpiade di Tokyo 2020. Sui costi, siamo tra 400 e 600 mila euro, e con lo stanziamento di 1,8 milioni grazie all’impegno del sottosegretario Giorgetti sul capitolo Sport e Periferie, e alla Regione Lombardia, copriremo sia questo intervento sia il completo rifacimento del tetto che effettueremo non appena aprirà il nuovo velodromo di Spresiano (Treviso): previsioni febbraio 2020. Potremmo così avere due piste per finalizzare la preparazione per i Giochi. Solo dopo, verrà chiuso Montichiari: per rifare completamente il tetto servirà almeno un anno».

Fonte: gazzetta.it (qui)

Centrodestra, Montichiari, Politica locale

Montichiari, sottoscrivere un patto anti spartizione. Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato.

Di seguito il testo integrale del Comunicato stampa diffuso il 12 dicembre:

“Accordo Lega-Forza Italia? Non scontato. Manca il candidato Sindaco e un programma comune”. “Prima delle alleanze preconfezionate vengono i cittadini”.

“Sottoscriviamo un patto anti spartizione affinché le nomine come le scelte negli appalti pubblici siano più trasparenti”

In relazione alle recenti notizie diffuse dalla stampa locale nella quale si evidenzia come un’alleanza Lega-Forza Italia appare scontata intervengono in merito Massimo Gelmini, ex assessore al bilancio monteclarense, ed Elena Fontana, ex consigliere comunale.

Non ci risulta che tra Lega e Forza Italia sia stato raggiunto un accordo – dichiarano Gelmini e Fontana – la coalizione, che dovrà competere con l’amministrazione uscente, non ha ancora un candidato Sindaco e sta avviando un confronto sul programma”.

“Sarebbe alquanto sciocco che due forze politiche stringano accordi tra segreterie di partito sulla base di formule partitocratiche e non sulla base dei contenuti che ancora non sono stati elaborati da tutti coloro che partecipano alla costruzione del progetto politico-amministrativo, senza attendere, per altro, il candidato Sindaco che dovrà avere l’onere e l’onore di concretizzare un progetto politico per Montichiari in grado di vincere le prossime elezioni amministrative”.

“Rivendichiamo la necessità che la comunità sia preminente rispetto ai partiti e ribadiamo l’urgenza di proporre ai cittadini una proposta politica di cambiamento capace di interpretare un nuovo modo di intendere l’amministrazione locale partendo dal ruolo del Sindaco, della Giunta e dei cittadini che attraverso la vera partecipazione siano protagonisti della prossima stagione amministrativa. Dove le “logiche partitocratiche” finalmente possano essere escluse dalla gestione della cosa pubblica.”

“L’esperienza dell’Amministrazione Fraccaro ha evidenziato come i partiti sono sempre propensi ad imporre scelte dall’alto ed in particolare laddove c’è discrezionalità di scelta, anche nell’ambito della selezione di incarichi di consulenza ed appalti sotto determinate soglie (ad es. di importo inferiore a 40.000 euro). Il rischio è che una parte della politica possa incide pesantemente preferendo logiche clientelari invece dell’applicazione di buone pratiche. A tal proposito invitiamo la Lega affinché nel programma amministrativo si introduca l’obbligo di un’auto-regolamentazione comunale che impedisca comportamenti di natura spartitoria in tutte le scelte discrezionali dell’Amministrazione comunale, tenuto conto che la prossima compagine amministrativa che dovrà guidare sarà probabilmente composita”.

“Ma ad oggi non possiamo che prendere atto – hanno dichiarato Gelmini e Fontana – che l’esigenza è  un’amministrazione riformista, determinata, competente, umile, dove il miglioramento continuo di ogni aspetto della gestione della cosa pubblica per il bene pubblico sia il modello di riferimento, in grado di superare le solite clientele, la partitocrazia, gli amici degli amici. Crediamo che questo debba provenire dal candidato Sindaco, ancora in una fase di elaborazione tutta interna alla Lega, e che tutti i potenziali alleati dovranno innanzitutto concordare su questo per noi fondamentale principio.

Un modello di amministrazione – ricordano Gelmini e Fontana, che consentirebbe di superare il rischio delle solite logiche clientelari e la partitocrazia, ma che ha bisogno un terreno fertile, quel auspicato laboratorio politico che sappia anteporre il bene comune agli interessi più corporativi. Anteporre il bene comune al metodo “Cencelli” spesso utilizzato è un obiettivo primario”.

Nel ribadire la vocazione sovranista che da sempre caratterizza le liste civiche che rappresentiamo – hanno dichiarato Massimo Gelmini ed Elena Fontana – invitiamo chiunque ha interesse al bene comune ad ESSERCI per sostenere il progetto di un nuovo governo locale del cambiamento come obiettivo possibile per Montichiari.

Aeroporto D'Annunzio, Montichiari, Politica, Territorio bresciano

Aeroporto D’Annunzio, Bergamo getta la spugna: «È impossibile»

Non sarà Bergamo a salvare dal limbo l’aeroporto di Montichiari. Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio, ha gettato la spugna: «impossibile» far passare la concessione del D’Annunzio a una nuova società, una newco che si sperava potesse nascere sull’asse Venezia-Verona-Brescia-Bergamo. «Si era aperto qualche spiraglio – ammette il presidente di Sacbo Roberto Bruni – ma la situazione si è bloccata. Non ci sono possibilità che la concessione oggi in mano alla Catullo venga girata a soggetti diversi. Se così stanno le cose, per noi la questione è chiusa».

Anche nel 2018 Orio farà segnare un nuovo record. Ieri i vertici della società hanno fatto il punto sull’anno ormai agli sgoccioli. I passeggeri sfioreranno i 13 milioni, con un incremento superiore al 5%. Quest’anno sull’aeroporto «Caravaggio» sono stati investiti 32 milioni di euro. Altrettanti nel 2019: già a gennaio partirà il cantiere per l’area extra Schengen. Nel 2020 sarà poi pronto il progetto definitivo per il collegamento ferroviario con l’aeroporto che, forse, coinvolgerà anche Brescia: a Bergamo si sta pensando a una biforcazione a «Y» in modo che vi possano essere treni che dalla Leonessa portino direttamente a Orio. Una soluzione che certificherebbe come sia ormai il Caravaggio lo scalo dei bresciani.

Restano i problemi noti: la crescita esponenziale ha innescato le proteste dei residenti per rumori e rotte. Le principali compagnie, Ryanair e Wizz Air, si doteranno di aeromobili di ultima generazione, che abbattono rumore e consumi. Ma certo scaricare qualche volo, in particolare i cargo, sul D’Annunzio, è sempre stato visto di buon occhio da Sacbo. Per questo un anno fa si era riattivato il dialogo con Verona (Catullo) e Venezia (Save), le realtà che gestiscono lo scalo di Brescia. «Oggi quegli spiragli sono completamente chiusi» spiega Bruni. Non per mancanza di volontà, ma per «ostacoli tecnici insormontabili».

Le condizioni di Sacbo sono infatti chiare: «O la concessione passa alla newco, o per noi non se ne fa nulla. Ci risulta che non ci siano possibilità che la concessione venga girata alla newco. Se resta alla Catullo, ogni discorso è chiuso». L’alternativa, l’affitto del ramo d’azienda, è una soluzione «troppo debole»: «Non investiamo se non abbiamo voce in capitolo». Insomma, l’alleanza dei cieli, pare già tramontata.

Fonte: giornalediBrescia.it (qui)

Montichiari

Montichiari: armi da guerra in casa, arrestato pensionato bresciano.

Pensionato in manette: in casa venti pistole e mitra, in giardino un cannone anticarro. Arrestato un pensionato bresciano di 69 anni: nella sua casa di Montichiari deteneva illecitamente una vasta gamma di armi da guerra, persino un cannone anticarro.

Increduli anche i carabinieri, quando si sono trovati di fronte all’evidenza: pensionato bresciano nascondeva in casa un vero e proprio arsenale da guerra, composto da almeno una ventina di pistole, due mitragliatrici, oltre 5000 munizioni, perfino un cannone anticarro “parcheggiato” in giardino. Tutto è stato sequestrato, e l’uomo arrestato.

Si tratta di un 69enne di Montichiari, che un paio di notti fa ha ricevuto la “visita” dei militari. Il blitz dei carabineri rientra nell’indagine a più ampio raggio che poco meno di due mesi fa aveva permesso di smascherare un fiorente mercato nero di armi da guerra, a quanto pare coordinato da un pensionato di Novara ma per cui sono stati arrestati anche due bresciani residenti in Valcamonica.

Il pensionato di Montichiari dunque si aggiunge all’elenco: è già stato trasferito in carcere, nelle prossime ore dovrà rispondere davanti al giudice per l’interrogatorio di convalida. Ai militari intervenuti avrebbe già raccontato di essere un semplice collezionista.

Circostanza non considerata veritiera dagli inquirenti, che appunto hanno proceduto all’arresto. A margine dell’inchiesta anche bresciana sulle armi da guerra, i carabinieri hanno già sequestrato – oltre alla “merce” di Montichiari – anche due mitragliatrici pesanti, due fucili mitragliatori, moschetti e baionetti, fucili tedeschi e cecoslovacchi, pistole semiautomatiche e a tamburo, migliaia di cartucce e munizioni, perfino un lanciarazzi.

Fonte: bresciatoday.it (qui)

Montichiari, Politica locale, Territorio bresciano

I tassisti di Montichiari dimenticati dalle istituzioni. Se il Comune latita, la Regione, non ha più scuse, è il tempo di includere l’Aeroporto D’Annunzio nel sistema lombardo.

I tassisti di Montichiari ancora non hanno trovato sollievo alla loro oramai incredibile situazione. Un recente servizio di Striscia la Notizia (qui) ha risollevato la questione.

A parole tutti sembrano disponibili ad aggiungere i pochi tassisti di Montichiari nei servizi presso gli aeroporti lombardi, ma nessuno si preoccupa della questione. Nel 2013 i tassisti di Montichiari si rivolsero all’Amministrazione Zanola rispetto alla loro situazione e procedemmo ad avviare due iniziative parallele per addivenire ad una soluzione.

Da un lato si cercò di attivare accordi tra Montichiari ed altri enti locali per consentire ai tassisti monteclarensi di poter svolge il proprio servizio anche fuori dal territorio comunale nell’ambito di un servizio di trasporto integrato e con valenza provinciale. Un progetto che coinvolgesse diversi enti locali, in particolare quelli con attrattività turistica, per contribuire a formare un servizio taxi il più esteso possibile tenuto conto che gli accordi tra enti avrebbero consentito ai titolari di licenze rilasciate dai comuni aderenti di poter partecipare al sistema integrato provinciale di trasporto. A tale progetto si è sempre dichiarato estraneo il Comune di Brescia.

Dall’altro la richiesta avanzata alla Regione Lombardia di modificare la  propria normativa al fine di includere anche Montichiari ed il relativo Aeroporto nel sistema aeroportuale lombardo in modo tale che automaticamente si estendesse ai tassisti di Montichiari la possibilità di svolgere il proprio servizio anche nei comuni convenzionati al sistema regionale. Proposta presentata in sede di audizione nella Commissione regionale Territorio circa quattro anni fa a cui ho partecipato insieme ad una rappresentanza dei tassisti monteclarensi.

Altro tentativo fu quello di chiedere al Comune di Brescia la sottoscrizione di una convenzione con il Comune di Montichiari per consentire ai tassitsti monteclarensi di poter svolgere il proprio servizio anche nel capoluogo tenuto conto che le norme consentivano implicitamente ai tassisti di Brescia di svolgere il proprio servizio presso l’aeroporto di Montichiari, ma non il contrario.

Tale situazione veniva svolta con una sovrapposizione di fatto con i tassisti monteclarensi con l’effetto di ridurre ulteriormente le già ridotte opportunità di reddito.

Proprio per tutelare i tassisti di Montichiari, l’amministrazione Zanola presentò e approvò un un regolamento comunale che in virtù del decreto legislativo n. 447/97  secondo cui i tassisti di Brescia potessero svolgere il servizio a Montichiari (e dunque presso l’Aeroporto) solo a seguito di un accordo tra enti locali come la legge citata letteralmente prevede. Accordo che il Comune di Brescia ignorò. Costringendo il Comune di Montichiari a richiedere un intervento della Regione Lombardia sempre in forza del medesimo decreto legislativo che prevedeva il potere commissariale del Presidente della Regione per i comuni che non trovavano accordo.

Nel frattempo l’Amministrazione Zanola venne sostituita, a seguito delle elezioni amministrativa da quella del Sindaco Fraccaro e sul tema, appena più di quattro anni fa, il 03/11/2014, il Consiglio comunale di Montichiari assunse, attraverso una delibera votata all’unanimità dei gruppi consiliari, la richiesta alla Regione Lombardia di “… inserimento dell’aeroporto di Montichiari nel bacino di traffico del sistema aeroportuale del servizio taxi della Regione Lombardia;” tenuto conto che ancora attualemente per poter aderire è necessario che l’aeroporto monteclarense superi i 2 milioni di passeggieri equivalenti. Salvo alcune deroghe previste,

Nel frattempo i tassisti di Brescia ricorsero al Tribunale amministrativo di Brescia contro il regolamento comunale approvato. Lo stesso TAR di Brescia, pubblica l’esito del ricorso il 14/01/2015 e, pur riconoscendo l’originalità del caso sollevato proprio per l’assenza di precedent,  dunque di giurisprudenza in merito, si pronuncia scegliendo di far prevalere l’interpretazione dei singoli operatori privati (i tassisti di Brescia) per due ragioni: la consolidata propensione del TAR di Brescia di favorire i privati rispetto agli enti pubblici, e nel caso specifico l’intervento nella normativa nazionale delle c.d. liberalizzazioni (L. 1/2012) che pur senza modificare il citato d.Lgs. n. 477/97 venne di fatto utilizzata per sostenere che si era innanzi  limitazione regolamentare troppo stringente nell’ambito di un servizio in parte liberalizzato. Pertanto il TAR di Brescia scelse di annullare le limitazioni, ma nulla indicando verso quelle limitazioni che, ancora oggi, i tassisti di Montichiari sono costretti a subire in ordine all’impossibiliotà di svolgere il proprio servizio nella Città di Brescia secondo il principio di reciprocità che per altro la normativa acquisisce come principio.

Il Tar di Brescia proprio per l’assenza di giurisprudenza e per l’opinabilità della scelta di far prevalere una tesi rispetto all’altra non se la sentì di attribuire al Comune di Montichiari gli oneri delle spese legali della parte vincente. E dunque preferì disporre la compensazione delle spese legali.

Tale fatto è sintomatico in quanto di norma, la parte soccombente rifonde le spese legali alla parte vincente. In questo caso i tassisti di Brescia, nonostante abbiano prevalso, si sono dovuti pagare le spese legali ed il Comune di Montichiari non ha dovuto rifondere tali spese, ma solo farsi carico delle proprie.

Tale situazione avrebbe dovuto far intendere all’Amministrazione Fraccaro, che la situazione particolare ed originale avrebbe dovuto avrere l’opportunità di essere posta all’attenzione del Consiglio di Stato. Organo che nell’ambito della giustizia amministrativa è deputato a formare giurisprudenza, a differenza dei tribunali amministrativi regionali le cui sentenze non svolgono tale funzione. Ma la Giunta Fraccaro non ha concesso tale opportunità ai tassisti di Montichiari non comprendendo che la questione era rilevante anche sul piano istituzionale. La motivazione fu, secondo i tassisti di Montichiari, che il Comune non aveva i fondi per opporsi al Consiglio di Stato.

Dalla sentenza del Tar di Brescia ad oggi, il Comune di Montichiari sembra aver dormito sonni profondi sul tema. Ora i tassisti hanno dovuto interpellare la trasmissione Striscia la Notizia per portare alla ribalta la questione. Come è possibile che 4 tassisti non possano svolgere il proprio lavoro presso gli altri aeroporti lombardi? Perchè non possono svolgere il proprio lavoro presso il Comune di Brescia mentre i tassisti di Brescia possono presentarsi presso l’Aeroporto di Montichiari e offrire il servizio di trasporto?

Non è una guerra tra tassisti, è in realtà la pretesa che tutti i tassisti siano trattati nello stesso modo, se è vero che le liberalizzazioni hanno superato le limitazioni territoriali come sostiene il TAR di Brescia, non pare proprio che sia così.

In questa storia di ordinaria follia nei confronti dei cittadini perpretata dalla pubblica amministrazione, in questo caso, dei tassiti di Montichiari, il tema dei tassisti, in realtà apre, un altra questione ovvero lo sviluppo aeroportuale di Montichiari che non può più essere rinviato.

La Regione Lombardia può (ma oramai deve) includere l’aeroporto D’Annunzio nel sistema aeroportuale modificando la norma regionale o derogando da essa. Quello che si chiede alle istituzioni locali e regionali è di fare la propria parte.

Montichiari

Addio a Rino, uscì indenne dalla battaglia di Nikolajewka

Oggi oltre mille alpini della Sezione Ana di Brescia sfileranno a Mariano Comense per l’Adunata del Secondo raggruppamento. Ma saranno un po’ più soli: ieri, infatti, a 96 anni, è «andato avanti» Rino Dal Dosso, uno dei pochi Reduci della Campagna di Russia ancora presenti nel Bresciano.

A vent’anni Rino partì per la Russia inquadrato nelle file del Battaglione Alpini Verona, uno dei reparti più falcidiati nel corso di quelle sfortunate e tragiche operazioni. Dal Dosso era molto conosciuto anche perché, accompagnato dagli Alpini del Gruppo di Montichiari, da cui era letteralmente coccolato, si recava spesso nelle scuole per raccontare ai ragazzi la sua esperienza di guerra.

Lunedì la famiglia delle penne nere, assieme alla «sua» città, gli renderà l’ultimo saluto durante i funerali, alle 10.30, nel Duomo di Montichiari.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)

Emergenza, Montichiari, Salute, Territorio bresciano

Polmonite, nuova morte sospetta a Desenzano: la vittima è un 49enne.

Un 49enne residente nella Bassa bresciana è deceduto martedì al pronto soccorso dell’ospedale gardesano: si sospetta polmonite.

Torna l’incubo : martedì un uomo di soli 49 anni, residente nella Bassa Bresciana, è giunto al Ponto Soccorso dell’ in arresto cardiaco. A nulla sono valsi i soccorsi dei medici del nosocomio che ne hanno dichiarato il decesso.

L’uomo, lo scorso mese, era stato ricoverato nella struttura sanitaria di Desenzano per una . Il sostituto procuratore Maria Cristina Bonomo, titolare dell’inchiesta contro ignoti per colposa, ha quindi disposto l’autopsia sul corpo del 49enne.

L’epidemia da polmonite, unico caso al mondo per entità, ha già colpito oltre 500 persone. Le principali sospettate sono le torri di raffreddamento di alcune aziende della Bassa orientale. La entro fine anno approverà una delibera per imporre la sanificazione delle torri di raffreddamento delle aziende, degli impianti di condizionamento dei luoghi pubblici e degli acquedotti.

Fonte: bsnews.it (qui)

Economia, Investimenti, Montichiari, Territorio bresciano

D’Annunzio Aeroporto fantasma, Balotta (Onlit) “La strada maestra è quella di una gara pubblica”.

Onlit contro l’operazione della società che controlla lo scalo di Venezia, e che presto potrebbe controllare in toto anche Verona e Brescia.

“Tante promesse di investimenti per il Catullo rimaste al palo, con lo scalo di Brescia sempre più fantasma e i voli che si concentrano nell’ipercongestionato scalo di Bergamo e in quello di Venezia lasciando sempre più sguarnito il territorio del Garda”. Critiche pesante al sistema aeroportuale del Nord Italia da parte di Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio Nazionale Liberalizzazione Infrastrutture e Trasporti.

“Save è ora costretta a pagare i 22 milioni di euro per servizi ENAV su Montichiari, e decide così di prendersi tutto con un aumento di capitale surrettizio, legato ad un investimento di soli 60 milioni per un intervento di maquillage e non strutturale, privo di una strategia di sviluppo per Verona.  L’investimento è minimale spalmato in 4 anni, lunghi se paragonato ai 435 milioni per investimenti stanziati dalla SACBO di Bergamo che delocalizzando l’area cargo a nord della pista fa capire che non trasferirà in futuro un solo kg di merce a Montichiari”.

Secondo Balotta, “con il mini-investimento sul Catullo, SAVE vuole controllare e neutralizzare il concorrente più pericoloso per continuare indisturbato lo sviluppo dello scalo di Venezia, con un piano investimenti considerevoli con più di 575 milioni entro il 2021. Numeri ben diversi da quelli previsti su Verona. Questo dimostra come non essere andati in gara per la scelta del partner industriale con sottoscrizione di un piano investimenti, stia costando caro ai soci Veronesi della Catullo SpA”.

Il Ministro dei Trasporti normalizzi questa situazione. “L’ipotesi di fare un aumento di capitale con la sola SAVE a farlo ed i soci pubblici a diluire la propria partecipazione, lasciandola in maggioranza solleva pesanti perplessità. La strada maestra per uscitre dal “cul de sac” dove sono il Catullo e Montichiari è quella di una gara pubblica l’aumento di capitale e  per l’affidamento della connessione, sia ANAC che Antitrust si sono chiaramente espressi, cogliendo l’esposto presentato da ONLIT”.

Fonte: quibrescia.it (qui)

Emergenza, Montichiari, Politica, Sicurezza

Bassa Bresciana, ladri in azione: raffica di furti in casa a Montichiari

I carabinieri sono al lavoro per scoprire se si tratta della stessa banda e per interrompere il prima possibile le attività criminali del sodalizio.

Nuova raffica di furti, nelle scorse ore, a Montichiari. I malviventi, in particolare, hanno preso di mira la frazione di Novagli, facendo irruzione in ben sei abitazioni nell’ultimo fine settimana. Il bottino è di denaro, gioielli, computer e altri oggetti di valore per un totale di diverse migliaia di euro. In tutti i casi i ladri sono riusciti a darsi alla fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

A preoccupare, però, è anche il fatto che non si tratta di azioni isolate. Domenica un altro furto è stato messo a segno a Vighizzolo, sempre a Montichiari. Ma nelle ultime ore sono stati segnalati furti anche ad Acquadredda (in quel caso sono riusciti a fuggire dal balcone) e a Isorella. I carabinieri sono al lavoro per scoprire se si tratta della stessa banda e per interrompere il prima possibile le attività criminali del sodalizio.

Fonte: bsnews.it

 

Amministrative, Elezioni, Montichiari, Politica locale

Elezioni di Montichiari, sempre più difficile l’accordo tra Lega e M5S

Il Carroccio è alle prese con la scelta del suo candidato, ma l’asse di governo gialloverde difficilmente avrà ricadute a livello locale.

Mentre il Carroccio è alle prese con la scelta del suo candidato, l’ex sindaco Gianantonio Rosa e il capogruppo consiliare Marco Togni, in vista delle elezioni amministrative di Montichiari arriva la prima certezza: l’asse di governo gialloverde difficilmente avrà ricadute a livello locale.

Con una nota, infatti, il Movimento 5 Stelle ha spiegato: “Ci tiriamo fuori da strani giochi e rifiutiamo questo modo di fare politica perché non siamo interessati a costruire macchine elettorali”. Il riferimento alla Lega non è esplicito, ma il percorso individuato appare poco compatibile con quello del centrodestra. “Vogliamo prima costruire un programma, avere degli obiettivi per la Montichiari del futuro – spiegano i grillini – Solo dopo sceglieremo i candidati portavoce ed il sindaco”.

Il M5S apre comunque le porte a una coalizione – costruita con un percorso democratico e non dalle segreterie politicche – che unisca forze politiche e civiche, che non si ponga in pregiudiziale contrapposizione con l’amministrazione uscente, guidata da Mario Fraccaro, e sia guidata da una figura di indubbia moralità.

Fonte: bsnews.it (qui)

 

Montichiari, Politica locale

Gelmini:”No al centrodestra vintage. Montichiari può aspirare a diventare laboratorio politico”. Ora un candidato Sindaco politico per aprire il cantiere del nuovo Governo locale del Cambiamento.

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Ecco il Comunicato Stampa integrale.

L’ex Assessore al Bilancio Massimo Gelmini, già animatore della Lista Montichiari Prima di Tutto, ora impegnato a costruire un rassemblement a sostegno della Lega con una coalizione civica per le amministrative del prossimo anno, interviene sulla situazione politica locale. “Le elezioni amministrative sono ancora distanti, la maggioranza consiliare che sostiene il Sindaco Fraccaro ha già iniziato la campagna elettorale e sembra certa la ricandidatura del sindaco uscente. Ma due elementi potrebbero rinvigorire la competizione elettorale, dopo l’illusoria archiviazione a seguito dello sconvolgimento del panorama politico dopo il voto del 4 marzo. Infatti, come a Brescia, la Montichiari politica vede un Movimento 5 Stelle, notoriamente, poco strutturato sul territorio e che risulta prevedibilmente in difficoltà nel replicare il proprio consenso politico anche in sede amministrativa, ma anche un centro destra che non ha ancora iniziato la volata, ancora alle prese con il dilemma di un revival ‘vintage’ con un candidato Sindaco della società civile. Una ipotesi sperimentata a Brescia che non può che portare a sicura sconfitta. “Se questo è il Governo che qualcuno del centrodestra ha in mente – chiosa Gelmini – i voti politici, che sulla carta consentirebbero un Governo della città alternativo a quello guidato da Fraccaro, non si tradurranno automaticamente in voti amministrativi.”

File 24-03-17, 09 51 14.pngMontichiari – prosegue l’ex Assessore monteclarense e già Vice Presidente della Provincia di Brescia – ha bisogno di una amministrazione riformista, determinata, competente, umile, dove il miglioramento continuo di ogni aspetto della gestione della cosa pubblica per il bene pubblico è il modello di riferimento, in grado di superare le solite clientele, la partitocrazia, gli amici degli amici. Ma per far ciò è necessario un candidato Sindaco proiettato in una proposta politica dei prossimi dieci anni“.

Insomma quello che Gelmini auspica è l’apertura di un laboratorio politico che consenta di definire una proposta politico-amministrativa innovativa e coraggiosa che sappia parlare ai monteclarensi anteponendo il bene comune agli interessi personali o alle vecchie logiche partitiche.

Un Governo della città guidato da una figura politicamente chiara – ci tiene a precisare Gelmini – e non dal classico neutro proveniente dalla società civile, i cui assessori dovranno essere scelti con l’esclusivo criterio della competenza e non con il consolidato metodo “Cencelli” della vecchia politica, dove la meritocrazia è solo un ostacolo all’assegnazione di posti di potere”.

 

Una proposta politica – suggerisce Gelmini – che sappia aprirsi alla partecipazione attiva dei cittadini in modo serio e non formale dove le nuove tecnologie consentiranno di attuare la democrazia diretta nel contesto locale. Ma per poter concretizzare un vero Governo locale del Cambiamento, Montichiari dovrà avere un Sindaco forte e politico, oltre ad una maggioranza stabile e non rattoppata, in cui i giovani siano protagonisti, con una base solida per porre le basi su programma decennale di cambiamento e non sull’organigramma della lottizzazione di ogni posizione di governo e sottogoverno”.

Prendere atto – continua Gelmini – che, anche a Montichiari, un Governo del Cambiamento, non può poggiarsi sulla vecchia formula del classico centrodestra, tenuto conto che la vecchia dualità destra/sinistra ha esaurito la sua funzione, sostituita da un’altra dualità quella tra popolo/elites. Proprio per questo è necessario, anche a Montichiari, una nuova stagione in cui i cittadini siano coinvolti seriamente nei processi decisionali a partire dal programma di governo”.

Una svolta è possibile, se la Lega, quale forza prevalente, saprà maturare la consapevolezza e la responsabilità di dare a Montichairi, attraverso un percorso condiviso con tutte le forze che vogliono innovazione, cambiamento, competenza, e bene comune, individuare il candidato Sindaco idoneo, anche attraverso il coinvolgimento di simpatizzanti e cittadini elettori. Basta con le riunioni in stanze chiuse, con programma elettorali senza il coinvolgimento dei cittadini utile solo a garantire una dirigenza autoreferenziale. La strada maestra è quella di stare dalla parte delle comunità e non contro di esse. Solo in questo modo Montichiari potrà tornare ad essere protagonista rimettendo i monteclaresi prima di tutto nella futura agenda amministrativa di lavoro.

 

Amministrative, Elezioni, Montichiari, Politica

Sos Terra di Montichiari: “Amministrative grande opportunità”

Il Comitato Sos Terra di Montichiari ha diffuso un comunicato sulle prossime elezioni amministrative che si terranno nel maggio 2019.

Il Comune di Montichiari è ormai prossimo alla scelta di chi, per i prossimi anni, guiderà, sosterrà e difenderà il nostro amato territorio. Il Comitato SOS Terra, fedele ai suoi principi apartitici, non esprimerà alcun consenso o dissenso verso i probabili candidati ma, alla luce della propria esperienza sul territorio, si auspica che il prossimo primo cittadino possa rispondere a dei requisiti imprescindibili per quanto riguarda la tutela e la salvaguardia dell’ambiente e della salute.

In questi 20 anni il mondo è cambiato. Montichiari è cambiata. La sensibilità della gente è cambiata. Auspichiamo quindi che il nuovo Sindaco non sia avulso da tutto questo cambiamento e che ne abbia piena coscienza, ma anche conoscenza. Esiste una legge che tutela il territorio dall’arrivo di nuove discariche, ma i problemi ambientali legati a scelte scriteriate del passato hanno cominciato a presentarsi: servono pertanto ricette nuove per affrontarli e risolverli. Le battaglie che ci aspettano sono ancora tante e delicate: serve qualcuno che le sappia affrontare.

Montichiari è ormai famosa ovunque come pattumiera d’Italia e crediamo che, mai come in questo mandato, la scelta del prossimo Sindaco sia importante farla in un’ottica di crescita culturale e civica, con una visione sul lungo periodo; Montichiari ha un potenziale infinito che è giunta l’ora di sfruttare.
Crediamo che sia arrivato il momento di riscattarci e per farlo è assolutamente necessario che alla guida ci sia una persona competente, con una comprovata esperienza politica e tecnica, un uomo o una donna preparato a livello amministrativo e gestionale, capace di gestire, sia a livello burocratico che umano, i problemi che una Comunità e un territorio compromesso come il nostro possono manifestare.
Ai futuri candidati facciamo il nostro in bocca al lupo: si faranno carico di un pesante fardello e dovranno affrontare sfide impegnative.

A tutti voi cittadini rivolgiamo un invito: comunque andrà, non defraudatevi di un diritto ottenuto da altri a costo della vita, quando sarà il momento seguite le campagne elettorali, fate domande, molte domande e alla fine andate a votare.

Montichiari, Politica locale

Trasparenza tradita. Il Sindaco risponde, ma non conosce le norme. Bocciato!

Su questo blog ho sollevato il tema del rispetto delle norme sulla trasparenza della pubblica amministrazione da parte dell’Amministrazione comunale di Montichiari sostenuta dal Partito democratico (qui). Il Sindaco Fraccaro dalla sua pagina Facebook tenta di replicare alle accuse. Analiziamo il suo post che si riporta integralmente. Il Sindaco afferma:

Sul bilancio 2015 la verità è una sola: non vi sono rilievi mossi dalla Corte dei Conti, ma solo inviti.

L’invito della Corte dei Conti in relazione ai rilievi contenuti nella deliberazione n. 73/2018 è riferito al fatto che l’Amministrazione comunale non ha applicato correttamente le nuove norme sulla contabilità degli enti locali producendo una inattendibilità dei risultati della gestione per l’esercizio 2015. E’ comprensibile anche ai profani che se i valori delle entrate o della spesa sono quantificati, senza rispettare le regole previste dalla legge, anche la somma algebrica di detti valori errati  determina un risultato inattendiile.

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Stralcio della delibera n. 73/2018 della Corte dei Conti

Ed è ciò che osserva la Corte. Fa piacere sapere che le osservazioni della Corte dei Conti rappresentano inviti. Lo stesso Sindaco nel passato ha invece utilizzato tali inviti rivolti, per altre questioni alle Amministrazioni leghiste, quali attestati di cattiva amministrazione, ma così non era. Resta comunque chiaro a tutti che la Corte dei Conti, non ha eccepito sull’opportunità di una scelta amministrativa, ha affermato l’inattendibilità del risultato del bilancio consuntivo 2015.

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Stralcio della delibera n. 73/2018 della Corte dei Conti

Che è ben altra questione. Vedremo se arriveranno altri rilievi sulle gestioni successive. Il post del primo cittadino presegue con il solito storytelling:

Il bilancio è sano e abbiamo finalmente chiuso con una gestione, quella leghista, che ha visto la messa a bilancio di importi irrealizzabili come, ad esempio, somme da incassare mai avvenute (si pensi alle discariche) pari a oltre 1,7 milioni di euro.

Altra affermazione priva di fondamento è il fatto che il bilancio dell’attuale gestione è sana (quasi per dire che le gestioni del passato non lo fossero). Infatti lo erano anche le gestioni precedenti. Mai alcun rilievo la Corte dei Conti ha elevato nei confronti dei bilancio precedenti in relazione a fantomatici buchi di bilancio presenti solo nello storytelling dell’attuale amministrazione comunale per giustificare nel 2014 l’introduzione dell’addizionale comunale Irpef a fronte dei tagli dell’allora Governo Renzi. Mentre in riferimento alle somme da incassare relativamente ai proventi delle discariche tali entrate sono state compensate da risparmi di spesa delle medesime gestioni per nulla gravati sui bilanci dell’attuale amministrazione. Anzi nei bilanci 2015 e 2015 la giunta Fraccaro ha beneficiato di entrate generate per l’azione amministrativa delle precedente Giunta Zanola.

Quanto al ricorso alle anticipazione di tesoreria, anche in questo caso la nostra giunta ha sistemato situazioni del passato: semmai è da rilevare come le giunte leghiste abbiano fatto ricorso ad essa in maniera costante nonostante le preoccupazioni più volte espresse a suo tempo dalla Corte dei Conti.

Il ricorso alla tesoreria è stato nel passato, come ora, necessario per governare la dinamica delle riscossioni dell’imposta più importante dell’Ente l’Imposta sugli Immobili (ICI, IMU e TASI). Notoriamente tale imposta è incassata dal Comune a Giugno e a Dicembre. La spesa corrente ha invece una dinamica più costante in aggiunta alla spesa in conto capitale che invece risente della dinamica dalla spesa per gli investimenti condizionati dagli stati d’avanzo delle opere. In questa situazione può avvenire che durante l’anno vi siano più spese che entrate e temporaneamente si possano verificare saldi negativi del conto di tesoreria. Fermo restando che a dicembre il Comune ha sempre rilevato un saldo del conto tesoreria positivo. Il Sindaco Fraccaro si loda del fatto che tale problematica è stata da lui migliorata. Come? L’introduzione dell’addizionale comunale Irpef, imposta assente a Montichiari fino a settembre 2014, ha consentito un miglioramento della situazione di cassa.

Infine, riguardo alla mancata trasparenza di cui siamo accusati dall’opposizione ritengo utile ribadire che come sindaco ho trasmesso l’intera delibera della Corte dei Conti al consiglio comunale affinché tutte le rappresentanze politiche fossero a conoscenza e potessero valutare l’assoluta correttezza e salute del bilancio 2015, anche se la Corte dei Conti richiedeva solo una semplice comunicazione.

La trasmissione alle rappresentanze politiche della deliberazione della Corte dei Conti non sana l’assenza dell’atto nell’apposita sezione dell’Amministrazione Trasparente presente sul sito del Comune. Il Sindco ignora la norma, ma per questo conferma la violazione della legge di cui ne risulta responsabile.

Di seguito il post #Bilancio2015 #Trasparenza del Sindaco Fraccaro su Facebook.

Montichiari

Vandali di notte al Giardino dei Giusti a Montichiari.

Sabato qualcuno ha raggiunto l’area verde sul monte di San Pancrazio e scagliandosi su alberi e cippi a figure che si sono distinte nel meglio per altri.

Nella notte tra sabato 22 e domenica 23 settembre si è verificato uno spregevole atto di vandalismo a Montichiari, nel bresciano. Qualcuno ha raggiunto il monte di San Pancrazio, a due passi dalla Pieve, per entrare nel Giardino dei Giusti. Si tratta di un’area verde che il Comune aveva fatto allestire e dedicato a quanti si sono distinti con atti meritori.

Non a caso sono rappresentati il premio Nobel per la Pace Elie Wiesel, un’imprenditrice di Castenedolo e un medico ebreo che aveva operato a Montichiari. Ciascuno ha un albero e un cippo a ricordo, ma questi, come dà notizia il Giornale di Brescia, sono stati divelti e vandalizzati. Dal Comune parlano di un atto inqualificabile e si chiede la collaborazione di tutti per evitare altri episodi simili. Tra l’altro il paese era già stato colpito nei simboli, come il doppio raid al parco Caduti di Nassiriya dedicato ai carabinieri.

Fonte: quibrescia.it (qui)

Montichiari, Politica locale

Trasparenza tradita/2. Centro Fiera a trasparenza zero! CBBO SpA e Montichiari Multiservizi Srl pubblicano i bilanci, Immobiliare Fiera e Centro Fiera inadempienti.

E’ obbligatorio per le società partecipate o controllate da enti pubblici adempiere alla normativa sulla trasparenza. In particolare il 21/11/2017 sono state pubblicate dall’Autorità nazionale anticorruzione le nuove linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici.

Al documento è allegata una tabella dove sono riportate tutte le tipologie di documenti che devono essere pubblicati nella sezione Società / Amministrazione trasparente dei siti internet. Per tutti gli adempimenti indicati il termine era fissato al 31 gennaio 2018, in concomitanza con la scadenza del termine per l’adozione dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione (PTPC). A decorrere dalla stessa data, l’Anac esercita i propri poteri di vigilanza sul rispetto degli obblighi, così come definiti dalle Linee guida.

In riferimento è alla determinazione ANAC n. 1134 del 8/11/2017 (qui) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 284 del 5 dicembre 2017.

ObbligoTrasparenzaBilanciSocieta
Allegato 1 della Determinazione n. 1134/2017

E’ necessario far notare che se le società a partecipazione pubblica Montichiari Multiservizi S.r.l. e CBBO S.r.l. prevedono sul proprio sito la sezione Amminstrazione Trasparente ove è possibile consultare i bilanci di esercizio, per quanto riguarda Centro Fiera S.p.A. non vi è traccia non solo dei bilancio, oltre a quelli dell’incorporata Immobiliare Fiera Montichiari S.p.A., ma nemmeno della sezione dedicata alla trasparenza obbligatoria per legge dal 31 gennaio 2018.

Ma chi dovrebbe dovuto seguire l’attuazione della legge e vigilare per garantire trasparenza? Il Vice Sindaco Basilio Rodella che tra le altre deleghe, attribuitegli dal Sindaco nell’atto di nomina, annovera anche quella delle Società partecipate e lo stesso Sindaco che al primo consiglio comunale di insediamento della sua amministrazione dichiarò in modo solenne: “Partecipazione, trasparenza e democrazia sono alcune tra le colonne portanti del nostro piano di amministrazione per i prossimi cinque anni” (Fonte: qui).

Intanto rimane lettera morta la denuncia pubblica avanzata da questo blog sulla mancata pubblicazione dei rilievi della Corte dei Conti al Bilancio consuntivo 2015, dichiarato inattendibile lo scorso marzo (per saperne di più clicca qui).

Montichiari, Polmonite, Territorio bresciano

Emergenza polmonite, continuano le indagini sulle torri di raffreddamento. Altre due aziende individuate. Intanto altri 11 ricoverati.

Ecco il servizio di Teletutto.

La novità delle ultime ore – mentre l’epidemia non accenna a ridursi – è la conferma della presenza del batterio della legionella nelle torri di raffreddamento di due aziende delle tre inizialmente prese in esame da Ats, tutte caratterizzate da emissioni a temperatura inferiore ai 70°C, condizione ambientale imprescindibile per la sopravvivenza della legionella che si attesta fra i 25 e i 55 °C.

Prosciolta la Cartiera di Montichiari, i restanti otto campionamenti si sono rivelati tutti positivi: sono quelli relativi alle torri dell’Acciaieria di Calvisano e della Gkn Wheels di Carpenedolo. Entrambe le aziende, già dopo i primi test, aveva provveduto alla sanificazione. Ora altre due imprese sono state oggetto nelle scorse ore dei controlli effettuati da personale di Ats e dai Vigili del Fuoco del Nucleo Nbcr: tra queste la Ofar di Visano.

Le torri sono state individuate in base alla mappatura degli impianti della Bassa alla cui definizione nei giorni scorsi ha concorso anche l’elicottero dei Carabinieri di Orio che ha operato una ricognizione fotografica dal cielo con una potente videocamera. Certo le industrie non sono in ogni caso presenti da ieri e possono tutt’al più aver concorso a diffondere il batterio, abitualmente presente, non a generarne una inconsueta concentrazione. Senza dimenticare che Ats punta anche su altre ipotesi: la legionella è attestata in soli 45 degli oltre 500 casi. Per questo si cerca un secondo batterio che sia alla base di tutti gli altri episodi di questa epidemia ancora tutta da capire.

Intanto l’Ats ha aggiornato il dato dei casi di polmonite.

Questo martedì risultano tre nuovi casi di positività alla legionella (di cui 2 Ats Brescia e 1 Ats Valpadana, quest’ultimo ricoverato e, solo in seguito agli accertamenti, è stato rilevato il batterio).

Ma non è l’unico dato: seppur in calo questo martedì sono stati 17 i nuovi casi di persone con sintomi da polmonite arrivati in pronto soccorso, 11 ricoverati. In tutto i degenti sono 132.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui), teletutto.it (qui).

Banche, Montichiari

Il governo Conte metterà mano a popolari e Bcc. Stoppare la riforma. Per salvare le banche del territorio.

La riforma delle Banche di credito cooperativo voluta dal Governo Renzi-Gentiloni su indicazione dell’Unione europea e della Banca Centrale Europea. Il punto di vista di Valerio Malvezzi.

Proprio questa riforma funzionale alle grandi corporation bancarie è oggetto di tutela del Governo Conte che su impulso della Lega ha l’obiettivo di riportare le Banche di credito cooperativo alla funzione mutualistica e cooperativa al servizio dei territori. Anche la Banca di Credito Cooperativo di Montichiari, la BCC del Garda, rischia di essere fagocitata dai grandi istituti.

Il premier ha confermato anche l’intenzione di procedere con la separazione tra banche di investimento e di credito al pubblico. Nelle scorse settimane, la Lega ha presentato due mozioni in Camera e Senato per impegnare il governo a rinviare, senza limiti temporali, il termine per la costituzione della capogruppo dei futuri poli di credito cooperativo.

Il governo Conte rivedrà la disciplina su banche popolari e credito cooperativo. La volontà di intervenire sul settore è stata annunciata dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella replica ai deputati nel corso del dibattito alla Camera sulla fiducia da accordare al suo esecutivo. Il premier ha aggiunto quindi un nuovo tassello a uno dei punti programmatici del contratto di governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle ossia la separazione tra banche d’investimento e gli istituti di credito al pubblico, per quanto riguarda sia l’ambito di attività sia i livelli di sorveglianza.

In particolare il presidente del Consiglio ha fatto riferimento alle banche con un forte radicamento territoriale, che finanziano piccole e medie imprese locali. Agganciandosi a questo passaggio Conte ha quindi parlato della volontà di rivedere i recenti interventi in materia bancaria. Va ricordato che nelle scorse settimane, la Lega ha presentato due mozioni in Camera e Senato per impegnare il governo a rinviare, senza dare limiti temporali, il termine per la costituzione della capogruppo dei futuri poli di credito cooperativo.

In una nota congiunta, i presidenti di Federcasse (l’Associazione Nazionale delle BCC e Casse Rurali) Augusto dell’Erba e della Confederazione delle Cooperative Italiane Maurizio Gardini, in merito alle dichiarazioni di Conte relative all’ipotesi di revisione dei provvedimenti normativi riguardanti il Credito Cooperativo italiano, fanno sapere di essere disponibili, «come nelle precedenti stagioni di riforma», a dare «in caso di iniziative legislative, il nostro apporto costruttivo alla migliore definizione possibile di eventuali nuovi assetti normativi. La categoria è oggi impegnata a costruire Gruppi Bancari Cooperativi solidi ed efficienti, come previsto dalla normativa in vigore. L’obiettivo del Credito Cooperativo è comunque quello di accrescere la capacità di servizio di ciascuna BCC all’economia reale ed allo sviluppo responsabile delle comunità locali, salvaguardando e valorizzando la finalità mutualistica»

Fonte: milanofinanza.it (qui), byoblu.com (qui)

Emergenza, Montichiari, Salute

Legionella, l’atmosfera come veicolo. La tesi di Togni.

In merito all’emergenza polmonite ed alla diffusione della legionella, il consigliere comunale di Montichiari, Marco Togni (che svolge attiività consulenziale nell’ambito della sicurezza nei luoghi di lavoro) ha avanzato delle ipotesi sulle cause che hanno sviluppato un fenomeno emergenziale così unico ed eccezionale nel territorio della bassa bresciana orientale. E arrivano conferme (qui)

Mi scuso ma sarò per forza lungo.

È da 21 anni che faccio il consulente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e per la tutela dell’ambiente.

Di aziende ne avrò visitate almeno un migliaio, di svariati settori merceologici e dimensioni, a partire dal panificio, passando dalla comune officina meccanica, lavorazione gomma, plastica, cave di marmo e graniti, fino ad arrivare a grossi impianti galvanici, metallurgici ecc…

Ogni valutazione dei rischi parte sempre dal ciclo produttivo analizzandone le singole fasi. I rischi da individuare e valutare sono di tantissimi tipi da quello elettrico a quello meccanico, da quello chimico a quello biologico.

Fatta questa breve premessa, doverosa, dopo una settimana esatta da quando la questione polmoniti e legionella si è conclamata, e dopo aver letto di tutto sui giornali, e sui social, dopo aver sentito ai TG ogni tesi, voglio esprime UN MIO PERSONALE PARERE (senza pretendere di avere la verità in tasca).

A tal proposito specifico che le considerazioni che esprimo qui sotto, le ho condivise anche con ATS quando in settimana ho contattato la direzione generale a Brescia.

I dati di fatto al momento sono i seguenti:

1°) L’acqua quale vettore di trasmissione e diffusione è stata scartata. Le analisi effettuate non hanno rilevato cariche batteriche negli acquedotti e nei pozzi dei comuni interessati. Tale ipotesi infatti lasciava molto a desiderare fin dall’inizio perché i comuni interessati sono molti, alcuni hanno l’acquedotto ed altri no, inoltre le falde che attraversano i comuni sono tantissime e diverse tra loro. Bene ha fatto ATS comunque a verificare anche questo aspetto, non bisogna scartare nulla.

2°) Gli ospedali hanno attestato che si tratta di una polmonite batterica. Non è dovuta quindi ad alcun virus e non è altresì trasmissibile. A scanso di equivoci aggiungo anche che non è dovuta a sostanze o elementi chimici. Non ci si può essere ammalati per via di qualche acido strano o chissà cosa rilasciato nelle falde.

3°) I batteri che generano la polmonite possono essere trasportati solo dall’aria nell’atmosfera. Non è dovuta quindi al fiume Chiese. E’ vero che il Chiese è uno degli elementi di congiunzione ad alcuni comuni ma rimane assodato che tanti altri comuni non sono attraversati dalle sue acque, nemmeno tramite canali secondari. Anche nel Chiese sono stati fatti prelievi ed analisi delle acque che non hanno dato riscontri.

4°) I casi accertati e le analisi condotte hanno determinato l’identificazione del batterio della legionella.

5°) Fin dai primi accessi e dai primi ricoveri presso gli ospedali, questi ultimi hanno condotto un’indagine epidemiologica intervistando i malati per capire se avessero frequentato dei luoghi comuni, ad esempio sale cinematografiche, centri commerciali. Anche in questo caso il risultato è stato negativo, le persone non hanno frequentato gli stessi luoghi. Gli impianti di climatizzazione quindi non c’entrano nulla.

Fatte queste premesse iniziali che determinano alcuni elementi e ne scagionano altri, parto dalle dichiarazioni dell’assessore regionale Gallera quando afferma che, tenuto conto del tempo di incubazione, l’epidemia deve aver avuto origine dal giorno 20 agosto in poi.

Il giorno 21 con mia figlia mi sono recato in una passeggiata lungo il fiume Chiese che era pieno, questo a testimoniare che la fonte non può essere dovuta ad acqua ristagnante in pozze.

Gallera aggiunge anche le indagini si sono concentrate sugli impianti industriali e sulle torri di raffreddamento.

Io non propongo una soluzione, non ho tutti gli elementi necessari e le analisi dopo i prelievi sono ancora in corso.

Voglio limitarmi a circoscrivere alcuni fattori e condividerli con voi e per questo sono partito da alcuni dati che chiunque di noi può avere a disposizione:

1) L’area dei comuni interessati dall’epidemia

2) I dati della centralina meteo posta nell’Ate 43 a Vighizzolo e convalidata da ARPA

3) Il sito Qcumber (creato dall’Ing. Magro) a disposizione di numerosi comuni della zona in quando hanno aderito a questo a progetto.

Questo post l’ho cominciato a scrivere un paio di giorni fa ma solo oggi sono riuscito ad avere qualche ora per fare una sovrapposizione di dati e creare le slide qui sotto.

Sono partito appunto dal giorno 20 agosto che in tanti casi coincide con la riapertura delle aziende dopo che gli impianti sono stati fermi per le ferie estive e per le manutenzioni.

L’Istituto Superiore della Sanità infatti determina un periodo di incubazione da 2 a 10 giorni e mediamente pari a 5-6 giorni. Questa epidemia è salita alla ribalta delle cronache da venerdì 31 agosto.

Ho preferito scegliere come baricentro Montichiari e dal portale Qcumber (https://www.q-cumber.org/) tracciare attorno a questo un cerchio contenente i comuni interessati dalle polmoniti.

Ho attivato alcuni “stressor” ed in particolare le attività “RIR” (attività a rischio rilevante) che sono rappresentate dai pallini rossi.

Ho attinto i dati meteo quali: direzione e velocità del vento e piogge dalla centralina meteo dell’Ate 43 (http://www.ate43-meteo.it).

Infine ho sovrapposto le rose di venti di ogni singola giornata sulla cartina di Qcumber.

Per leggere i grafici specifico che gli spicchi della rosa dei venti indicano la direzione principale da cui il vento proviene (e non invece verso il quale soffia).

Più lunghi sono gli spicchi vuol dire che il vento ha soffiato per più tempo da quella direzione. Infine il colore indica l’intensità del vento: il color blu indica venti meno intensi, passando poi per il verde, il giallo, l’arancio e per finire con il rosso per quelli con velocità superiore a 43 km/h.

Dai grafici è chiaro quindi che il vento è arrivato principalmente da nord-est in direzione sud-ovest detto in parole più semplici indicativamente da Desenzano verso Isorella.

Solo il giorno 24 agosto c’è stata un netta inversione da Isorella verso Desenzano ed il giorno successivo infatti è arrivato un forte temporale che ha abbassato le temperature.

Come più giornali riportano, le analisi da parte di ATS si sono ora concentrate solo nella bassa, in particolare nella zona di Calvisano e limitrofi escludendo le attività poste nei comuni a nord di Montichiari.

Se così fosse, dai dati che ho riportato (che non mi sono inventato), a mio giudizio è limitativo concentrarsi sulla bassa ma andrebbero analizzate anche attività produttive poste a nord quali quelle nella zona Lonato-Desenzano.

Se la causa fossero le torri di raffreddamento il tutto avrebbe anche un senso. Dopo il fermo degli impianti con acqua ristagnante e la temperatura dell’aria alta mediamente attorno ai 34 gradi, possono essersi formate le condizioni ideali per la proliferazione dei batteri. Una volta riavviati gli impianti questi hanno lanciato in aria i batteri che portati dai venti sono ricaduti sui territori di Montichiari, Calvisano ecc…

Una nota dolente da parte mia è che ritengo difficile si possa oggi risalire alla fonte. Se la causa fossero le attività produttive e le torri di raffreddamento, da li a pochi giorni con il riavvio a pieno regime delle stesse dubito vi sia rimasta qualche traccia. Si parla di un lasso di tempo di circa 15 giorni a quando sono state compiute le prime analisi presso le aziende e nel frattempo i batteri sono stati distrutti dal calore egli impianti.

Nonostante gli immani sforzi in termine di personale, di campionamenti, di analisi, nonché economico da parte di ATS, temo sarà difficile risalire alla fonte scatenante.

In questi giorni, ho contattato e mi sono recato più volte in Ospedale a Montichiari parlando direttamente con la dirigenza e vi posso assicurare che hanno dovuto sobbarcarsi un lavoro enorme non solo dal punto di vista medico ma anche da quello prettamente logistico per far fronte a questa emergenza.

A loro va il mio plauso.

Infine un appello alla Regione Lombardia ed alla Provincia di Brescia perchè intevengano in sede di Autorizzazioni integrate ambientali affinchè impongano attività di manutenzione adeguate.

Lancio invece un appello affinché Regione Lombardia e Provincia di Brescia rivedano le autorizzazioni AIA delle aziende con torri di raffreddamento inserendo obbligatoriamente un piano di manutenzione e monitoraggio della legionella anche nel rispetto delle BAT – Best Available Techniques (migliori tecnologie disponibili) di ogni settore produttivo.

Proprio su questo tema infatti una corposa ricerca dell’ARPA del Molise ha posto attenzione per prevenire la legionella negli impianti industriali con particolare riferimento alle acciaierie.

Fonte: Da Facebook di Sabato 15 settembre 2018.

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fmarco.togni.74%2Fposts%2F1873899769314206&width=500

Emergenza, Montichiari, Salute, Territorio bresciano

Legionella. Le torri di raffreddamento delle industrie il veicolo di trasmissione.

Trovate positive alla legionella 9 torri su 14 analizzate nelle industrie della Bassa da ATS Brescia.

Svelato il veicolo di trasmissione dell’epidemia di polmoniti batteriche che sta creando ansia in tutta la Bassa: dalle analisi effettute da ATS Brescia sono risultate positive alla legionella 9 delle 14 torri di raffreddamento presenti nelle industrie che costellano il territorio.

Esclusi dunque gli acquedotti e gli altri impianti di distribuzione acque che non presentano nessuna criticità.

Tra i nove impianti di raffreddamento, trovata positiva anche una delle due torri della Cartiera del Chiese a Montichiari.

Off limits le acque del fiume Chiese sulle quali vige da sempre il divieto di balneazione ma che ora vengono attentamente monitorate.

Legionella, i numeri

Erano da settimane che il bresciano era assediato dalla polmonite e dalla legionella.  Finalmente è arrivata una risposta.

Gli accessi ai Pronto Soccorso di strutture pubbliche e private dei territorio di ATS Brescia e ATS Valpadana nella giornata di domenica 16 settembre, sono stati 33 (24 ATS Brescia e 9 ATS Valpadana). A fronte di tali 33 accessi vi sono stati complessivamente 21 ricoveri (tra cui un trentenne di Calcinato), mentre  40 sono le persone ad oggi positive alla legionella. Complessivamente risultano 191 i ricoverati. E i Comuni sono saliti a 9, con gli ultimi arrivati Calcinato e Bedizzole.

La paura

Con l’inzio delle scuole molti genitori si erano allarmati e alcune scuole avevano anche introdotto l’abitudine di utilizzare solo l’acqua in bottiglia.

In realtà la legionellosi si contrae attraverso il batterio della legionella, che però si trova in acqua: per ammalarsi bisogna inalare gocce microscopiche nebulizzate nell’aria (e in ogni caso, statisticamente, si ammala davvero comunque solo il 5% di chi le ha respirate, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità).

Fonte: bresciasettegiorni.it (qui) e teletutto.it (qui)

Montichiari, Politica locale

Velodromo. Dopo 45 giorni dal sequestro, di cui 19 con pioggia, arrivano i teli per coprire la pista.

Le importanti novità, annunciate dal Sindaco Fraccaro nel suo post su Facebook del 12 settembre scorso (qui), sono arrivate.

Ma in cosa consistono queste novità?

L’Assessore Morandi si convince. Pista “Da coprire. Da proteggere. Per prendersi cura”. Finalmente, meglio tardi che mai verrebbe da dire.

La copertura permanente della delicata pista in legno siberiano del Velodromo comunale è in corso. Esattamente dopo 9 settimane dal sequestro dell’impianto, cioè dopo 45 giorni di cui ben 19 giorni con precipitazioni più o meno intense, l’Amministrazione lumaca si è messa in moto.

Questa la situazione al Velodromo in un video pubblicato sul profilo FB del consigliere comunale Davide Tiraboschi (qui), girato il giorno prima del sequestro testimonia la situazione in cui versava la struttura. Dalla data del sequestro (16/07/2018) ad oggi si sono verificati ben 9 giorni con precipitazioni, di cui ben 6 di intensità significativa (fonte: www.ate43-meteo.it)

E’ doveroso ricordare che il tema delle infiltrazioni è noto da diversi anni, e che tale situazione gestibile con soluzioni temporanee, negli ultimi tre anni si è sempre più aggravato sino ad obbligare la magistratura alla chiusura dell’impianto.

Una lentezza nella soluzione dei problemi che non può essere accettabile per gli standard della maggior parte degli enti locali dell’Italia settentrionale. Oggi l’Assessore Morandi, attraverso i social media, in un post che ritrae i lavoro di copertura con teli particolari la pista del Velodromo, scrive: “Da coprire. Da proteggere. Per prendersi cura.”, come se avesse assunto la funzione di assessore comunale solo oggi.

Poche parole le sue, ma intrise di ipocrisia e manifesta irresponsabilità causata anche dalla insufficiente attenzione rivolta alla struttura sportiva. Tanto che dalla sua nomina ad Assessore, avvenuta il 24/05/2016, la signora Morandi, che non era avulsa dal dibattito politico sul tema in quanto già consigliere, in poco più di due anni è riuscita nella fallimentare impresa di rendere inagibile la struttura. Ivi compresa la corresponsabilità con il Sindaco circa il dimenticato rinnovo del prescritto certificato quinquennale antincendio scaduto il 30 aprile di quest’anno, tanto che le procedure per addivenire all’autorizzazione furono avviate tardivamente e la struttura rimase “fuori legge” dal 1 maggio al 16 luglio giorno del sequestro, mentre si svolgevano regolarmente le attività sportive.

Ecco perchè all’osservatore esterno le parole dell’Assessore Morandi, nel suo post, ora, suonano beffarde. E ci suggeriscono due semplici domande:

Perché la Giunta non ha agito subito visto che avrebbe potuto entro la fine di luglio mettere in sicurezza e protezione la pista in legno siberiano?

Perché solo ora si sono convinti che la pista è da proteggere? Non era da proteggere anche nel 2015? Perché, invece, almeno dalla sua nomina ad Assessore, il 24 maggio 2016, alcuna azione utile per proteggere la struttura è stata messa in campo?

Solo rispondendo a queste due semplici quesiti l’Assessore potrà meglio comprendere cosa significhi “Per prendersi cura”.

Il Velodromo quasi muore di asfissia, per le posizioni politiche autolesioniste e ideologhiche dell’attuale amministrazione e ora un membro autorevole del Governo della città si lancia in un impegno “quasi materno” della struttura. Ma a noi paiono invece parole pronunciate da un’amministrazione più “matrigna”  che “madre” protettiva, che prima ignora la struttura e poi, quando tutti ne hanno svelato l’intento malevolo, la cui personalità cambia e si traveste da falsa madre amorevole.