Immigrazione, Inchieste, Magistratura, Politica

Diciotti, non si trovano gli ordini scritti: si sgretola inchiesta su Salvini

L’indagine sul caso Diciotti potrebbe bloccarsi e saltare definitivamente. Il nodo da sciogliere riguarda la mancanza di ordini scritti da parte del Viminale.

L’indagine sul caso Diciotti potrebbe bloccarsi e saltare definitivamente.

Il nodo da sciogliere riguarda la mancanza di ordini scritti da parte del Viminale. Non un dettaglio da poco. Di fatto mancherebbero le basi per procedere con l’indagine e l’inchiesta potrebbe rivelarsi un clamoroso buco nell’acqua per il pm Patronaggio. Come riporta il Messaggero all’appello tra le carte mancherebbero proprio gli ordini scritti che sarebbero arrivati nella catena di comando per il “no” allo sbarco dei migranti dalla Diciotti. Il ministro degli Interni più di una volta ha ribadito di essere lui stesso l’unico responsabile della decisione che ha poi provocato poi lo stallo della nave nel porto di Catania con a bordo 177 migranti. Nel corso delle indagini sta emergendo sempre più una falla nella ricostruzione della catena di comando.

E sul caso Diciotti resta da sciogliere anche il nodo della competenza. Se lo stop per lo sbarco fosse arrivato nel porto di Catania allora il tutto sarebbe di competenza della prcura etnea. Un ribaltamento del fronteche per ora vede Palermo in prima linea. Intanto per ricostruire la catena di comando, la procura distrettuale di Palermo avrebbe chiesto una serie di testimonianze per capire quali siano stati i contatti tra Diciotti, comandi della Guardia Costiera e Viminale. Saranno ascoltati il comandante della Diciotti, i comandanti delle capitanerie di porto di Porto Empedocle e Catania, il capo di gabinetto di Salvini, Piantedosi, il responsabile dell’ufficio circondariale marittimo di Lampedusa e altri funzionari. Un passo decisivo per capire quale futuro possa avere un’inchiesta che finora appare basata su fondamenta molto fragili…

Fonte: ilgiornale.it Articolo di F. Grilli (qui).

Immigrazione, Politica

Diciotti, Salvini aveva avvertito: “Sono in fuga dalla legge”. Migranti tutti fuggiti. La grande figuraccia buonista.

Matteo Salvini aveva avvertito: “Sono in fuga dalla legge”. In 53 sono scappati da Rocca di Papa, altri 17 dalle Diocesi.

Sono arrivati e già non ci sono più. I migranti della Diciotti, quegli “scheletrini” tenuti a bordo della nave della Guardia costiera italiana per qualche giorno da Salvini, a Rocca di Papa già non ci sono più. Dopo le proteste di fine agosto, infatti, nelle strutture della Cei al “Mondo Migliore” dei cento eritrei non è rimasto più nessuno.

Al centro restano, scrive il Messaggero, solo gli ospiti non eritrei. Gli altri sono finiti nelle diocesi italiane e molti sono fuggiti. Scomparsi nel nulla. Come noto, alcuni di loro, circa 34, sono stati visti e riconosciuti dalla polizia italiana a Ventimiglia. Sono arrivati al confine su un bus affittato dalla Baobab, l’associazione dove si erano rifugiati 16 dei migranti fuggiti dopo lo sbarco della Diciotti. La destinazione finale era il Campo Roja gestito dalla Croce Rossa, uno dei punti da cui tanti passano e poi tentano la traversata verso la Francia.

A conti fatti, dei circa 100 migranti accolti dalla Chiesa, solo in pochi hanno accettato l’ospitalità della Cei. In 53 se ne erano andati via da Rocca di Papa, 17 sono fuggiti dalle varie diocesi. Cifra parziale. Significa qualcosa come 70 stranieri su 100 scomparsi nel nulla nonostante le polemiche, la fame, i pericoli che corrono. Praticamente tutti quelli a bordo della Diciotti, se si escludono i 4 scafisti, i 27 minori fatti sbarcare qualche giorno prima, i 40 ospitati da Albania e Irlanda e le persone in difficoltà scese dalla nave quando ancora si trovava a Lampedusa. Salvini aveva avvertito che sarebbe successo: “Sono in fuga dalla legge”, spiegava. Aveva denunciato il primo fuggi fuggi e la Digos aveva cercato di rintracciarne alcuni. Ma per ora la norma dice che di giorno sono liberi di circolare, dunque non si può far nulla. Se non constatare la grande figuraccia dei buonisti.

Fonte: ilgiornale.it (qui)