Politica locale

Rifiuti, Gelmini: “Introdurre un indice di vivibilità per tutelare la salute dei cittadini”.

La salute pubblica deve essere tutelata e l’attuale approccio non è efficace. Quanto accaduto con la polmonite epidemica rappresenta un esempio. Indubbio che bisogna cambiare i processi di autorizzazione delle attività produttive con alto impatto ambientale. La componente salute deve essere valutata preventivamente e non solo a valle quando gli effetti si abbattono sui cittadini.

La questione rifiuti a Brescia è di lunga data, dalle continue autorizzazione di nuove discariche alla contemporanea presenza dell’inceneritore di A2A, dall’indice di pressione introdotto a tutele dei territori più martoriati (è il caso di Montichiari) da queste attività alla terza linea del termoutilizzatore del capoluogo. Ed il dibattito nel campo del Governo giallo verde si apre con posizioni vecchie leggendo le dichiarazioni in un articolo del luglio scorso apparsi sul Corriere Brescia con un articolo di M. Trebeschi (qui).

Se i rifiuti urbani vengono fagocitati dall’inceneritore di A2A, quelli industriali finiscono sotto terra. Legalmente, si intende. Si tratta degli «speciali», un settore dei rifiuti dove Brescia detiene un record nazionale: nel solo 2016, nelle discariche della nostra provincia, sono stati conferiti 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Tradotto, vuole dire 539 tonnellate per chilometro quadrato. Quando in Lombardia (e nel resto dell’Italia) la media è stata di 41 tonnellate per chilometro quadrato.

E’ a partire da questi dati che prende corpo l’ipotesi di una moratoria stabilita per legge, o per decreto. «Noi abbiamo una proposta di legge su Brescia che è stata scritta l’anno scorso. E io — spiega Ferdinando Alberti, ex deputato M5S e oggi consigliere regionale — sono il primo firmatario». Il testo insomma esiste già, «adesso vogliamo ripresentarlo alla Camera. E questo impegno l’abbiamo chiesto a Claudio Cominardi», attuale sottosegretario del ministero del Lavoro e unico parlamentare bresciano rimasto a Montecitorio.

La proposta di moratoria ha il compito di acquistare tempo, ma non affronta temi come la valutazione dell’impatto delle attività produttive più inquinanti. Il dibattito politico è fermo sulle ricadute di carattere ambientale, sapendo, invece, che le norme esistenti, ancora deboli, risultano poco efficaci in tema di ripristino ambientale e bonifiche, nonchè di tutela della salute. Infatti è quasi assolutamente assente la questione relativa alla saluta pubblica, proprio perchè, il tema è affrontato dal lato delle aziende inquinanti, dove sono collocate e quanto inquinano, mentre l’approccio deve essere radicalmente diverso. Il punto di osservazione deve essere spostato sugli effetti di questi impianti cumulati, e presenti in un determinato cluser abitativo, sulla popolazione.

L’ipotesi trova «d’accordo» anche Simona Bordonali, parlamentare della Lega che ricorda il lavoro fatto negli anni passati come Regione Lombardia «quando ci eravamo opposti allo Sblocca Italia». Per l’ex assessore della giunta Maroni, sul fronte dei rifiuti «bisogna puntare sul principio dell’autosufficienza», da applicare «su base regionale. E’ impensabile che Brescia diventi la pattumiera d’Italia. Ecco perché sentirò il governo sul principio dell’autosufficienza regionale». In realtà, la proposta di legge dei pentastellati — così come la richiesta avanzata di recente dal tavolo Basta veleni — parla espressamente di «moratoria». Tradotto, si chiede che la Provincia di Brescia e la Regione non autorizzino più alcun nuova discarica. E blocchino gli iter in corso per nuovi impianti nel Bresciano (quelli esistenti non verrebbero toccati).

Ancora una volta la politica si appella all’autosufficienza, quella regionale ovviamente, mentre la provincia di Brescia, che ha il triste record di 539 tonnellate per chilometro quadrato, dovrebbe suggerire di restringere l’autosufficienza al territorio bresciano.

Si chiede quindi alla politica (e al governo) di riconoscere l’eccezionalità di questo territorio, che nel solo comune di Montichiari stocca in discarica qualcosa come 17 milioni di metri cubi di rifiuti. Per Alberti (M5S) serve un coordinamento tra Montecitorio e Palazzo Chigi, «evitando tensioni». L’idea è quella di percorrere «entrambe le strade, anche se il lavoro più importante — sostiene — lo faranno gli uffici del ministro dell’Ambiente Sergio Costa» al quale i 5 stelle chiederanno di fare «un decreto» per Brescia. Oggi che sono al governo i grillini sembrano più intenzionati a seguire tutte le procedure previste dalla norma. «Sul tema rifiuti non abbiamo assolutamente cambiato idea — dice Alberti — vogliamo solo studiare tutti i passaggi affinché il decreto sia fattibile». L’anno scorso, infatti, l’allora ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti avrebbe fatto capire che, per procedere ad un eventuale «moratoria per Brescia», la Regione Lombardia avrebbe dovuto avanzare una richiesta (mai arrivata). Altrimenti, sarebbe stata una sorta di invasione di campo sul fronte dell’autonomia. «Non credo sia andata così» dice Bordonali, pronta a «interessare il governatore Fontana» sul tema dell’autosufficienza regionale per i rifiuti speciali: «Brescia ha già dato», ripete.

Brescia ha già dato, ma la politica ancora non affronta seriamente la questione, anzi, ancora una volta non ragiona in termini di benessere dei cittadini, ma si pone già in modalità mediatrice tra gli interessi enormi (sia pubblici che privati) presenti nel campo dei rifiuti e la tutela convinta della salute dei cittadini che rappresentano.

Senza pretendere di affrontare il tema, sembra proprio venuto il tempo, già tentato in passato, di aprire un dibattito pubblico sull’istituzione di un indice di vivibilità (legato alle condizioni di vita e salute pubblica dei cittadini abitanti in prossimità degli impianti di smaltimento rifiuti) che potrebbe davvero limitare l’attivazione di nuovi impianti (non solo strettamente legati allo smaltimento dei rifiuti). E la discussione non potrà che riguardare l’efficacia della normativa regionale sulla salute pubblica. Il legislatore regionale deve essere in grado di riformare le norme esistenti e cambiare l’impostazione del passato. E’ venuto il tempo di codificare norme che aiutino a prevenire seriamente sulla base di analisi e dati storici quello che sarà l’impatto di particolari attività industriali fortemente inquinanti in tessuti urbani già compromessi.

Amministrative, Elezioni, Montichiari, Politica locale

Montichiari 2019, una poltrona per due. Togni e Rosa in campo. Ora la Lega monteclarense ad un bivio.

Ora saranno i vertici della Lega monteclarense a decidere il nome del candidato Sindaco che guiderà l’alleanza che sarà costruita per le elezioni amministrative del 2019.

Sono almeno due, in casa Lega, i nomi dei possibili candidati in vista delle elezioni amministrative per individuare il nome del Sindaco uscente Mario Fraccaro. Dopo l’annuncio della disponibilità dell’ex primo cittadino Gianantonio Rosa, infatti, un altro autorevole nome del Carroccio locale ha comunicato la sua disponibilità, già anticipata al Carroccio lo scorso luglio. Si tratta del capogruppo del partito Marco Togni, che siede in consiglio comunale da circa 20 anni e che non ha mai svolto ruoli negli esecutivi Rosa e Zanola.

L’ex Sindaco Rosa – dopo i 22 anni della giunta Badilini – era stato eletto con una netta affermazione nel 1999 e successivamente riconfermato nel 2004. Nel 2009 aveva sostenuto Elena Zanola eletta primo cittadino nonostante la frattura con la Lega Nord. Ora Rosa consegna alla Lega la propria disponibilità per un nuovo mandato.

Negli ultimi mesi diversi sono stati i nomi in circolazione, ma ufficialmente sono solo due gli esponenti disponibili e la Lega monteclarense  si trova ora davanti ad un bivio perchè è chiaro che Rosa e Togni hanno visioni e progetti per il futuro molto diversi.

La scelta del candidato Sindaco è stata rivendicata dalla Lega monteclarense essendo nell’ambito del centrodestra il partito più consistente. Una scelta che condizionerà sicuramente la fisionomia progetto di amministrazione, sia per contenuti che per il perimetro politico che avrà.

Rosa si è limitato ad alcune dichiarazioni sul quotidiano BresciaOggi del 29/09/2018.
“Ho dato la disponibilità a una mia candidatura, ma il mio nome è stato inserito in una lista in cui sono state indicate altre personalità. Dovranno essere il direttivo del partito e la sezione a scegliere il miglior candidato possibile. Quello che in questo momento posso dire è che sono al servizio del partito e non intendo rompere l’unità della sezione.
Mentre Togni ha diffuso un comunicato attraverso il suo profilo Facebook:

A luglio ho dato disponibilità al direttivo di sezione per la mia candidatura alla carica di sindaco. L’ho data non prima di aver attentamente valutato l’attuale situazione amministrativa in cui versa oggi la nostra città bisognosa di un profondo cambiamento e di discontinuità dal passato.

La spinta maggiore che mi ha convito a mettermi in gioco l’ho ricevuta dai tanti cittadini conosciuti negli ultimi anni, e non solo dagli amici di sempre, che mi hanno manifestato la loro stima per le battaglie portate avanti e le loro aspettative future.
Questo è stato un grande incoraggiamento per prendere questa decisione che comporta una grande responsabilità.

Vent’anni nel ruolo di consigliere comunale mi hanno dato una profonda conoscenza del territorio, della sua storia e delle sue problematiche. Quindici anni passati in maggioranza ma in particolar modo gli ultimi cinque come capogruppo in opposizione, dove il lavoro è molto più impegnativo, mi hanno permesso di vedere le cose da più punti di vista e sono serviti per maturare. Ora sento di essere pronto ad esprimere il mio progetto di una Montichiari che vuole abbracciare il futuro e che non vuole essere ancorata perennemente al passato.

Da tempo con altre forze politiche, nazionali e locali, abbiamo intrapreso un comune cammino di collaborazione e di avvicinamento alle prossime amministrative del 2019. Insieme abbiamo tracciando i contorni del progetto che si vuole presentare, fatto di idee nuove, di innovazione, di maggior vicinanza alle necessità e alle richieste dei cittadini che prima di tutto vogliono concretezza e sono stufi delle sole parole.

La prossima vorrei fosse un’amministrazione profondamente diversa, da quelle che fino ad oggi si sono succedute, in primis nel modo di amministrare e per far questo serviranno molte energie e tantissima costanza per rivedere tutto il sistema ormai non più al passo dei tempi. L’opportunità di concretizzare questo progetto, passa sia dalla necessità di proporre nuove personalità sia di saper valorizzare le esperienze e le competenze passate con il loro prezioso contributo.

Il progetto che propongo infatti, non vuole essere funzionale agli equilibri interni dei partiti ma rivolto ai cittadini che sono il vero motore della comunità e vanno messi per primi rispecchiando in questo modo il nuovo corso che la Lega ha intrapreso a livello nazionale.

Fonte: Facebook

Montichiari, Politica locale, Territorio bresciano

Casa della Musica. La Giunta autorizza il Dirigente a procedere con la gara. E questa sera la discussione in Consiglio comunale sarà inutile. Per i cittadini? Nessun rispetto.

Si ritorna in Consiglio comunale a Montichiari, questa sera alle 20.30. Il Consiglio comunale dovrà affrontare i seguenti argomenti: il primo punto all’ordine del giorno è relativo alla Partecipazione all’avviso di gara concernente la vendita di azioni della società Co.g.e.s. mediante concambio azionario a favore dei soci di Co.g.e.s. e prospettata fusione per incorporazioe nella società acquirente. Il secondo ed il terzo punto hanno una valenza più politica infatti sono riferite alla discussione di due petizioni popolari una riguardante la contrarietà alla realizzazione della casa della musica presso l’immobile della ex Biblioteca comunale e l’altra contraria alla distruzione dei giardini di Piazza Teatro e il rifacimento della stessa.

Se il primo punto all’ordine del giorno si profila privo di potenziale contrapposizione tra la maggioranza consiliare, che sostiene il Sindaco Fraccaro e la sua Giunta, e l’opposizione di Lega e M5S, non può dirsi altrettanto per le petizioni popolari in discussione.

Infatti, sono scontate le posizioni della maggioranza consiliare che ribadirà la propria determinazione sia alla realizzazione della Casa della Musica nell’immobile della ex Biblioteca, nonostante, le limitazioni tecniche riscontrate che impatteranno sulla fruibilità dell’immobile dopo la ristrutturazione, ma anche per i problemi che il procedimento amministrativo dell’opera ha avuto dalla sua programmazione ad ora. E proprio su questa opera si deve rilevare come il Dirigente comunale del Dipartimento Territorio e servizi alle imprese, nonchè responsabile unico del procedimento, senza attendere le determinazioni del Consiglio comunale di questa sera che potrebbe decidere lo stralcio dell’opera, ma anche la sospensione o il rinvio ha avviato l’indizione della gara per lavori di recupero Ex Biblioteca in Casa della Musica. La determinazione dirigenziale è la n. 545 ed è datata 04/09/2018. Oggi! Il Dirigente comunale, dunque, anticipa le decisioni della maggioranza, ma rende inutile la discussione di questa sera in Consiglio comunale. Non crediamo che tale comportamente sia stato assunto autonomamente dal Dirigente comunale, di nomina del Sindaco Fraccaro, ma possiamo supporre che avrà ottenuto tale indicazione politica di procedere dallo stesso Sindaco, dal Vice Sindaco (con delega alla Cultura) e dall’Assessore ai Lavori pubblici. Gli amministratori giustificheranno in Consiglio la loro sensibilità per la democrazia e per il rispetto dell’organo che rappresenta tutti i monteclarensi.

Mentre sul terzo punto all’ordine del giorno quello riguradante la Piazza Treatro pare scontata la posizione dell’Amministrazione comunale contraria alla petizione presentata dai cittadini monteclarensi.

Resta infine aperta la discussione sul futuro di piazza Teatro.

Politica locale, Territorio bresciano

Forti miasmi a Vighizzolo. Ma nessuno trova la fonte.

Ci risiamo. Nel fine settimana tra sabato 25 e domenica 26 agosto la frazione Vighizzolo di Montichiari è tornata a respirare i forti miasmi che da tempo la colpiscono, pur senza mai individuare le cause. La situazione si è fatta peggiore nella giornata di lunedì 27, tanto da muovere i residenti ad allertare i carabinieri e l’Arpa per effettuare dei controlli.

L’intensità dell’odore era molto simile a quello avvertito dalla scuola Giovanni Paolo II portando a una serie di malori di massa e anche in questo caso non si è identificato il motivo del tanfo. Oltre la tangenziale, in frazione Rò, si sono compiuti dei controlli tra aziende e siti di smaltimento di rifiuti non pericolosi, oltre a quelle che hanno ripreso l’attività dopo la pausa estiva. Ma senza risultato.

Fonte: quibrescia.it (qui)