Allerta, Maltempo

Temporali e vento forte. Il comunicato del Centro funzionale monitoraggio rischi naturali.

Dal CENTRO FUNZIONALE MONITORAGGIO RISCHI NATURALI di Regione Lombardia:

Per la giornata di oggi, mercoledì 31/10, sulla Lombardia flusso meridionale debolmente perturbato, con relativa intensificazione delle precipitazioni dal pomeriggio, in irregolare estensione anche alla Lombardia orientale; nel complesso fino alla sera di oggi quantitativi prevalentemente deboli sui settori centro-orientali (1-10 mm), da deboli a moderati su quelli orientali, con valori più significativi sull’alta pianura occidentale al confine con il Piemonte e sul Lago Maggiore (15-30 mm). Oggi generale rinforzo dei venti da est nei bassi strati su pianura e fascia pedemontana ed in quota da sud.

Dalla sera di oggi l’avvicinamento da sudovest di una depressione attualmente tra Penisola Iberica e Mediterraneo Occidentale porterà un rapido aumento dell’instabilità, con effetti principali nella giornata di domani 01/11, in particolare in mattinata. Si prevedono precipitazioni diffuse su rilievi e pianura occidentale, sparse altrove: più consistenti sui settori occidentali e sulle Prealpi Centro- Occidentali, con possibile attivazione di una linea temporalesca tra Liguria, Pianura Lombarda occidentale e Prealpi Occidentali Lombarde nel corso del mattino. Le precipitazioni si protrarranno per l’intera giornata ma la fase più intensa è prevista tra il primo mattino ed il primo pomeriggio di domani 01/11, con quantitativi massimi di 40-50 mm/12h. Contemporaneamente si avrà un rinforzo generale dei venti dai quadranti meridionali ed orientali, con previsione di velocità medie orarie comprese tra 30 e 40 km/h, con raffiche fino a 50-60 km/h, principalmente sui settori centro-orientali di pianura, limitatamente alla mattinata di domani e per breve tempo collegato al rapido passaggio della perturbazione.

Fonte: Comunicato Regione Lombardia (qui)

Politica locale, Territorio bresciano

La politica si elegge il Presidente della Provincia di Brescia. Rivogliamo l’elezioni diretta del Presidente e del Consiglio provinciale.

Tutto pronto oggi la politica si eleggerà i nuovi presidenti e rispettivi Consigli in 18 Province di Lombardia, Piemonte e Liguria.

I Comuni delle tre Regioni coinvolti nella tornata elettorale saranno in tutto 2.294.

In Lombardia si voterà per il rinnovo dei presidenti di Provincia a Brescia, Como e Lecco, mentre a Bergamo, Sondrio e Varese si eleggono anche i consiglieri provinciali. A Cremona, Lodi, Mantova e Pavia si voterà solo per i Consigli.

Gli elettori, sindaci e consiglieri comunali chiamati a votare in rappresentanza dei 5 milioni 931 mila cittadini dei loro 1.338 Comuni, saranno in tutto 15.940. In questa regione, quindi, oltre ai sei presidenti si voterà per eleggere anche 88 consiglieri provinciali.

A Brescia per prendere il posto di Pier Luigi Mottinelli sono in lizza Samuele Alghisiper il centrosinistra e Giorgio Bontempi per il centrodestra. Due candidati anche a Bergamo, Varese e Como, mentre a Lecco e Sondrio il candidato è unico, rispettivamente Claudio Usuelli , sindaco di Nibionno, per Lecco, e Elio Moretti, primo cittadino di Teglio, per Sondrio. I quattro candidati rappresentano comuni tra i 3.000 e 5.000 abitanti, due amministrano comuni tra i 5.000 e i 10.000 abitanti e due tra i 10 mila e i 30 mila.

Diverso il quadro in Piemonte, dove si voterà per il rinnovo del presidente di Provincia e del rispettivo Consiglio a Cuneo e a Biella, mentre Novara e Verbano Cusio Ossola saranno impegnate nell’elezione del solo presidente. Ad Alessandria, Asti e Vercelli si voterà invece per il solo consiglio Provinciale. Saranno poi 9.998 i Sindaci e i consiglieri comunali chiamati al voto in rappresentanza di 2 milioni e 115mila cittadini degli 887 comuni coinvolti. Oltre ai 4 Presidenti, dunque, si voterà per eleggere anche 54 consiglieri provinciali. Quanto ai Presidenti, a Cuneo il candidato unico è il Sindaco del Comune Capoluogo Federico Borgna; a Novara il candidato unico è il Sindaco di Trecate, comune di oltre 20 mila abitanti; a Biella è Gianluca Foglia Barbisin, Sindaco di Coggiola (meno di tremila abitanti).Quanto a Verbano Cusio Ossola, i due Sindaci amministrano l’uno un comune con meno di mille abitanti, e l’altro con meno di cinquemila abitanti.

In Liguria l’unica delle tre Province alle urne è Savona, che voterà per il solo rinnovo del presidente. Il candidato unico è Pierangelo Olivieri, sindaco di Calizzano (1.471 abitanti), che sarà votato da 842 tra primi cittadini e consiglieri Comunali in rappresentanza dei 279 mila abitanti dei 69 Comuni della Provincia.

La tanto discussa abolizione delle Province è dunque sempre più lontana. Nel 2014 la riforma Delrio le aveva trasformate in enti di secondo livello per i quali non è prevista l’elezione diretta. Tra i loro compiti sono rimasti l’edilizia scolastica, la gestione delle strade provinciali, l’ambiente e i trasporti. Il referendum del 4 dicembre 2016, in cui ha vinto il fronte del no, prevedeva la cancellazione delle Province dalla Costituzione, demandando però a leggi successive la loro cancellazione o la ridefinizione delle competenze. Una cosa è certa: negli anni scorsi i tagli a questi enti sono stati particolarmente pesanti – circa due miliardi tra il 2015 e il 2016 – tanto che più volte anche da Brescia sono partiti appelli al Governo per rivedere i finanziamenti. Senza contare che sulle loro attività c’è una certa confusione: in Lombardia, ad esempio, i Centri per l’impiego sono rimasti in capo alle Province, con relativi prolemi organizzativi e di personale.

Da sottolineare come il rinnovo delle amministrazioni provinciali non rappresenta l’occasione per il giudizio sull’operato degli amministratori uscenti, ma piuttosto la corsa per l’occupazione del potere da parte delle classi dirigenti dei partiti. E’ auspicabile il ritorno al voto diretto dei cittadini per consentire alle province di ritornare ad essere strumenti operativi di area vasta in grado di coordinare politiche che i comuni non sono in grado di affrontare e servizi che le regioni troppo lontane dai cittadini sono in grado di garantire. Le nuove province dovranno essere enti con competenze chiare e dotate di risorse certe solo così i dirigenti di partito potranno lascere il posto alla rappresentanza diretta dei cittadini, riducendo il ruolo dei partiti e incrementando quello dei cittadini e delle comunità.

Fonte: giornaledibrescia.it (qui)

America, Economia

Economia Usa, fiducia consumatori: indice Conference Board (in crescita) a 137,9. Effetto Trump.

 A ottobre, gli statunitensi si sono dimostrati più ottimisti sull’economia, sorprendendo gli analisti, anche se va detto che molti di costoro ”gravitano” nell’area politica del Partito Democratico, avendo molti gruppi finanziari di Wall Street finanziato la campagna elettorale della sconfitta Hillary Clinton, e quindi propensi a valutare negativamente, a ridosso delle elezioni di midterm, i dati economici per non valorizzare l’operato del presidente Trump e del Partito Repubblicano. L’indice sulla fiducia redatto mensilmente dal Conference Board, gruppo di ricerca privato, è salito dai 135,3 punti di settembre a 137,9 punti, mantenendosi a livelli visti l’ultima volta nel 2000, al colmo del boom economico Usa. I suddetti analisti attendevano un dato a 136,5 punti. La componente che misura le aspettative per il futuro è salita da 112,5 a 114,6 punti; quella sulla situazione attuale è salita da 169,4 a 172,8 punti. Risultato, il record da 18 anni a questa parte.

Fonte: SoldiOnline.it (qui)

America, Immigrazione

Usa, Ius soli: ecco perché la cittadinanza americana per nascita sarà automatica solo per figli nati da genitori americani.

Ogni anno, sono circa 400.000 i bambini nati negli Stati Uniti da immigrati clandestini. Questo costituisce all’incirca il 10% del totale delle nascite. Il governo considera questi bambini come cittadini americani, con gli stessi identici diritti dei figli di cittadini americani. Lo stesso vale per i bambini nati da turisti e altri stranieri che sono presenti negli Stati Uniti in uno status immigratorio legale ma temporaneo.

Poiché il turismo su larga scala e l’immigrazione clandestina di massa sono fenomeni relativamente recenti, non è chiaro per quanto tempo il governo americano abbia seguito questo principio dello ius soli, ovvero di “diritto alla cittadinanza per nascita”, senza tener conto della durata o legalità della presenza della madre o il padre.

Ius Sanguinis e Ius Soli

I paesi generalmente adottano uno dei due sistemi per concedere la cittadinanza ai bambini: ius sanguinis o ius soli. La maggior parte dei paesi pratica lo ius sanguinis, noto anche come cittadinanza per discendenza, o cittadinanza per “diritto di sangue”. Secondo questo sistema, un bambino acquisisce la cittadinanza dei genitori alla nascita. Alcuni paesi determinano la cittadinanza del bambino in base alla cittadinanza del padre, mentre altri secondo quella della madre.

I paesi che adottano lo ius sanguinis non concedono automaticamente la cittadinanza a un bambino nato all’interno dei loro confini se quel bambino è nato da genitori stranieri. Questo vale sia per gli immigrati legali sia quelli clandestini. Il bambino mantiene la cittadinanza straniera del genitore.

Un limitato numero di paesi adotta lo ius soli, o cittadinanza per “diritto di suolo”. Secondo questo sistema, un bambino acquisisce automaticamente la cittadinanza del paese in cui ha luogo la nascita. Questa cittadinanza è generalmente concessa senza condizioni, e la cittadinanza e lo status d’immigrazione dei genitori sono irrilevanti.

Alcuni eminenti giuristi e professori universitari, tra cui il giudice della Corte d’appello federale Richard Posner, si sono chiesti se il quattordicesimo emendamento della costituzione americana debba essere interpretato a favore di una politica di cittadinanza così permissiva.

I sostenitori del mantenimento dello ius soli sostengono che il significato letterale della clausola di cittadinanza del quattordicesimo emendamento preveda il diritto automatico alla cittadinanza per nascita sul suolo americano per tutti i bambini, inclusi sia quelli nati da stranieri illegali e temporanei. Tuttavia, diversi giuristi che hanno approfondito la storia del quattordicesimo emendamento, hanno concluso che la frase “soggetto alla giurisdizione” non ha un chiaro significato, e che l’attuale applicazione dello ius soli è ingiustificato.

Solo 30 dei 194 paesi del mondo garantiscono la cittadinanza automatica ai bambini nati da stranieri clandestini. Delle economie avanzate, il Canada e gli Stati Uniti sono gli unici paesi che concedono la cittadinanza automatica ai bambini nati da immigrati clandestini. Nessun paese europeo garantisce la cittadinanza automatica ai bambini di stranieri clandestini. La tendenza globale è quella della dissociazione dal concetto dello dello ius soli, e non la sua adozione, come vorrebbero farci credere alcuni politici italiani.

Negli ultimi anni, la tendenza internazionale è stata quella di abolire lo is soli. Tra i paesi che lo hanno abolito ci sono il, Regno Unito (1983), Australia (1986), India (1987), Malta (1989), Irlanda (2004), la Nuova Zelanda (2006), e la Repubblica Dominicana (2010).

I motivi per cui questi paesi hanno abolito lo ius soli erano essenzialmente l’aumento dell’immigrazione clandestina. Il turismo di cittadinanza è stato uno dei motivi per cui l’Irlanda ha abolito lo ius soli nel 2004. Se gli Stati Uniti non dovessero più concedere la cittadinanza americana ai figli d’immigrati clandestini, non farebbero altro che seguire la tendenza internazionale.

ius soli
Mappa dei paesi che adottano lo ius soli

 

La verità è che il quattordicesimo emendamento della costituzione americana non era stato promulgato al fine di favorire l’immigrazione clandestina, o per conferire diritti a bambini nati da immigrati clandestini.

I due benefici di cittadinanza che hanno attirato la maggiore attenzione nel dibattito su una possibile abolizione dello ius soli negli Stati Uniti sono:

  • L’assistenza governativa e altri benefici a cui una famiglia di immigrati clandestini non avrebbe altrimenti accesso;
  • Il diritto del bambino, al raggiungimento della maggiore età, di fare ottenere il permesso di soggiorno ai suoi genitori, i fratelli nati all’estero, e un eventuale coniuge nato all’estero. Questi potranno, a loro volta, sponsorizzare i propri genitori e fratelli nati all’estero, che a loro volta potranno sponsorizzare i propri coniugi stranieri (e così via), generando una catena migratoria virtualmente inesauribile.

Questi benefici hanno contribuito alla crescita di un’industria del “turismo delle nascite”.

Il giudice della Corte federale d’appello Richard Posner ha dichiarato in una recente sentenza che la politica di concessione della cittadinanza per nascita ai figli d’immigrati illegali e temporanei dovrebbe essere cambiata, e che gli Stati Uniti non dovrebbero incoraggiare gli stranieri a venire negli Stati Uniti solo per consentire ai loro figli di acquisire la cittadinanza americana.

Il Dipartimento di Stato americano non è autorizzato a negare il visto da turista a una donna solo perché incinta. Di conseguenza, lo ius soli consente di trasformare un’apparente visita di piacere in un aumento dell’immigrazione e concessione di cittadinanza che non erano necessariamente contemplate o accolte dai cittadini americani. Un recente sondaggio ha rilevato che solo il 33% degli americani appoggia la pratica di concedere la cittadinanza automatica ai bambini nati da immigrati clandestini.

Quale legge giustifica la concessione automatica della cittadinanza americana per nascita? Deve essere concessa ai figli d’immigrati clandestini secondo la costituzione? La risposta sembrerebbe essere “no”. Nessun articolo o emendamento della Costituzione americana affronta specificamente come devono essere trattati i figli degli immigrati in merito alla cittadinanza.

Il quattordicesimo emendamento conferisce la cittadinanza attraverso “naturalizzazione” o per nascita, a persone “soggette alla giurisdizione” degli Stati Uniti, mentre non c’è alcuna indicazione su quando uno straniero debba essere considerato soggetto alla giurisdizione degli Stati Uniti.

La clausola di cittadinanza del quattordicesimo emendamento

Secondo il primo paragrafo del quattordicesimo emendamento della Costituzione americana, noto anche come Clausola di cittadinanza:

“Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione, sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono”.

Questa clausola contiene due requisiti per ottenere la cittadinanza americana per nascita:

  1. La nascita deve essere avvenuta negli Stati Uniti; e
  2. La persona nata deve essere soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti.

I sostenitori della concessione della cittadinanza automatica ai bambini di immigrati clandestini si concentrano sul primo requisito, sostenendo che la nascita sul suolo statunitense, da sola, garantisce la cittadinanza americana. Secondo questa teoria, “soggetto alla giurisdizione” significa semplicemente essere suscettibili all’autorità di polizia (cioè essere obbligati a seguire le leggi e pagare multe per eventuali violazioni).

Tuttavia, una tale interpretazione crea una ridondanza nel quattordicesimo emendamento, poiché tutte le persone nate negli Stati Uniti sono soggette alle leggi americane. Accettando la premessa che “soggetto alla giurisdizione” significa, semplicemente, essere “soggetto al potere di polizia” trasforma una parte cruciale e attentamente scritta della Clausola di cittadinanza in una mera ridondanza.

L’indagine, quindi, si concentra sull’intento di chi ha scritto la clausola, e se un bambino nato negli Stati Uniti da un immigrato clandestino è una persona che è “soggetta alla giurisdizione” degli Stati Uniti, e di conseguenza un cittadino del paese.

Nessuno dubita che lo scopo principale del quattordicesimo emendamento fosse di garantire che gli schiavi liberati fossero riconosciuti come cittadini americani. Quindi, molti sostengono che i bambini di immigrati clandestini dovrebbero avere stesso privilegio.

Ma quando fu emanato il quattordicesimo emendamento, il processo d’immigrazione era estremamente semplice, e solo in pochissimi non avevano modo di ottenere il permesso di soggiorno. Inoltre, dati i costi e i rischi di un viaggio intercontinentale, i turisti e gli altri visitatori temporanei erano veramente pochi.

In sostanza, non c’è alcuna prova diretta che il Congresso americano abbia mai voluto conferire la cittadinanza ai figli di visitatori temporanei o illegali. Il trend internazionale è quello di abolire lo ius soli, e non di introdurlo.

Fonte: simonebertollini.com (qui)

America, Immigrazione

Donald Trump contro lo ius soli: “È ridicolo, pronto a firmare un ordine esecutivo per bloccarlo”

The Donald contro il 14° emendamento che assegna la cittadinanza ai bimbi nati sul suolo americano. Ma secondo molti costituzionalisti non basta un atto del presidente.

“Siamo l’unico Paese al mondo dove una persona viene, ha un figlio e questo bambino diventa cittadino degli Stati Uniti per 85 anni con tutti i benefici”. Donald Trump attacca lo ius soli, garantito dal 14° emendamento alla Costituzione americana, che sancisce che è cittadino americano chiunque nasca nel Paese, e che è stato l’architrave della costruzione nazionale degli Stati Uniti come terra di immigrati.

“È ridicolo e deve finire, è stato avviato il processo e lo faremo con un ordine esecutivo”, ha detto Trump intervistato da Axios per un documentario in quattro puntate che andrà in onda, a partire da domenica prossima su Hbo. “Mi è sempre stato detto che c’è bisogno di un emendamento costituzionale, ma sapete cosa? Non c’è bisogno”, ha aggiunto Trump, sfidando le critiche e le obiezioni che arriveranno dai costituzionalisti. “Si può definitivamente fare con un atto del Congresso, ma ora mi dicono che si può fare anche con un decreto esecutivo”.

Donald Trump cavalca il tema immigrazione in vista delle elezioni di midterm del 6 novembre. Il presidente non precisa quando intende procedere ma sottolineando che il piano “è in corso di svolgimento e accadrà”. Trump aveva duramente criticato questo diritto anche in campagna elettorale. Diversi altri Paesi, incluso il Canada, hanno una politica di cittadinanza legata alla nascita.

Fonte: huffingtonpost.it (qui)