Amicizia, Società

Frasi sull’amicizia che faranno riflettere

Abbiamo la tendenza a chiamare amici persone che spesso non lo sono. Persone che approfittano di noi per ottenere qualcosa in cambio, che non ci sono quando ne abbiamo bisogno, ma che giustifichiamo per l’affetto che proviamo nei loro confronti. I proverbi e le frasi sull’amicizia spesso ci servono per ricordare che non possiamo essere così ingenui.

È vero che chi trova un amico trova un tesoro, ma bisogna saper distinguere tra “amici” e “conoscenti”, perché non tutti meritano la nostra preoccupazione e il nostro tempo. Essere gentili e generosi verso gli altri è una qualità meravigliosa, ma non fino al punto di lasciare che ci calpestino.

Un vero amico non vi darà mai grattacapi di questo tipo. Magari alcuni dei suoi comportamenti vi risultano altamente fastidiosi, a volte vi fa uscire dai gangheri o discutete per delle sciocchezze, ma quando ne avrete davvero bisogno, lui sarà lì.

Non importa se piove o nevica o se ha di meglio da fare: vi vuole bene e ve lo dimostra. Dopo tutto, ciò che conta in questi casi sono i fatti, non le parole ben intenzionate. Vi lasciamo qui di seguito 6 meravigliose frasi sull’amicizia per farvi riflettere.

Sei frasi sull’amicizia che vi faranno riflettere

“Colui che cerca un amico senza difetti rimane senza amici”

Questo proverbio turco ci invita a riflettere su ciò che esigiamo dagli altri rispetto a quello che esigiamo da noi stessi. Nessuno è perfetto, perché siamo umani. Così come tutte le altre persone, anche noi abbiamo difetti che vengono rispettati (e a volte addirittura apprezzati) dai nostri cari.

Rifiutare una persona perché non ci piacciono i suoi difetti la dice lunga sulla nostra autostima. Se i vostri amici sono bravi, leali e nobili, tutto il resto dovrebbe passare in secondo piano. Concentratevi sulle cose meravigliose che vi danno e non sui loro piccoli difetti.

“L’amicizia moltiplica le gioie e divide le angoscie”

Questa frase è del famoso filosofo Sir Francesco Bacone. Come ben sapeva, le gioie condivise sono gioie doppiamente celebrate. L’essere umano è un animale sociale, per quanto possa sforzarsi di isolarsi. Non c’è sensazione migliore che sentirsi capito e sostenuto dagli amici, sia nei momenti negativi che in quelli positivi.

In questo modo si gode il doppio per i momenti belli e la tristezza ha un impatto minore. Un buon amico saprà sempre quando mettere a nostra disposizione la sua spalla e quando è il momento di farci ridere.

“Gli amici sono come i buoni libri: non è importante che siano molti, ma che siano buoni”

Le frasi sull’amicizia sono spesso di origine anonima, come questa. Molte persone misurano la loro autostima in base al numero di amici che hanno, e questo è un errore. La quantità non sempre equivale alla qualità. I veri amici si contano sulle dita di una mano, ricordatelo.

Coloro che si vantano di essere amici di tutti in realtà non sono amici di nessuno. Con un vero amico non dobbiamo recitare o fingere di essere qualcuno che non siamo, perché c’è un legame speciale.

“Il falso amico è come l’ombra che ci segue finché dura il sole”

Lo scrittore italiano Carlo Dossi ci mette in guardia rispetto a coloro che dicono di esserci amici, ma in realtà non lo sono. Si tratta di chi ci resta accanto solo quando ci va tutto per il meglio, nei momenti in cui godiamo dell’ammirazione degli altri. Sono interessati a noi solo per questo motivo, non perché desiderino davvero la nostra amicizia.

Non preoccupatevi se in un primo momento fate fatica a distinguerli. Quando vivrete momenti meno felici, potrete notare la loro assenza e indifferenza, cosa che non accadrà, invece, con gli amici veri. Sappiate apprezzare gli amici che avete e non perdete tempo con chi vi ha deluso.

“Allontanati gradualmente da un amico per il quale rappresenti un mezzo e non un fine”

Questo consiglio di Ramón y Cajal

è molto sensato. Se notate che qualcuno vi sta usando per raggiungere uno scopo o per un qualche fine illegittimo, allontanatevi da questa persona. Non meritate persone così nella vostra vita. Un vero amico sarà sempre onesto con voi e non vi userà mai per il proprio tornaconto.

Se non si vuole discutere o avere un confronto diretto con questa persona, è meglio allontanarsi a poco a poco. Fatelo in modo gentile e se questa persona vi chiede spiegazioni, dategliele. Contrariamente a lei, voi almeno sarete onesti.

“Se volete farvi un’idea su un uomo, osservate chi sono i suoi amici”

Lo scrittore francese e teologo Fénelon è l’autore di una delle frasi più centrate sull’amicizia. Se volete conoscere davvero una persona, fate bene attenzione alla gente con cui sceglie di passare il suo tempo. Di solito le amicizie la dicono lunga sui valori e il carattere di una persona.

È vero che a volte si possono commettere degli errori di valutazione, ma è comunque un fattore da tenere in considerazione. Gli amici sono la famiglia che si sceglie, quindi è di vitale importanza prestar loro attenzione.

Fonte: lamenteemeravigliosa.it

Crisi di Governo, Politica

Servi di qualcuno

Tornare indietro per non morire americani o democristiani. Articolo di Sebastiano Caputo del 21 agosto 2019. Pubblicato sul sito L’intellettuale dissidente

“L’unità di crisi” di governo non è Italia ma all’estero. O almeno coincide con quelle che sono le traiettorie geostrategiche del nuovo corso globale. Non a caso l’appello lanciato nei giorni scorsi su una possibile alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico è arrivato dalla personalità italiana più autorevole e influente nel mondo sino-russo: Romano Prodi. Pochi lo sanno ma il fondatore dell’Ulivo è il nostro connazionale più accreditato a Mosca (è l’unico che viene ricevuto in privato da Vladimir Putin diverse volte all’anno) e a Pechino, non a caso è stata fortemente voluta dai vertici del Partito Comunista Cinese la sua adesione come membro all’Advisory Council della Belt and Road Initiative. Insomma “la Coalizione Ursula” è una chiara e puntuale risposta a quella che su queste colonne digitali avevamo definito la “nuova via talassocratica” di Matteo Salvini. E dopo la giornata surreale di ieri questa improvvisa sterzata sta prendendo forma lentamente. Ma prima di dire le jeux sont faits tutti devono salire al Quirinale. Giuseppe Conte a consegnare le dimissioni, Luigi Di Maio per portare sul tavolo il più alto numero di parlamentari, infine Matteo Salvini con la forza dei sondaggi e del consenso. E se è vero che il Movimento 5 Stelle è l’ago della bilancia che determina la nuova maggioranza, è ancor più vero che la Lega ha la possibilità di imporre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un “governo Conte Bis” con una condizione imprescindibile – la rimozione del Ministro dell’Economia Giovanni Tria – in alternativa ad elezioni anticipate in cui il programma politico di Matteo Salvini mettererebbe tra i primissimi punti l’uscita dall’Euro, sulla scia della Brexit voluta da Boris Johnson e la probabile rielezione di Donald Trump nel 2020.

Di fonte ad uno scenario simile, piuttosto che far saltare l’intera architettura europea con l’Italexit, dettata da un’agenda monocolore leghista (appoggiata da Fratelli d’Italia), preferirebbe sostituire il Ministro Tria, e attuare una manovra finanziaria espansiva che non rispetti le regole di Bruxelles sul deficit, come già fanno da anni Francia e Germania del resto. Se così fosse non solo si eviterebbe una convergenza del M5S con il PD – un vero e proprio schiaffo al popolo italiano che alle ultime elezioni europee aveva confermato la propria fiducia al governo gialloverde con il 51 per cento dei consensi – inoltre vorrebbe dire che quello strappo estivo di Matteo Salvini non era una forzatura improvvisata maun metodo forzoso calcolato per evitare a tutti i costi di mettere la firma su una ricetta economica in controtendenza con le promesse lanciate in campagna elettorale. Se questi fossero i presupposti non ci sarebbe ragione per Luigi Di Maio di rifiutare un “switch” all’Economia che tutto sommato converrebbe ad entrambi dato che saranno anche loro a doversi prendere la responsabilità di fronte agli elettori qualora la manovra finanziaria violasse quella definizione di “nuovo umanesimo” riportata più volte da Giuseppe Conte.

E piuttosto che ritrovarsi davanti ad un bivio che propone da un lato l’uscita dall’euro con la retrovia strategica anglo-americana senza ottenere altri vantaggi in termini di interessi nazionali (caos nel Mediterraneo allargato, sottomissione alla politica globale delle sanzioni, imposizione dell’acquisto degli F35, riconoscimento di governi calati dall’alto, adesione agli interventi militari, impossibilità di entrare nella Nuova Via della Seta) e dall’altro inserirsi nel filone euro-asiatico che come ha ricordato di recente Emmanuel Macron nel bilaterale con Vladimir Putin “si estende da Lisbona a Vladivostok” e allo stesso tempo subire le politiche di austerità in un’Unione incapace di rinnovarsi, tanto vale proseguire la via mediterranea, letteralmente “in mezzo alle terre”, che il governo gialloverde già aveva intrapreso, in un momento storico in cui i grandi blocchi geostrategici si stanno progressivamente ridefinendo. La politica è spregiudicatezza e sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini hanno dimostrato in questi 15 mesi di averne, per cui non è da escludere un nuovo accordo fondato su un nuovo contratto di governo. Se Lega e M5S riescono a rinnovare la maggioranza su un “ConteBis” il governo esce più forte di prima perché potrà portare lo scontro allo stato verticale (Salvini e Di Maio insieme contro nemici interni del cosiddetto “terzo partito” ed esterni) e non orizzontale (Salvini contro Di Maio), altrimenti la sovranità” rimarrà uno slogan che li seppellirà ad entrambi. I primi moriranno americani, i secondi democristiani.

Benessere, Salute

Cucinelli: “Inutile lavorare più di 6-8 ore. Staccate gli smartphone e vivete”

L’imprenditore intervistato d QN: “Ognuno deve avere uno spazio riservato non invaso dalla tecnologia”

“È inutile lavorare più di 6-8 ore. E ai lavoratori dico: staccate lo smartphone e vivete”. Parola dell’imprenditore Brunello Cucinelli che in un’intervista al Quotidiano Nazionale delinea la sua idea sul lavoro e su quali siano le priorità di ogni lavoratore durante la propria giornata.

“Ognuno deve avere uno spazio riservato che non può essere invaso dalla tecnologia. Dovrebbe vivere una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta. Un aggettivo senza connotazioni romantiche o risvolti penali, ma letto nel senso di spirituale, intima, una vita solo tua”.

Cucinelli parla del divieto dato ai dipendenti di usare la mail nel weekend.

“A dire la verità il divieto scatta dalle 17.30 di ogni giorno e vale per tutto il fine settimana. I 1700 dipendenti del mio gruppo lo sanno, vale la regola di San Benedetto. Devono trovare un equilibrio nelle loro vite. Tutti hanno bisogno di curare la mente con lo studio, anche l’anima ha bisogno di mangiare ogni giorno”.

Fonte: huffingtonpost.it (qui)

Austerity, Politica, Terremoto

L’Aquila 2009-2019 – La scuola è ancora in moduli provvisori: ‘Nei container di lusso lavoriamo per mantenere la comunità’

 

“La scuola dovrebbe essere una priorità per il futuro, ma è stata dimenticata”. Se c’è un caso emblematico della lentezza della ricostruzione pubblica, all’Aquila, è quello delle scuole. Nonostante le promesse e i soldi erogati, gli studenti sono ancora nei Musp (Moduli ad Uso Scolastico Provvisori), in periferia. Nessuna delle scuole del centro è tornata agibile. Clamoroso il caso del Cotugno, inizialmente fatto rientrare in un edificio ‘vero’, a seguito di una richiesta di accesso agli atti di alcuni genitori e insegnanti si è rivelato essere inagibile. Sfrattati per una seconda volta, dopo un periodo di ’scuola pomeridiana’ ospiti di altri istituti, hanno finalmente ri-ottenuto un Musp, anzi cinque, in parti opposte della città. “È un odissea che sembra non finire mai – spiega la dirigente scolastica Serenella Ottaviano -. Le scuole hanno lavorato tantissimo per mantenere la comunità e offrire il massimo dell’offerta formativa possibile, eppure a 30 chilometri da qui sembrano essersi dimenticati di noi”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Società

Architetta in Svizzera. “In Italia è difficile farsi pagare dai clienti. E trovare lavoro senza l’aiuto di amici e parenti”

Agnese D’orazio, 35enne della provincia di Teramo, ha deciso di espatriare dopo avere tentato, senza riuscirci, di raggiungere l’indipendenza economica in Italia. Prima è stata in Germania e ora vive a Nyon, tra Ginevra e Losanna. “Qui posso fare una vita dignitosa, senza angoscia”

“In Italia non ci sono le condizioni di dignità minima per un nuovo architetto senza amici o parenti nel settore”. Agnese D’Orazio ha compiuto da poco 35 anni, è nata e cresciuta a Pineto, in provincia di Teramo, dove si è laureata nove anni fa. È un’architetta e si occupa di progetti per abitazioni mono e plurifamiliari. Dal 2012 vive e lavora in Svizzera, a Nyon, tra Ginevra e Losanna: assunta subito con un contratto a tempo indeterminato, guadagna 6500 franchi al mese (circa 6 mila euro). “Qui il costo della vita è molto alto, più di duemila franchi se ne vanno solo per l’affitto – ci racconta -. Ma sono completamente indipendente e posso fare una vita dignitosa, senza l’angoscia di come arrivare alla fine del mese”.

Agnese si è sentita costretta a emigrare: “Faccio un esempio autobiografico. L’anno in cui mi sono laureata ho partecipato a un concorso con un gruppo di altri studenti e neolaureati. Abbiamo lavorato per un mese intero, giorno e notte, per degli architetti romani, e abbiamo vinto il bando da 50mila euro, ma non ci è spettato neanche un rimborso spese simbolico. Una prassi che è ricorrente nel nostro ambito”. Delusa, Agnese è partita per la Germania, destinazione Monaco dove, spiega, “ho lavorato per un anno ho fatturato da libera professionista. Un piccolo stipendio, che mi ha consentito di essere economicamente autonoma oltre che fare un’esperienza formativa molto interessante. E trasparenza e correttezza sono incredibili”.

Un anno dopo prova a tornare in Italia. “Ho cercato lavoro, sia dalibera professionista che da dipendente. Nel primo caso, il problema è trovare clienti quando non sei figlia di qualcuno che lavora o lavorava già nel settore. E poi, anche una volta trovati, non è comunque facile riuscire a farsi pagare. Nel secondo caso, le possibilità sono poche e nei colloqui che ho avuto mi hanno parlato tutti di un periodo di prova, che tradotto vuol dire lavorare gratis col pretesto di formare i giovani architetti. Morale della favola? Ho sgobbato un anno senza essere pagata”. E così nel 2012 si trasferisce definitivamente. Destinazione Svizzera, dove trova subito lavoro. Adesso Agnese è in un ufficio di progettazione architettonica e urbanistica che “crea e disegna spazi di vita innovativi”, una società privata in cui ci sono tanti under 40. Contratto a tempo indeterminato e un compenso vertiginoso rispetto agli standard italiani, anche se “per mangiare una pizza fuori bisogna mettere in conto l’equivalente in franchi di 20-25 euro”.

E pur vedendo che “rivalità, meschinità, mobbing e persino lo stalking sono dinamiche purtroppo proprie dell’essere umano”, Agnese sottolinea che “le leggi svizzere prevedono il dovere del datore di lavoro di assicurare il benessere psicofisico dei dipendenti. Quindi, nei casi in cui si verifichino questi episodi, noi lavoratori veniamo protetti dal medico curante, dal sistema di disoccupazione e, nei casi più gravi, dalla giustizia“. E finora ha visto che il welfare funziona. “L’assicurazione infortuni la paga il datore di lavoro, quella sanitaria è a carico mio, ed è obbligatoria; i versamenti per la pensione e la maternità sono detratti dallo stipendio, mentre la tredicesima è variabile. E di solito si negoziano dodici o tredici mensilità”. Ma l’Italia è sempre nel cuore. “Mi mancano le persone, la famiglia e gli amici, la mentalità nei rapporti sociali, la cultura. E anche il fatto di potere comprare casa o aprire una mia attività, cosa estremamente  difficile in Svizzera”. Un giorno Agnese vuole tornare a casa, ma solo ad alcune condizioni: “Se troverò un lavoro che mi permette di vivere bene o un progetto entusiasmante. Come quello di rinnovare un vecchio casale di campagna per lanciarvi un’attività produttiva“.

Fonte: ilfattoquotidiano.it (qui). Articolo di M. di Fazio del 24 marzo 2019.