Politica

Casaleggio, Pd: “Controlla mezzo parlamento e mezzo governo. E’ in conflitto d’interesse”. Ora trattano per governare insieme.

Quando il PD solo tre mesi fa presentava una proposta di legge sul conflitto di interessi che avrebbe messo, la Casaleggio Associati fuori dall’agone politico. La proposta fu presentata alla Camera dei Deputati degli esponenti Dem Delrio, Fiano e Boccia. Oggi in piene contrattazione per la formazione del Governo targato M5S-PD la coerenza è tutta da dimenticare. Gli stessi che dichiararono: “E’ evidente il conflitto di interessi in cui si trova Casaleggio associati che controlla Rouasseau e controlla mezzo parlamento e piu’ di mezzo governo. Sarebbe in conflitto di interessi e sarebbe anche sanzionabile”.

Ma ora, il trio Delrio-Fiano-Boccia, sosterranno il nuovo Governo rosso-giallo? Si opporranno, o tutto passerà in cavalleria. Certo, la necessità di soppravvivenza politica e la sedia parlamentere lautamente retribuita sono, insieme, il loro motivo di abiura, di incoerenza. Non certamente nell’interesse del Paese e degli italiani.

Conflitto d’interessi, dal Pd una proposta che mette Casaleggio fuori gioco

La presenta il Pd alla Camera nel corso di una conferenza stampa con il capogruppo Graziano Delrio, e i deputati Emanuele Fiano e Francesco Boccia.

La norma del Pd prevede che “se le piattaforme appartengono a partiti politici devono essere open source e con algoritmi trasparenti”

ROMA – Una legge sul conflitto di interessi che mette la Casaleggio associati fuori dall’agone politico. La presenta il Pd alla Camera nel corso di una conferenza stampa con il capogruppo Graziano Delrio, e i deputati Emanuele Fiano e Francesco Boccia.

“Non facciamo questa norma per Casaleggio ma per la democrazia. E’ evidente il conflitto di interessi in cui si trova Casaleggio associati che controlla Rouasseau e controlla mezzo parlamento e piu’ di mezzo governo. Sarebbe in conflitto di interessi e sarebbe anche sanzionabile”, spiega Francesco Boccia.

La norma del Pd prevede che “se le piattaforme appartengono a partiti politici devono essere open source e con algoritmi trasparenti. Il non rispetto di queste norme comporta l’ineleggibilita’ a meno che non si lasci la guida di queste societa’ tre anni prima di candidarsi”.

La Casaleggio associati, aggiunge Boccia, “e’ una societa’ privata che controlla Rousseau che gira su una piattaforma obsoleta, chiusa, non open source, non e’ possibile conoscerne l’algoritmo. E’ un conflitto di interessi macroscopico. Noi non ce l’abbiamo con Casaleggio. Faccia business oppure diventi capo politico e adotti una piattaforma open source”.

Fonte: Agenzia di stampa nazionale (qui)

Politica

Di Battista come Fassino. La predizione sul M5S. “Obiettivo del PD è farci diventare come loro”.

Come Fassino disse a Grillo di farsi un partito se voleva contestare il PD, anche Di Battista rischia la stessa sorte. Nel 2016 in occasione della presentazione della Piovra PD una raccolta di tutte le inchieste su esponenti del Partito democratico dell’allora Premier Renzi, diceva: “Ecco la piovra PD, il loro obiettivo è farci diventare come loro…”

L’ipotesi di un Governo PD-M5S è la soluzione sempre più probabile della crisi politica in atto.

Fonte: YouTube 9 maggio 2016

Crisi di Governo, Politica

Servi di qualcuno

Tornare indietro per non morire americani o democristiani. Articolo di Sebastiano Caputo del 21 agosto 2019. Pubblicato sul sito L’intellettuale dissidente

“L’unità di crisi” di governo non è Italia ma all’estero. O almeno coincide con quelle che sono le traiettorie geostrategiche del nuovo corso globale. Non a caso l’appello lanciato nei giorni scorsi su una possibile alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico è arrivato dalla personalità italiana più autorevole e influente nel mondo sino-russo: Romano Prodi. Pochi lo sanno ma il fondatore dell’Ulivo è il nostro connazionale più accreditato a Mosca (è l’unico che viene ricevuto in privato da Vladimir Putin diverse volte all’anno) e a Pechino, non a caso è stata fortemente voluta dai vertici del Partito Comunista Cinese la sua adesione come membro all’Advisory Council della Belt and Road Initiative. Insomma “la Coalizione Ursula” è una chiara e puntuale risposta a quella che su queste colonne digitali avevamo definito la “nuova via talassocratica” di Matteo Salvini. E dopo la giornata surreale di ieri questa improvvisa sterzata sta prendendo forma lentamente. Ma prima di dire le jeux sont faits tutti devono salire al Quirinale. Giuseppe Conte a consegnare le dimissioni, Luigi Di Maio per portare sul tavolo il più alto numero di parlamentari, infine Matteo Salvini con la forza dei sondaggi e del consenso. E se è vero che il Movimento 5 Stelle è l’ago della bilancia che determina la nuova maggioranza, è ancor più vero che la Lega ha la possibilità di imporre al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un “governo Conte Bis” con una condizione imprescindibile – la rimozione del Ministro dell’Economia Giovanni Tria – in alternativa ad elezioni anticipate in cui il programma politico di Matteo Salvini mettererebbe tra i primissimi punti l’uscita dall’Euro, sulla scia della Brexit voluta da Boris Johnson e la probabile rielezione di Donald Trump nel 2020.

Di fonte ad uno scenario simile, piuttosto che far saltare l’intera architettura europea con l’Italexit, dettata da un’agenda monocolore leghista (appoggiata da Fratelli d’Italia), preferirebbe sostituire il Ministro Tria, e attuare una manovra finanziaria espansiva che non rispetti le regole di Bruxelles sul deficit, come già fanno da anni Francia e Germania del resto. Se così fosse non solo si eviterebbe una convergenza del M5S con il PD – un vero e proprio schiaffo al popolo italiano che alle ultime elezioni europee aveva confermato la propria fiducia al governo gialloverde con il 51 per cento dei consensi – inoltre vorrebbe dire che quello strappo estivo di Matteo Salvini non era una forzatura improvvisata maun metodo forzoso calcolato per evitare a tutti i costi di mettere la firma su una ricetta economica in controtendenza con le promesse lanciate in campagna elettorale. Se questi fossero i presupposti non ci sarebbe ragione per Luigi Di Maio di rifiutare un “switch” all’Economia che tutto sommato converrebbe ad entrambi dato che saranno anche loro a doversi prendere la responsabilità di fronte agli elettori qualora la manovra finanziaria violasse quella definizione di “nuovo umanesimo” riportata più volte da Giuseppe Conte.

E piuttosto che ritrovarsi davanti ad un bivio che propone da un lato l’uscita dall’euro con la retrovia strategica anglo-americana senza ottenere altri vantaggi in termini di interessi nazionali (caos nel Mediterraneo allargato, sottomissione alla politica globale delle sanzioni, imposizione dell’acquisto degli F35, riconoscimento di governi calati dall’alto, adesione agli interventi militari, impossibilità di entrare nella Nuova Via della Seta) e dall’altro inserirsi nel filone euro-asiatico che come ha ricordato di recente Emmanuel Macron nel bilaterale con Vladimir Putin “si estende da Lisbona a Vladivostok” e allo stesso tempo subire le politiche di austerità in un’Unione incapace di rinnovarsi, tanto vale proseguire la via mediterranea, letteralmente “in mezzo alle terre”, che il governo gialloverde già aveva intrapreso, in un momento storico in cui i grandi blocchi geostrategici si stanno progressivamente ridefinendo. La politica è spregiudicatezza e sia Luigi Di Maio che Matteo Salvini hanno dimostrato in questi 15 mesi di averne, per cui non è da escludere un nuovo accordo fondato su un nuovo contratto di governo. Se Lega e M5S riescono a rinnovare la maggioranza su un “ConteBis” il governo esce più forte di prima perché potrà portare lo scontro allo stato verticale (Salvini e Di Maio insieme contro nemici interni del cosiddetto “terzo partito” ed esterni) e non orizzontale (Salvini contro Di Maio), altrimenti la sovranità” rimarrà uno slogan che li seppellirà ad entrambi. I primi moriranno americani, i secondi democristiani.

Politica

Bagnai: “Conte da avvocato del popolo ad avvocato della banca d’Italia”.

Conte e il M5S hanno gli italiani perché hanno scelto di appiattirsi sulle ricette dettate da Bruxelles e sulle politiche volute da Berlino. Politiche non coerenti con l’indirizzo politico espresso dagli italiani in tutte le consultazioni regioni ed europee svoltesi sono ad ora.

Ecco l’intervento del Presidente della Commissione Finanze del Senato, prof. Bagnai sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio.

Politica

Crisi, Conte si è dimesso. Da domani le consultazioni al Quirinale.

“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto”. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale. Il Presidente della Repubblica “ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il Governo a curare il disbrigo degli affari correnti”.

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, avvierà le consultazioni domani, mercoledì 21 agosto, alle ore 16.00.

Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa del Quirinale.

Politica

Crisi di Governo/ Sgarbi su Morra: “Da lui toni e allusioni in stile mafioso”

ROMA – Vittorio Sgarbi commentare in discorso di Nicola Morra al Senato sul dibattito che segue il discorso del premier dimissionario Conte:
“Inaccettabile, intollerabile l’intervento del senatore Morra contro il ministro Salvini, con riferimenti a incontri e a rapporti personali, con insinuazioni, e offensivo verso i calabresi, pregiudizialmente ritenuti ‘ndraghetisti nelle loro professioni di fede, offensivo anche per la Chiesa.
Morra – dice Sgarbi – approfittando del suo ruolo di presidente della commissione antimafia, ha usato toni e allusioni in stile mafioso. Nulla è più minaccioso che abusare del potere delle istituzioni per prevalere sui cittadini, attraverso il privilegio e le prerogative della propria carica, come ha fatto e continua a fare il signor “lei non sa chi sono io” Morra”

l’Ufficio Stampa
press@vittoriosgarbi.it

Eccole le frasi shock del Senatore Morra (qui) sul Ministro dell’Interno Matteo Salvini
Ecco la replica del Senatore Salvini (qui)